Sabato, 10 Aprile 2021

Professionisti, da ottobre rischia la sospensione chi non comunica la PEC

Introdotto dal Decreto semplificazioni un apposito regime sanzionatorio per chi non comunica il "domicilio digitale"

Foto di repertorio

Il DL semplificazioni è intervenuto a gamba tesa sull’obbligo - già esistente - per professionisti e imprese di comunicare il proprio domicilio digitale al Registro delle imprese o all’albo di appartenenza.

A partire dal 01 ottobre, infatti, il DL 76/2020 (art. 37) prevede apposite sanzioni per chi non ha un indirizzo di posta elettronica certificata:

le imprese incorreranno nella sanzione pecuniaria prevista nei casi di "omessa denuncia"

i professionisti saranno passibili di sospensione dall’albo o elenco di appartenenza.

Le diffide

Per i professioni, in particolare, la procedura prevede che gli ordini o collegi di appartenenza inviino una diffida ad adempiere nel termine di 30 giorni per poi disporre, in caso di inadempienza, la sospensione che verrà meno solo quando l’iscritto fornirà all’ordine la PEC.

Anche ordini e collegi non sfuggono alla nuova disciplina sanzionatoria: sono infatti passibili di scioglimento e di commissariamento nel caso di mancata pubblicazione dell’elenco telematico riservato alle pubbliche amministrazioni con i dati degli iscritti completi di domicilio digitale.

Sono già molti gli ordini e i collegi pronti a far partire le diffide già da questo mese, come quello degli avvocati di Milano.

Previste sanzioni anche per i domicili digitali inattivi, che saranno verificati dal Registro delle imprese.

Non avendo la normativa disposto in merito, in ogni caso, per i professionisti il termine ultimo entro cui comunicare la PEC all’ordine o collegio di appartenenza decorre dalla diffida ad adempiere.

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