Nuovo codice della strada, è ora di accelerare: "Patente sospesa per chi usa cellulare"

Chi sperava in una rapida approvazione per la riforma del codice della strada, che era stata data per ormai pronta a luglio ma è ancora ferma, è rimasto deluso. Ora l'iter sta per ripartire. Margiotta (Pd): "L'uso del cellulare alla guida va sanzionato in modo deciso"

Foto di repertorio

Non c'è più tempo da perdere. Velocizzare la riforma del codice della strada, aprire una discussione sull'introduzione di ulteriori sanzioni per i pedoni responsabili di comportamenti che causano incidenti. E poi tante campagne di informazione, ovunque. Lo annuncia Salvatore Margiotta, senatore Pd e sottosegretario del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Chi sperava in un iter veloce per la riforma del codice della strada, che era stata data per ormai pronta a luglio ma è ancora ferma, è rimasto deluso: "La commissione competente ha elaborato un testo ben strutturato. A agosto la caduta del governo ha creato un inevitabile rallentamento. Con il nuovo esecutivo proprio io ho avuto una serie di incontri con la commissione Trasporti per superare gli ostacoli di carattere finanziario prima di mandare il testo in aula", spiega il politico dem in una intervista alla Stampa.

Sicurezza stradale, "l'uso del cellulare va sanzionato in modo deciso"

"Bisogna accelerare i tempi. Ci lavoreremo - assicura - in questo mese di gennaio. Si sono creati alcuni problemi di coperture finanziarie ma sono rapidamente risolvibili e con questa riforma nel codice scriveremo che l'uso del cellulare va sanzionato in modo deciso fino ad arrivare nei casi più gravi alla sospensione della patente perché è uno dei motivi maggiori di incidentalità e mortalità sulle strade. Ma sarei un ingenuo a pensare che i problemi sulle strade italiane si risolvono con una riforma del codice".

"Non è con una repressione ancora più forte che si possono evitare incidenti di questo tipo. Le leggi - osserva Margiotta - esistono già e prevedono sanzioni molto severe. I veri effetti positivi si ottengono con le campagne di informazione, con una rivoluzione del sistema dei trasporti, con interventi di tipo strutturale e non episodico o nati sull`onda emotiva del momento. Non dimentichiamo che l'Italia è il Paese dove gli spostamenti avvengono per il 60% con mezzi privati e questo dato è fermo negli anni nonostante i tanti investimenti realizzati".

La bozza del testo prevede per adesso un inasprimento delle multe per chi guida con lo smartphone (da 422 a 1697 euro, e sospensione della patente fino a tre mesi in caso di recidiva). Ma non si esclude una stretta ulteriore.

Incidenti stradali in calo: "Ma servono campagne d'informazione"

"Lo stesso direttore della polizia stradale sostiene che non si possono militarizzare le città. Le pattuglie già ci sono e sono sufficienti. E gli incidenti sono diminuiti secondo gli ultimi dati Istat. Questo non toglie che io sia comunque preoccupatissimo, e lo dico anche da padre di un adolescente, ma la strada più importante e efficace da seguire sono le campagne di informazione. Le faremo nelle scuole e sono allo studio delle iniziative anche con il Cnel" dice Margiotta.

"Bisogna avviare una riflessione anche sui pedoni. E' necessario adottare delle misure per far capire che i semafori rossi vanno rispettati. Si possono studiare sanzioni o alternative, ne parlerò con il ministro ma è necessario occuparsi anche dei pedoni, forse già nella riforma del codice in via di approvazione quando il testo arriverà in aula", conclude.

Mini-riforma del codice della strada: cosa cambia

Il pacchetto di modifiche al codice della strada dovrebbe arrivare in Aula in questi primi mesi del 2020: il cambio di governo ma anche - se non soprattutto -  alcuni rilievi mossi dalla Ragioneria generale dello Stato, relativamente alla copertura finanziaria di alcuni articoli, hanno rallentato l’iter legislativo. 

Le principali novità che rientrano nella mini riforma del Codice della Strada 2020 riguarderanno l'istituzione di ‘zone scolastiche’ in cui prevedere forme di limitazione del traffico o della velocità per garantire migliore sicurezza ai minori; parcheggi rosa per donne in gravidanza o con figli minori di due anni.

Ma allo studio ci sono sanzioni più severe per l’utilizzo di apparecchiature elettroniche alla guida, prevedendo la sospensione della patente. E poi ancora durata minima, pari a tre secondi, per la luce gialla dei semafori; ok alla circolazione in autostrada per i motocicli con cilindrata pari o superiore a 120 cc (o a 11Kw) se condotti da maggiorenni.

Dovrebbe essere realtà anche la sacrosanta esenzione dal pedaggio autostradale per i veicoli dei servizi di trasporto e soccorso sanitario, della protezione civile e delle associazioni di volontariato appartenenti a reti nazionali. E poi c’è l’introduzione dell’obbligo di cinture di sicurezza per gli scuolabus, a partire dal 2024, e la distanza di sicurezza laterale di 1,5 metri quando si sorpassa un ciclista.

Incidenti, Zaia: "Facciamo squadra per rispondere alle tragedie della strada"

"Facciamo squadra per rispondere alle tante tragedie della strada con una grande campagna di sensibilizzazione nazionale". E' questo il senso di una lettera che il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato oggi al Premier Giuseppe Conte e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.

Nella lettera, il Governatore ricorda che, nel solo Veneto, nel 2018 (e i dati in elaborazione per il 2019 non consentono ottimismo), ci sono state 311 vittime per incidenti stradali, con 19.313 feriti, e fa riferimento alla campagna "Okkio alla Vita" lanciata il 30 dicembre scorso da Spresiano (Treviso) in collaborazione con l'Associazione delle Imprese di Intrattenimento (il Silb), che utilizza immagini forti, come carcasse di auto incidentate piazzate all'esterno delle discoteche a far da monito ai giovani frequentatori.

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Zaia chiede a Conte sostegno alle iniziative del Silb, ma va oltre: "Ritengo - scrive al Premier e alla De Micheli - necessaria e urgente la definizione, il finanziamento e la realizzazione di una capillare campagna nazionale, che coinvolga ogni settore del mondo dell'informazione: giornali, televisioni e radio pubbliche e private, il web in ogni sua articolazione. A questo scopo proporrò in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome italiane un diretto coinvolgimento di Regioni e Province, in ipotesi partendo dalla partecipazione a un tavolo tecnico comune con il Governo nazionale ove definire e concordare i contenuti, i mezzi i costi e le modalità di attivazione di quella che si configurerebbe come una vera e propria campagna nazionale salvavita".

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