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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cosa cambia

La svolta sui pagamenti fino a 10 e 30 euro con bancomat e carte di credito

Pos per tutti e "per tutto": cosa cambia dopo l'accordo tra banche, servizi di pagamento e piccole imprese del commercio sul taglio delle commissioni sui pagamenti elettronici. Quali sono le principali novità e quanto si risparmia

Si chiama "protocollo d'intesa per la mitigazione, la maggiore comprensibilità e comparabilità dei costi di accettazione di strumenti di pagamento elettronici". Significa, in concreto, che le commissioni sui pagamenti effettuati con carte di credito e bancomat fino a 10 euro sono state ridotte al minimo, quasi azzerate. Scontate, invece, quelle fino a 30 euro. Le commissioni legate all'uso del Pos diventano sempre più sostenibili, quindi, e forse questo contribuirà anche a placare le lamentele di alcuni commercianti sul costo dei pagamenti con bancomat e carte di credito, rafforzate da qualche partito politico con la narrativa stantìa del "regalo alle banche". Pagare col Pos costerà ancora meno, molto meno. Vediamo perché.

È un accordo importantissimo quello raggiunto ieri tra banche, servizi di pagamento e piccole imprese del commercio per agevolare le transazioni elettroniche e ridurre i costi delle commissioni. L'intesa, raggiunta presso il ministero dell'economia e le finanze, sulla quale l'autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm) ha espresso parere favorevole, promuove ulteriormente "la digitalizzazione, la modernizzazione e la concorrenza dei servizi di pagamento, anche attraverso una maggiore comprensibilità, comparabilità e mitigazione dei costi delle transazioni con strumenti di pagamento elettronici". Cosa significa, in pratica? Vediamo quali sono le principali novità e quanto si risparmia, dopo la firma del protocollo comune redatto da banche e associazioni di settore.

L'obiettivo concreto è quello di ridurre le commissioni a carico delle piccole attività commerciali per l'uso del Pos nei pagamenti sotto i 30 euro, diffondendone l'utilizzo. Si prevede l'impegno di banche e operatori dei pagamenti a "promuovere iniziative commerciali" per "ridurre l'impatto dei costi delle transazioni di basso valore", sotto i 30 euro, rendendo poi "significativamente competitive" anche le transazioni elettroniche sotto i 10 euro. Gli enti che hanno stretto l'accordo dichiarano che si tratta di "una promozione esclusiva" per alcuni soggetti, come le attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, con compensi nell'anno di imposta precedente non superiori ai 400mila euro.

Il nuovo obbligo sui pagamenti con bancomat e carte di credito

L'intenzione, almeno all'inizio, era molto più ambiziosa, in quanto prevedeva di ridurre i costi delle commissioni sotto i 30 euro e di azzerarli sotto i 10 euro: una possibilità che sarebbe poi stata considerata tecnicamente non percorribile. Il compromesso raggiunto, tuttavia, è un'ottima notizia. Grazie a questo protocollo, sottolinea Confesercenti, "verranno quasi azzerate le commissioni sulle transazioni fino ai 10 euro e si prevedono sostanziali riduzioni anche per quelle fino a 30 euro". A conti fatti, l'accordo sul taglio delle commissioni sui pagamenti elettronici potrebbe portare a un risparmio sulle commissioni fino a 500 milioni di euro l'anno.

Le transazioni elettroniche di basso valore, d'altronde, rappresentano una fetta importante del totale dei pagamenti effettuati con bancomat e carte in Italia. Secondo i dati dell'Osservatorio innovative payments del Politecnico di Milano, buona parte dei pagamenti elettronici ricade nella fascia oggetto di quest'intesa: nel 2022, il 21% del totale delle transazioni con carte o bancomat è stato di 10 euro o meno, il 32% di 15 euro o meno, mentre i pagamenti fino a 30 euro sono stati il 58%. "E nelle piccole imprese del commercio, del turismo e della ristorazione la quota di micro transazioni è ancora più alta", fa notare Confesercenti.

Quanto costano davvero le commissioni sui pagamenti con carta

"L'accordo di oggi è un risultato in qualche modo storico: è da oltre dieci anni che si discute dell'abbassamento del peso delle commissioni sui piccoli. E finalmente si è riusciti a fare un primo passo nella giusta direzione, anche se l'intervento per ora è temporaneo e va reso strutturale - sottolinea Confesercenti -. La questione dei costi è infatti fondamentale per garantire la diffusione della moneta elettronica: secondo le nostre stime, solo nel 2022, l'uso di carte e bancomat è costato alle imprese, tra commissioni e costi accessori, circa 5 miliardi di euro".

Le commissioni del Pos sono davvero così insostenibili?

Anche Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori (Unc), ha detto la sua in merito all'accordo fra associazioni e associazione bancaria italiana (Abi) per ridurre le commissioni: "Bene, ottima notizia. Ora le scuse per rifiutare i pagamenti elettronici stanno a zero. Basta con le bugie del Pos che non funziona, che non c'è il collegamento... Ora, però, bisogna che i trasgressori siano finalmente puniti", ha dichiarato. "La decisione del governo di istituire con l'ultima legge di bilancio un tavolo finalizzato a ridurre i costi della moneta elettronica, in particolare per i micropagamenti e soprattutto per le piccole imprese, ha acceso un faro su una questione che andava affrontata con decisione. L'Italia è il paese con il più alto numero di Pos installati, ma resta dietro per numero di transazioni, in particolare quando si tratta di micropagamenti", ha detto Aldo Mario Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio.

Nei prossimi giorni, l'associazione bancaria italiana diramerà una circolare alle banche associate: all'interno ci saranno le indicazioni per rendere operativo l'accordo siglato al ministero dell'economia con le associazioni dei commercianti e dei gestori di circuiti di pagamento e delle carte di credito. Non si tratta di disposizioni obbligatorie, ma in sostanza il protocollo attua quanto previsto dall'ultima legge di bilancio per ridurre gli oneri a carico degli esercenti per le "piccole" transazioni.

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