Lunedì, 1 Marzo 2021

Pechino sostiene l'Italia per il G20 di Roma: intervista all'ambasciatore cinese Li Junhua

L'ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua, ha recentemente accettato di essere intervistato dall'agenzia di stampa Xinhua, parlando del ruolo che l'adesione al multilateralismo da parte della Cina svolge negli scambi e nella cooperazione estera e del futuro sviluppo delle relazioni tra Cina e Unione Europea e tra Cina e Italia.

Pochi giorni fa, al World Economic Forum di Davos, il presidente Xi Jinping ha partecipato in teleconferenza da Pechino al Dialogo sulla "Davos Agenda". Perché il presidente Xi Jinping, nel suo discorso, ha sottolineato più volte l'importanza del multilateralismo?

Ambasciatore Li: Il mondo attuale vive un momento di grande cambiamento, come non si vedeva da un secolo. A causa dell'impatto senza precedenti della pandemia di Covid-19, l'economia globale sta affrontando una grave recessione e le sfide globali come la sanità pubblica e il cambiamento climatico sono sempre più incombenti. In un momento cruciale e di urgenza in cui tutti debbono raccogliere le idee e occorre essere uniti nell'affrontarle, l'unilateralismo, il protezionismo e gli estremismi continuano a diffondersi e a espandersi, ed è tornato in auge il pensiero da gioco a somma zero tipico della Guerra Fredda. Tutti i Paesi si trovano nuovamente di fronte a un "bivio", una svolta storica. In questo contesto, il presidente Xi Jinping nel suo discorso ha evidenziato la necessità e l'urgenza di realizzare il “multilateralismo". Il presidente Xi Jinping ha sottolineato che promuovere la crescita dell'economia globale, abbandonare i pregiudizi ideologici, diminuire le disparità di sviluppo tra Nord e Sud del mondo e affrontare le sfide globali sono i 4 compiti principali della nostra era. Se si vogliono risolvere questi problemi, occorre avviare azioni, dare risposte e collaborare a livello mondiale. Occorre tutelare e portare avanti il multilateralismo e promuovere la costruzione di una comunità umana dal futuro condiviso. Il presidente Xi Jinping ha affermato esplicitamente che il multilateralismo di cui il mondo ha bisogno deve essere tale da sostenere apertura e inclusione e non chiusura ed esclusione. Deve essere un multilateralismo basato sul diritto internazionale e non sulla supremazia dei singoli. Un multilateralismo che sostiene consultazione e cooperazione e non conflitto e contrasto. Deve essere un multilateralismo pronto ad essere al passo coi tempi e non uno che rifiuta i cambiamenti.

Il fondatore e direttore esecutivo del World Economic Forum, Klaus Schwab, nel suo intervento al Dialogo ha affermato che se il mondo negli ultimi anni è divenuto più connesso e interdipendente, si è al contempo polarizzato. Quale è la risposta della Cina?

Ambasciatore Li: Un mondo diviso non ha modo di affrontare le sfide comuni. Una efficace cooperazione multilaterale è invece la via giusta per l'umanità e incontra gli interessi di tutte le parti e segue la tendenza della storia. La Cina non sostiene soltanto il multilateralismo, ma lo realizza concretamente. E lo dimostra come sia passata dallo sviluppare vigorosamente la cooperazione per il contrasto alla pandemia a fornire aiuti attivi per la ripresa dell'economia globale; dalla partecipazione alla COVAX Facility alla promessa di rendere il vaccino contro Covid-19 un bene comune globale. Questo significa passare dalla dichiarazione d'intento di raggiungere il picco di emissioni di anidride carbonica prima del 2030 al raggiungere la "carbon neutrality" nel 2060. Significa passare dall'approfondire la cooperazione Sud-Sud a promuovere la costruzione congiunta della Belt and Road. Questo è l'impegno della Cina ed è sotto gli occhi di tutti. Il presidente Xi Jinping nel suo intervento ha promesso che la Cina continuerà a partecipare attivamente alla cooperazione internazionale per la lotta alla pandemia, a implementare una strategia di apertura reciprocamente vantaggiosa, a promuovere lo sviluppo sostenibile e l'innovazione tecnologica e a dare impulso alla creazione di un nuovo assetto delle relazioni internazionali. Queste promesse solenni mostrano che la Cina è consapevole della storia e pronta a farsi carico delle sue responsabilità epocali, chiariscono come la Cina stia sintetizzando intese e azioni e come promuova lo sviluppo comune del mondo intero e una prosperità condivisa, il rispetto dei principi condivisi e la tutela della pace comune.

Alla fine dello scorso anno, l'Unione Europea e la Cina hanno completato i negoziati per l'Accordo sugli Investimenti, un passo che appare molto importante per il rafforzamento della cooperazione tra Pechino e Bruxelles. Qual è la sua visione in merito?

Ambasciatore Li: Dopo 7 anni di duro lavoro, i leader di Cina e Unione Europea hanno annunciato insieme la conclusione dei negoziati per l'Accordo sugli Investimenti. Questo risultato mostra come le due parti, di fronte alle complesse e multiformi sfide internazionali, vogliano rafforzare la volontà e il consenso politico per il dialogo e la cooperazione. L'accordo include vari aspetti come l'impegno per l'accesso ai mercati, la regolamentazione di una concorrenza leale, lo sviluppo sostenibile e la risoluzione delle controversie e mostra chiaramente il suo carattere "complessivo, equilibrato e di mutuo vantaggio". Credo che l'Accordo non aiuterà soltanto ad approfondire e a implementare la cooperazione tra Cina e Ue ma produrrà anche benefici per una stabile ripresa economica mondiale nell'era post-pandemica. Dopo l'entrata in vigore dell'Accordo, le barriere agli investimenti tra Cina ed Unione Europea saranno ulteriormente cancellate e credo che l'industria e gli altri comparti dell'economia italiana ne trarranno un concreto beneficio. L'Accordo fornisce garanzie complete e sistematiche su temi molto cari alle imprese italiane, come l'accesso al mercato e la tutela della proprietà intellettuale. Tutto questo fornirà diverse agevolazioni per lo sbarco delle eccellenze del "Made in Italy" nel mercato cinese e creerà nuove prospettive per i già stretti legami economici tra Cina e Italia.

L'anno scorso è stato celebrato il Cinquantesimo Anniversario dell'instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, i rapporti tra i due Paesi vivono un momento storico segnato da una serie di nuovi inizi. Può parlarci dell'attuale cooperazione sino-italiana e del prossimo futuro?

Ambasciatore Li: Italia e Cina hanno entrambe subito il forte impatto della pandemia di Covid-19 ma non si sono lasciate schiacciare dalle difficoltà. I governi dei due Paesi e i due popoli si sono sostenuti e aiutati a vicenda e per il Cinquantenario delle relazioni diplomatiche hanno scritto insieme un capitolo speciale, dal titolo: "I veri amici si vedono nel momento del bisogno". Al contempo, non solo la cooperazione bilaterale non si è arrestata a causa della pandemia ma, al contrario, ha registrato uno stabile progresso. I due Paesi hanno siglato una serie di accordi per l'esportazione di prodotti agroalimentari italiani in Cina; attivato formalmente il Fondo di Cooperazione Industriale Cina-Italia e organizzato online il forum sino-italiano dedicato alle Pmi. Inoltre, vale la pena di sottolineare come, secondo gli ultimi dati della Dogana Cinese, nel 2020 l'interscambio bilaterale sino-italiano abbia raggiunto i 55,19 miliardi di dollari, segnando un incremento dello 0,4% rispetto all'anno precedente e una crescita del 3,8% delle esportazioni italiane in Cina. La Cina è già entrata in una nuova fase di sviluppo e continuerà ad attenersi ai nuovi paradigmi di crescita e a creare un innovativo modello di sviluppo di alta qualità, per portare avanti le riforme e ampliare ulteriormente l'apertura al resto del mondo. Anche la cooperazione sino-italiana registrerà sempre maggiori opportunità. Nel prossimo futuro, le parti dovranno stilare il "Piano d'Azione per il rafforzamento della Cooperazione tra Cina e Italia dal 2021 al 2023", iniziativa che mirerà alla ripresa post-pandemica e, sulla base della solida collaborazione economico-commerciale già esistente, a rafforzare e a realizzare il potenziale della cooperazione in tanti settori come la digital economy, la medicina e la salute, le energie verdi e la promozione della tutela ambientale. Inoltre, le parti rafforzeranno la cooperazione e i contatti per arricchire l'organizzazione degli eventi per l'Anno della Cultura e del Turismo tra Cina e Italia nonché delle Olimpiadi Invernali. La Cina sostiene la presidenza italiana del G20 ed è disponibile, di concerto con la controparte italiana, a promuovere il successo del vertice di Roma.

Ha parlato della presidenza italiana del G20, a tal proposito, quali aspettative ha la Cina in merito alla cooperazione sino-italiana sotto l'egida del G20?

Ambasciatore Li: La Cina apprezza la scelta italiana di organizzare l'agenda del G20 sul tema "Persone, Pianeta, Prosperità". Cina e Italia sono entrambi importanti membri del G20, vicini nel sostenere il multilateralismo e nel voler migliorare la governance globale. I due Paesi possono coordinarsi appieno nel quadro del G20 e possono apportare il proprio contributo per la ripresa economica globale post-pandemica e per il miglioramento della governance mondiale. Nello specifico, Pechino e Roma possono, in primo luogo, continuare a guidare la cooperazione mondiale per la lotta alla pandemia e sostenere il ruolo guida delle Nazioni Unite e dell'Oms per la risposta alla crisi sanitaria. In materia di protocolli terapeutici contro l'epidemia e di promozione della ricerca e dello sviluppo dei vaccini, i due Paesi possono creare una comunità sanitaria unita. Il secondo punto mira a tutelare l'apertura dell'economia mondiale e il sistema del commercio multilaterale, rafforzando il coordinamento e la comunicazione in materia di politiche macroeconomiche e continuando a promuovere la necessaria riforma del WTO". Il terzo punto riguarda la promozione attiva di uno sviluppo sostenibile inclusivo, sostenendo la COP26 sui cambiamenti climatici del 2021 e la COP15 sulla Biodiversità affinché ottengano il massimo successo e promuovendo l'applicazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per produrre risultati concreti. Il quarto punto riguarda l'approfondimento delle riforme strutturali, rafforzando la cooperazione nell'ambito della digital economy e l'innovazione tecnologica e iniettando nuova linfa per la ripresa economica mondiale.

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