Boom di partite Iva: tutti i vantaggi del regime forfettario

Secondo un'analisi dell'Ancot, più di metà dei 'nuovi' ha aderito al regime agevolato. Record a Rieti, Aosta e Fermo: la classifica città per città

Foto di repertorio

Dall'inizio del 2019 il numero di Partite Iva in Italia è lievitato in maniera considerevole: nei primi tre mesi del nuovo anno, secondo gli ultimi dati del Mef, la crescita è stata del 7,9%, con 'picchi' in alcune città. Tra le principali cause di questa 'corsa' alla Partita Iva ci potrebbe essere l'introduzione del nuovo regime forfettario, che attraverso le modifiche contenute nella Legge di Bilancio 2019 l'ha resa una scelta più appetibile. A confermare questa tesi l'analisi effettuata dall'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, su dati del ministero delle Finanze, resa nota oggi in occasione del decimo congresso nazionale in corso a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Rieti, Aosta e Fermo occupano i primi tre gradini del podio tenendo conto degli incrementi e solo in undici realtà provinciali si è registrato un decremento. 

Boom di Partite Iva: cosa c'entra il nuovo regime forfettario

Per quale motivo il nuovo regime forfettario ha reso più appetibile l'apertura di una Partita Iva? Come riporta l'Agenzia delle Entrate, con la Legge di Bilancio 2019, è stata innalzata la soglia limite dei ricavi/compensi e sono stati eliminati gli ulteriori requisiti di accesso riguardanti il costo del personale e quello dei beni strumentali. A questo regime agevolato possono accedere  sia i contribuenti che iniziano una nuova un’attività di impresa, arte o professione e che presumono di conseguire ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro sia coloro che hanno già avviato un’attività purché abbiano conseguito ricavi o compensi sempre sotto la soglia dei 65.000 euro. Oltre alla nuova soglia ci sono anche altri possibili vantaggi che variano in base ai requisiti del contribuente in questione: ad esempio si può applicare sul reddito un’unica imposta sostitutiva al posto di quelle ordinariamente previste, con l'alitquota al 15%, oppure, per chi avvia una nuova attività, rispettando determinati requisiti si può optare per l'applicazione di un’imposta sostitutiva molto più vantaggiosa: 5% per i primi 5 anni di attività.

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Partite Iva, la classifica città per città

Coma accennato ad inizio articolo, secondo l'analisi dell'Ancot sulle iscrizioni di partite Iva nel primo trimestre 2019, le città che hanno fatto registrare un maggior incremento sono state Rieti, Aosta e Fermo. Ecco di seguito la classifica completa con indicato tra parentesi la variazione percentuale rispetto al primo trimestre del 2018.

Rieti 591 (32,21%); Aosta 429 (27,30%); Fermo 649 (25,05%); Cosenza 2.210 (21,96%); Crotone 600 (21,70%); Alessandria 1.315 (19,98%); Reggio Emilia 1.792 (17,51%); Genova 2.832 (16,02%); Forlì-Cesena 1.212 (15,98%); Lucca 1.414 (15,43%); Lodi 613 (15,01%); Latina 2.002 (14,60%); Cuneo 2.145 (14,46%); Milano 14.165 (13,95%); Vibo Valentia 492 (13,36%); Prato 1.102 (13,03%); Como 1.661 (12,31%); Monza e Brianza 2.672 (12,22%); Oristano 379 (12,13%); Savona 996 (11,78%); Cremona 865 (11,61%); Reggio Calabria 1.550 (11,27%); Grosseto 798 (11,14%); Rovigo 642 (11,07%); Torino 7.781 (10,97%); Campobasso 760 (10,47%).

A seguire: Cagliari 1.466 (10,31%); Biella 472 (10,02%); Rimini 1.330 (9,92%); Firenze 3.654 (9,86%); Napoli 10.178 (9,65%); Frosinone 1.629 (9,62%); Barletta-Andria-Trani 1.155 (9,58%); Roma 17.373 (9,38%); Parma 1.409 (9,22%); Pesaro e Urbino 1.056 (9,20%); Siena 841 (9,08%); Bologna 3.389 (9,04%); Belluno 520 (9,01%); Prov. del Sud Sardegna 828 (8,80%); Viterbo 1.172 (8,72%); Nuoro 764 (8,68%); Vercelli 461 (8,47%); Mantova 1.096 (8,41%); Macerata 972 (8,36%); Ravenna 1.094 (8,32%); Agrigento 1.262 (8,14%); Pordenone 805 (8,05%); Trieste 605 (7,84%); Bolzano 1.619 (7,65%); Varese 2.421 (7,65%); Imperia 712 (7,55%); Livorno 1.076 (7,49%); Ancona 1.332 (7,42%); Asti 666 (7,42%); Bergamo 2.988 (7,37%); Vicenza 2.491 (7,32%); Lecco 912 (7,29%); Brescia 3.620 (7,20%); Modena 2.229 (7,16%); Arezzo 1.118 (6,88%); Matera 566 (6,59%); Pavia 1.640 (6,49%).

Seguono ancora: Potenza 1.020 (6,36%); Venezia 2.461 (6,31%); Perugia 2.055 (6,26%); Massa Carrara 641 (6,13%); Treviso 2.694 (5,98%); La Spezia 707 (5,68%); Trento 1.595 (5,42%); Pistoia 965 (5,23%); Bari 3.831 (4,93%); Foggia 2.066 (4,87%); Verona 2.998 (4,53%); Pisa 1.435 (4,44%); Catanzaro 1.065 (3,80%); Caserta 3.048 (3,67%); Ragusa 1.051 (3,65%); Sondrio 453 (3,42%); Padova 3.015 (3,22%); Ferrara 873 (3,19%); Udine 1.428 (3,10%); L'Aquila 948 (3,04%); Trapani 1.331 (2,94%); Pescara 1.252 (2,88%); Verbano-Cusio-Ossola 414 (2,73%); Palermo 3.336 (2,61%); Catania 3.547 (2,57%); Isernia 295 (2,08%); Taranto 1.520 (1,60%); Piacenza 789 (1,15%); Terni 662 (0,76%); Siracusa 1.211 (0,67%); Messina 1.856 (0,65%); Sassari 1.596 (0,19%); Lecce 2.523 (0,00%); Brindisi 1.206 (-0,08%); Caltanissetta 769 (-0,52%); Enna 450 (-2,17%); Novara 941 (-2,28%); Teramo 1.016 (-5,49%); Avellino 1.351 (-6,31%); Salerno 3.494 (-6,38%); Chieti 1.201 (-7,12%); Ascoli Piceno 635 (-8,37%); Gorizia 274 (-17,47%); Benevento 865 (-24,72%).

''Metà delle nuove aperture ha aderito al regime forfettario''

"Nel primo trimestre del 2019 che abbiamo analizzato - ha detto Arvedo Marinelli, presidente nazionale dell'Ancot - abbiamo rilevato che ben 104.456 soggetti hanno aderito al regime forfettario, pari a più della metà del totale delle nuove aperture (53,3%), con un aumento di adesioni di ben il 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'andamento è ovviamente condizionato dalle modifiche normative introdotte con la legge di bilancio 2019, che ha elevato a 65.000 euro il limite di ricavi per fruire del regime forfettario con l'introduzione anche di alcune agevolazioni contributive per coloro che aderiscono. Tali modifiche hanno quindi avuto un duplice effetto, da un lato hanno determinato un aumento complessivo delle aperture di partita Iva, dall'altro una ricomposizione delle aperture a favore della natura giuridica 'persona fisica' e a sfavore delle forme societarie".

Il vicepresidente dell'Ancot, Celestino Bottoni, ha aggiunto: "Sono proprio le attività professionali, in base alla classificazione per settore produttivo, il settore con il maggior numero di aperture di partite Iva (20,2% del totale), seguito dal commercio con il 17,8% e dalle costruzioni (9,1%). Un altro dato che appare interessante l'incidenza pari al 14,7% delle aperture operato da un soggetto nato all'estero".

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