Giovedì, 4 Marzo 2021

I pensionati che hanno ricevuto una lettera choc dall'Inps: "Ci deve restituire dei soldi"

A denunciare il caso è "Il Giornale" che spiega come in piena pandemia alcuni titolari di pensione si siano visti chiedere dall'ente previdenziale la sostituzione di somme erroneamente versate. Come comportarsi in questi casi? E chi ha ragione?

Foto di repertorio

L’Inps può chiedere ai pensionati la restituzione di somme erogate per errore? In teoria, almeno in teoria, la risposta è negativa. Così almeno suggerisce la sentenza n. 482/2017 della Corte di Cassazione che specifica come tali importi non siano esigibili qualora la svista non sia da imputare al titolare del trattamento. Eppure, secondo Il Giornale, in piena pandemia alcuni pensionati stanno ricevendo dall’ente previdenziale una lettera nella quale l’Inps "di fatto chiede indietro maxi cifre erogate per sbaglio negli ultimi anni". Di quali importi parliamo? Non certo quisquilie. Come spiega il quotidiano, le somme variano da un minimo di 1.100 euro fino a 29.000 euro. Non solo. Il Giornale specifica che l’ente chiede di restituire tutto "in tempi relativamente brevi con la proposta di un piano di rientro da concordare entro 30 giorni". 

I pensionati che hanno ricevuto una lettera dall'Inps con le somme da restituire

Ovviamente ogni caso fa storia a sé. E dunque per stabilire se la richiesta dell’ente previdenziale è corretta bisognerebbe valutare i singoli epidosi. L’avvocato  Milani (tuttopensioni@gmail.com), sta seguendo diversi ricorsi. E cita il caso di "un signore che si è visto arrivare una richiesta di restituzione importi per la somma di Euro 29.231,00 per un ricalcolo della pensione non meglio specificato. Oppure un’altra cittadina, un’ insegnante, ex dipendente pubblica che ha ricevuto la raccomandata contenente la richiesta di restituzione per l’importo di Euro 8.057,00 per un errore in fase di riliquidazione della pensione di aggiornamento stipendiale".

Secondo l'avvocato Celeste Collovati dello studio Dirittissimo  "queste sviste possono essere di diversa natura: gli errori materiali che riguardano un importo versato dall’Inps superiore a quanto dovuto nel rateo della pensione, errore nell’erogazione della pensione di reversibilità del marito defunto, errori nell’erogazione di una prestazione assistenziale quale l’invalidità". Eppure, dice sempre Collovati è proprio l’Inps ad erogare “tali prestazioni sulla base di un’analisi preventiva di tutti i requisiti in possesso". In ogni caso, precisa l’avvocato, la legge è chiara: "Non si fa luogo a recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato. Parole chiare che danno un quadro diverso della vicenda". Come ci si comporta in questi casi? Se c’è il dolo del pensionato, a quanto pare si può fare ben poco. Se al contrario il titolare della pensione ha adempiuto a tutti i suoi obblighi, comunicando correttemente all’Inps la sua situazione reddituale ed eventuali variazioni, la richiesta è impugnabile con un ricorso amministrativo. E, almeno in teoria, il pensionato dovrebbe spuntarla. 

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Fonte: Il Giornale →

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