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Lunedì, 22 Aprile 2024
Arezzo

Mister Prada salva l'edicolante, "Che scherzo per la Juve, ma resto interista"

Il patron della moda, Patrizio Bertelli, ha comprato il chiosco di Piero Scartoni, 90 anni, che finalmente può andare in pensione. Quando facevano la coda Gianni Brera e i campioni del calcio

Gli edicolanti sotto casa, uno dopo l'altro, stanno scomparendo. Ma non capita a tutti di avere avuto tra i propri clienti Patrizio Bertelli, il patron di Prada e di Luna rossa. Piero Scartoni, 90 anni, dalla metà del Novecento informava Arezzo dalla centralissima piazza San Jacopo. Eppure nessuno sembrava interessato a rilevarne l'attività. Fino a quando, pochi giorni fa, l'imprenditore della moda ha comprato il punto vendita e scritto il lieto fine della storia: Piero, il nonno di tutti i lettori di giornali e riviste della città, può finalmente ritirarsi.

Un atto d'amore da parte del presidente del gruppo Prada per la sua città e i luoghi simbolo, scrive Mattia Cialini su ArezzoNotizie: il terzo in pochi mesi, dopo l'acquisto del ristorante “La buca di san Francesco” e del “Caffè dei Costanti”. L'edicola di Piero, gestita con la figlia, rischiava di chiudere per sempre. “Ufficialmente da settembre ci sarà una nuova gestione – racconta l'edicolante ad ArezzoNotizie – nel frattempo continuiamo noi, in attesa che il nuovo proprietario trovi qualcuno al quale affidare l'attività”. Scampato il pericolo, è quindi il momento del sollievo e dei ricordi.

Patrizio Bertelli, presidente di Prada (foto LaPresse)

Come quando gli juventini festeggiarono il campionato. “Ne ho viste tante – dice Piero Scartoni – compresa la mia edicola pitturata di bianco e nero. E me lo fecero un bello scherzo, vai. Di notte, dopo che la Juve vinse lo scudetto, si misero all'opera. Quando arrivai la mattina io, interista, ci rimasi di sale”.

Pier Paolo Pasolini e l'arbitro Lo Bello

Non si è mosso da piazza San Jacopo dall'ottobre 1953: settant'anni a vendere notizie è come stare al centro della storia italiana. Arezzo non è infatti soltanto un capoluogo della provincia toscana. Dal chiosco di Piero Scartoni sono passati l'economia e lo sport nazionali. “Qui era un ritrovo di sportivi – conferma l'edicolante –. Venivano Manlio Bacigalupo oppure Omero Tognon, quando erano allenatori dell'Arezzo. Ma non solo. Da qui sono passati l'arbitro Concetto Lo Bello e il giornalista Gianni Brera. Ma anche il maestro Pier Paolo Pasolini”.

Pasolini arrivava ad Arezzo ogni fine settimana a trovare l'attore e amico Ninetto Davoli, che negli anni Sessanta faceva il militare alla caserma Cadorna. Ma dall'edicola di Piero Scartoni sono venuti a comprare giornali anche il sindacato e la politica: “Da Luciano Lama a Walter Veltroni”, aggiunge lui. Quella di piazza San Jacopo non è stata la sua prima edicola.

L'edicola di Piero Scartoni (foto ArezzoToday)

Fin da ragazzino nonno Piero vendeva giornali ai Bastioni di Santo Spirito. Ma dalla centralissima piazza ha visto l'Italia cambiare. Come quando demolirono la chiesa del XII secolo dedicata a San Jacopo per costruire i grandi magazzini di Rinascente – Upim. Era il Paese che dopo il telegiornale si divertiva con la pubblicità di Carosello e il boom economico aveva travolto anche i monumenti. Quella volta dalle ruspe si salvò soltanto l'edicola di Piero. 

L'edicola non poteva chiudere - di Mattia Cialini

E il contratto con Patrizio Bertelli da dove nasce? “Ho buttato lì l'idea, non pensavo che accettasse”, confessa Piero Scartoni ad ArezzoNotizie. Patrizio Bertelli, che secondo Forbes è tra i primi dieci imprenditori più ricchi d'Italia, è nato ad Arezzo nel 1946. Marito della stilista Miuccia Prada e artefice del successo globale del marchio, anche lui era un grande cliente dell'edicola di piazza San Jacopo, dove ogni mattina comprava pile di quotidiani. Ma anche riviste di vela, architettura e design, rivela l'edicolante. La trattativa, spiega ArezzoNotizie, è stata guidata dall'avvocato Giovanni Gatteschi, che in città è a capo di uno studio legale attivo da cinque generazioni. Negli occhi di Piero Scartoni a volte la felicità del momento lascia spazio alla malinconia per il mondo della carta che sta scomparendo: “I dati sono eloquenti – dice – nessuno legge più giornali”.

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