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Giovedì, 22 Febbraio 2024
L'inflazione nel carrello (e nel menù)

Carissima frittura: perché il prezzo dell'olio di semi di girasole è alle stelle

In cima alla classifica dei rincari ci sono in Italia gli oli di semi, soprattutto quello di girasole, che risente direttamente del conflitto in Ucraina. I listini dei fornitori appena giunti in mano ai ristoratori sono caratterizzati da aumenti mai visti prima

Se ne sono accorti tutti. L'olio di semi costa sempre di più. Gli aumenti colpiscono duramente la tavola dei consumatori. Uno studio di Coldiretti, che ha stilato una black list degli aumenti sullo scaffale sulla base delle rilevazioni Istat sull’inflazione ad aprile 2022, evidenzia come i prezzi di cibi e bevande sono aumentati in media del 6,3%. In cima alla classifica dei rincari ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole, che risente direttamente del conflitto in Ucraina. Il Paese invaso dalla Russia due mesi fa è uno dei principali produttori e ha dovuto interrompere le spedizioni a causa della guerra.

Al supermercato è aumentato un po' tutto: la farina, con i prezzi in salita del 17,2% trainati dagli aumenti del grano, poi il burro (+15,7%). Rincari a doppia cifra anche per la pasta (+14,1%) con la corsa agli acquisti nei supermercati per fare scorte, seguita da carne di pollo (+12,2%) e verdura fresca (+12%). A seguire nella graduatoria dei rincari ci sono frutti di mare con +10,2%, gelati a +9,5%, uova con +9,3%, mentre chiude la classifica il pane, che costa l’8,4% in più rispetto allo scorso anno.

Le dinamiche dei rincari in parte sono anche il frutto del fatto che la guerra ha modificato la composizione del carrello della spesa. Molti comportamenti sono "emotivi", ovvero c'è chi si messo a fare scorta in dispensa di prodotti, per paura di non trovarli sullo scaffale. Sono infatti aumentati i volumi di acquisto di alcune categorie di prodotti come zucchero, pasta di semola, farina, riso e l'olio di semi ma anche di conserve di verdure, legumi, carne e pesce che garantiscono una lunga scadenza.

Che l'olio di semi di girasole sia il prodotto che ha subito uno degli aumenti di prezzo più marcati lo segnalano anche associazioni di consumatori a livello locale. L'aumento di prezzo più pesante "si registra per l'olio di semi di girasole - afferma Adiconsum Sardegna - A Sassari un litro di olio passa da una media 1,86 euro di gennaio 2022 ai 2,26 euro di marzo, con un aumento del +21,5%. A Cagliari i prezzi dell'olio di semi salgono da 1,80 euro di gennaio a 2,05 euro di marzo, con un rincaro del +13,9%. Alla base di tali aumenti record c'è proprio il conflitto bellico in atto - afferma il presidente di Adiconsum, Giorgio Vargiu - Ucraina e Russia insieme rappresentano l'80% delle esportazioni mondiali di olio di semi di girasole, e la guerra sta avendo ripercussioni dirette anche sulle tasche dei cittadini sardi".

Assoutenti in base agli ultimi dati forniti dal Mise ha stilato la classifica delle città dove i listini al dettaglio di tre prodotti di largo consumo hanno subito incrementi più pesanti. La maglia nera dei rincari spetta senza dubbio all'olio di semi di girasole, che in soli due mesi, tra gennaio e marzo 2022, ha registrato aumenti di prezzo superiori al 40% a Verona e Lodi, tra il 20% e il 25% a Mantova, Cremona, Sassari, Novara e Vercelli e tra il +10% e il 20% in ben 19 province italiane. I listini dei fornitori appena giunti in mano ai ristoratori sono caratterizzati da aumenti mai visti prima per l'olio di girasole. Si sa, per una buona frittura, fatta come dio comanda, croccante e poco unta, non si può prescindere dall'olio di semi di girasole. Non si possono a questo punto escludere rincari di prezzo per i fritti nei menù di bar, pizzerie e ristoranti, in vista dell'estate, a meno che il trend non cambi alla svelta.

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