La stangata per chi paga Tari e multe con PagoPa

Diventa obbligatorio il nuovo sistema che consente alla Pa incassi sicuri e veloci. Ma le commissioni sono a carico degli utenti

PagoPa è una rivoluzione per il pagamento di multe e tariffe sui rifiuti, ma il suo prezzo lo pagano i cittadini. O meglio: le commissioni per utilizzare il servizio sono a carico degli utenti. 

La stangata per chi paga Tari e multe con PagoPa

Il vantaggo di PagoPa è semplice, spiega oggi Il Messaggero: finora ogni amministrazione poteva scegliere con quale canale incassare multe e tasse, ma la contropartita era che il costo dell'operazione era in carico all'amministrazione. Adesso il governo ha obbligato gli enti locali a utilizzare il servizio, ma la spesa è stata trasferita sui contribuenti. Il conto per persona non è alto, anzi: si tratta di pochi euro, a volte anche decine di centesimi. Ma, spiega il quotidiano, considerato il volume di transazioni alla fine si tratta di una cifra di tutto rispetto:

 Con una media di 90 centesimi a operazione - ma si può spendere anche più di due euro - si arriva a 81 milioni in un anno. Ma entro il 2023 l'obiettivo è di salire a 350 milioni di operazioni, che per gli intermediari corrispondono a oltre 300 milioni di ricavi. Commissioni che si dividono soprattutto tre soggetti: Sisalpay con la rete gestita dai tabaccai, Poste e banche. «Le piattaforme hanno un costo - dice chiaro Gianfranco Tornero, vice direttore generale dell'Abi, l'associazione che riunisce gli istituti di credito italiani -. Prima di PagoPa il costo del pagamento veniva sostenuto dalla Pubblica amministrazione. Ora è a carico dell'utente, in ragione del servizio offerto dalla Pa. La percezione è che la richiesta venga dalla banca, ma in realtà è la Pubblica amministrazione che non sostiene più il costo».

«Fino al 2016 le tasse si pagavano in alcuni casi con le commissioni e in altri no - fanno notare da PagoPa -.11 cittadino non li vedeva, ma i costi c'erano anche prima. Ora, da Trento a Pachino, tutti hanno lo stesso sistema, le commissioni sono trasparenti e il contribuente può scegliere con chi versare». Insomma, insistono, il sistema appena partito, si sta adattando e ci saranno amministrazioni che faranno pagare i cittadini e altre che si accolleranno le commissioni.

In più, si dice, la concorrenza farà scendere i prezzi. Intanto però ora si paga . Come sul bollettino Mav, che fino a ieri era a costo zero per il contribuente. Da quest'anno però a Roma è stato trasferito tutto su PagoPa: e così l'amministrazione non ha più alcun problema a ritrovare i pagamenti, che arrivano immediatamente e senza bisogno di doverli andare ad associare a chi ha fatto il versamento. Ma il cittadino che non andava a fare la fila alla Posta ed era già abituato a saldare con la banca via web si è trovato costretto a versare un obolo che prima non c'era. Non solo. I circa 100 mila romani che avevano scelto la domiciliazione bancaria, ora dismessa con l'avvento di PagoPa, si devono anche ricordare di effettuare il pagamento. Che in precedenza lo faceva in automatico e gratis l'istituto di credito.

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