Commissioni zero: il piano del governo per aumentare i pagamenti "con carta"

Obiettivo relegare i contanti al passato grazie al bonus da 300 euro per chi utilizzerà i pagamenti digitali. Banche e istituti di credito convocati a palazzo Chigi per partecipare all'iniziativa che punta a favorire l'uso di pagamenti digitali

Il premier Giuseppe Conte lavora a pancia a terra al progetto per incentivare i pagamenti elettronici. La settimana prossima vedrà i cosiddetti 'acquirer', ovvero banche e istituti che si occupano di pagamenti elettronici. Il presidente del Consiglio, spiegano fonti di governo, ha chiesto loro di partecipare all'iniziativa per favorire l'uso di pagamenti digitali, magari con un loro cashback aggiuntivo, sulla scia, ad esempio di American Express, che applica un cashback dell'1%

Intanto, a quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe già avviato un dialogo, sensibilizzando tutti ad abbassare in modo importante le commissioni.

Ci sarà probabilmente da parte degli acquirer la disponibilità di portare a zero le commissioni per spese da 0 a 5 euro. E il tutto sarà rimesso alle singole iniziative, in modo da non violare le regole sulla concorrenza. Alcuni 'acquirer', spiegano inoltre fonti di Palazzo Chigi, avrebbero mostrato anche disponibilità per 'commissioni zero' per una spesa fino a 25 euro.

È bene ricordare infatti che gli esercizi commerciali, obbligati a dotarsi dei dispositivi necessari per gestire questo genere di pagamenti, pagano non solo un canone mensile e una quota una tantum per l’installazione dello stesso POS, ma anche commissioni per tutte le transazioni effettuate con carta di credito, anche in questo caso o con costo fisso per transazione (in genere intorno ai 10 centesimi) o con costo percentuale per transazione. È il motivo per cui molti negozianti storcono il naso quando si vuole pagare con la carta di credito una transazione di modesto ammontare. È infatti stato stimato che un POS costi all'esercente circa 2.000 euro in media all'anno e che impatti per circa il 2% sul guadagno effettivo di un'attività.

Il piano si inserisce in quello che è stato definito come "super cashback". Si tratta dell'evoluzione di quello che era stato definito "bonus befana", poi accantonato, che diventa un premio per i primi 100mila utilizzatori di pagamenti digitali e che si aggiunge al 'cashback' di Stato, ossia un rimborso fino a 300 euro, pari al 10% della spesa massima da raggiungere che è di 3mila euro.

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Come funziona il cashback e il super cashback

Come spiegato dal premier Conte in un'intervista a La Stampa, il super cashback sarà una sorta di premio fino ad un massimo di 3mila euro diviso in due tranche semestrali da 1.500 euro, che verranno accreditate sul conto corrente ai 100mila cittadini che effettueranno il più alto numero di pagamenti in modalità elettronica, ossia con carta di credito o di debito, bancomat, bonifico bancario o postale o app, a prescindere dall'importo delle transazioni. Questo vuol dire che un caffè pagato con la carta avrà lo stesso 'peso' dell'acquisto di un capo d'abbigliamento o di un prodotto per la casa. La misura, che potrebbe partire già dal prossimo dicembre, rientra nella linea dell'esecutivo di incentivare i pagamenti elettronici rispetto a quelli in contanti, una strategia per ridurre al minimo il 'nero' e di conseguenza l'evasione fiscale. I fondi a disposizione del progetto sono 3 miliardi di euro e al super cashback va aggiunto il rimborso definito semplicemente cashback già riproposto dal Governo nel decreto Agosto, e che punta a rimborsare il 10% della spesa sostenuta con i pagamenti "con carta", fino ad un tetto massimo di 3mila euro (un bonus quindi di 300 euro). Questa misure dovrebbe prendere il via dal prossimo 1° dicembre. Un'operazione molto delicata dal punto di vista della privacy, visto che i nostri dati e quelli delle spese sostenute viaggeranno attraverso diverse piattaforme e saranno lavorate da più soggetti, compresa l’Agenzia delle Entrate.  

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