Martedì, 19 Ottobre 2021
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I dipendenti pubblici al lavoro in presenza dal 15 ottobre: il nuovo Dpcm di Draghi

Torna la modalità ordinaria per i dipendenti della Pubblica amministrazione. Il ministro Brunetta: "Adesso una nuova normalità"

Gli statali tornano di nuovo in ufficio, alla scrivania da venerdì 15 ottobre. La modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza, secondo il Dpcm (decreto della presidenza del Consiglio dei ministri) firmato oggi dal premier Mario Draghi. "Le pubbliche amministrazioni assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19", rende noto Palazzo Chigi in una nota.

Dipendenti pubblici: dal 15 ottobre si torna in presenza

Era stato il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ad annunciare che lo smart working sarebbe stato ridotto al massimo al 15%, dopo l'approvazione del decreto che impone l'obbligo di green pass per tutti i lavoratori. Oggi è arrivata la decisione del presidente del Consiglio Draghi che ha firmato un apposito Dpcm.

Questo il commento del ministro Brunetta: "Con la firma del presidente del Consiglio Mario Draghi al decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, si apre l'era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l'estensione dell'obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza. Con successivo decreto ministeriale, fornirò apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti".

E sull'accordo all'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) sullo smart working, il ministro ha aggiunto: "Non è necessario perché sarà contenuto nelle linee guida del decreto approvato, nelle linee guida ministeriali e il contratto viene già assunto nelle sue linee fondamentali da queste linee guida". Inoltre, ha detto Brunetta, "penso che possa essere maturo entro un mese ed è la prima volta che lo smartworking è regolato da un contratto perché quello che abbiamo avuto per 18 mesi era emergenziale e non aveva una base contratturale".

"Il nuovo smart working - ha concluso il ministro - sarà regolato con una base dal punto di vista informatico. Avrà delle strutture, avrà una organizzazione dedicata per obiettivi, avrà un'altra condizione, la customer satisfaction, si fa smartworking per la soddisfazione dei cittadini e delle imprese, non deve essere contro i cittadini e le imprese ma per migliorare efficienza e produttività".

Sul nuovo Dpcm è intervenuto anche il segretario Uilpa Sandro Colombi. "Quando ci sono decreti e norme non si può fare altro che adempiere - ha detto -, avremmo voluto che questa cosa fosse messa più a sistema e in un momento di confronto con le organizzazioni sindacali, per capire se l'utilizzo di quello che è chiamato smart working, che poi è stato home working, avesse invece prodotto dei risultati che potessero consentire di dire se effettivamente in alcune situazioni una percentuale fissata poteva migliorare la qualità del servizio erogato. La necessità di sedersi intorno al tavolo era indispensabile. Non disperiamo di farlo, con la trattativa all'Aran si punta a regolare il lavoro agile", ha concluso il sindacalista.

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