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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
ECONOMIA

Pace fiscale e Flat tax, i due cavalli di battaglia della Lega

Sul fisco Matteo Salvini ha programma ambizioso (anche troppo: il difficile sarà realizzarlo). Le due proposte più qualificanti sono senza dubbio l'introduzione dell'aliquota unica e la così detta "pace fiscale". Vediamo nel dettaglio cosa prevedono

Flat tax e pace fiscale sono certamente le due proposte più qualificanti del programma della Lega relativamente a tasse e fisco. Visti i risultati delle elezioni, che di fatto consegnano a Matteo Salvini le chiavi del centrodestra, in molti (compreso chi non ha votato Lega) si chiedono cosa intenda fare Salvini nel caso in cui - ipotesi possibile ma tutt’altro che scontata - riesca ad arrivare a Palazzo Chigi.

Vediamo dunque cosa prevedono nel dettaglio le due proposte della Lega, a cominciare dalla così detta pace fiscale, misura rivolta a chi ha debiti con il fisco. "Questi contribuenti - si legge nel programma della Lega - potranno pagare a seconda della situazione in cui si trovano da un minimo del 6% ad un massimo del 25% del dovuto con un’aliquota intermedia del 10%". In tal modo potranno chiudere "per sempre la loro posizione con il Fisco e poter tornare così ad essere attivi nella società".

Pace fiscale, a chi è rivolto il provvedimento

Ci sarebbero però dei paletti: "Il provvedimento esclude i 'grandi' contribuenti, ma sarà efficace solo per coloro che a causa della pesante recessione economica non hanno potuto pagare in tutto o in parte le imposte fino ad un tetto massimo di 200.000 euro comprensivo di sanzioni, interessi e more". La pace fiscale, secondo la Lega, non vuole essere insomma "un regalo agli evasori", ma un provvedimento rivolto a chi non è riuscito a versare quanto gli veniva chiesto.

Secondo la Lega "Equitalia ha accumulato crediti per 1058 miliardi di euro verso quasi 21 milioni di contribuenti". Di questi "314 miliardi sono richiesti a soggetti nullatenenti", ne restano però 650 che è possibile recuperare. I leghisti stimano che il provvedimento "potrebbe portare nelle casse dello Stato 60 miliardi di Extragettito in 2 anni. Denaro che con le procedure attuali resterebbe irrecuperabile".

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Nel programma della Lega viene citato anche un esempio:

"L'ex commerciante che negli ultimi anni di attività incassava a malapena per far sopravvivere la sua famiglia. Poi ha chiuso l’attività e gli sono arrivate tutte le cartelle. È ovvio che quando a fine anno (nonostante la dichiarazione regolare) lo Stato gli ha chiesto di pagare lui non sapeva dove prendere i soldi.

Ora lavora in nero perché se avesse entrate in bianco gli verrebbero portate via dallo Stato e non saprebbe come sfamare la famiglia e quindi non solo non paga il passato ma non contribuisce neppure al presente. Ed è il primo a non essere contento di questa situazione ma non vede nessuna via d’uscita".

Pace fiscale, le critiche alla proposta leghista

 La proposta della Lega ha ovviamente suscitato anche perplessità ed obiezioni. C'è chi ad esempio sostiene che sia di fatto l'ennesimo condono nei confronti di chi non versato quanto dovuto al fisco. Si rischia di far passare il messaggio che evadere, in fondo, conviene. E poi: come stabilire se un contribuente non ha pagate le tasse perché schiacciato dalla crisi o semplicemente per interesse personale?

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Flat tax, cos’è e cosa prevede

E veniamo alla Flat tax, la riforma del testo unico delle Imposte sul Reddito. Salvini vuole rottamare il sistema attuale fatto di "aliquote multiple, scaglioni, detrazioni, deduzioni e bonus e introdurre un’unica aliquota fiscale coerente con la necessità di portare ristoro tributario alla maggior parte dei contribuenti a partire dai ceti meno abbienti".

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Come abbiamo già scritto più volte, sulla Flat tax le proposte di Forza Italia e Lega divergono. Berlusconi vorrebbe fissare l’aliquota unica al 23%, portando la no tax area a 12mila euro contro gli 8mila attuali. Esempio facile facile: chi guadagna 13mila euro dovrà pagare l’Irpef solo su mille euro (ovvero la differenza tra il suo reddito e la soglia della no tax area). Se si guadagnano 20mila euro, l'aliquota del 23 per cento si pagherà su ottomila euro, e così via.

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Diversa la proposta leghista che prevede un’aliquota al 15% da applicare solo al reddito familiare, una no tax area per redditi fino a 7mila ma con una "clausola di salvaguardia per tutti i redditi famigliari fino a 15.000 euro i quali potranno continuare ad essere assoggettati al regime di imposta vigente nel caso il nuovo non fosse migliorativo”.

"Soltanto due saranno gli scaglioni per l’ottenimento di una deduzione fissa di 3.000 euro – si legge nel programma della Lega - Il primo scaglione è formato da tutti i redditi famigliari fino a 35.000 euro entro il quale ad ogni componente il nucleo famigliare spetta la deduzione e il secondo scaglione invece da 35.000 a 50.000 euro che prevede la deduzione fissa solo per i famigliari a carico.

Sono aboliti tutti gli obblighi di mantenimento della documentazione fiscale ai fini dell’ottenimento di detrazioni, deduzioni e bonus a vario titolo. Niente più scartoffie, scontrini e ricevute da portare al commercialista".  

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