Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Pensioni, primo sì alla rivoluzione: arriva quella "europea"

La prima pensione paneuropea è destinata a cambiare radicalmente il mercato del settore previdenziale: l'accordo raggiunto tra la presidenza e il Parlamento europeo segna un cambio di passo nel mercato delle pensioni individuali

Pensione europea, ci siamo: ok definitivo all'accordo raggiunto tra la presidenza e il Parlamento europeo sulla proposta relativa a un "prodotto pensionistico paneuropeo" denominato PEPP, ovvero una nuova classe di schemi pensionistici individuali.

In pratici si tratta di strumenti previdenziali che sono destinati a cambiare radicalmente il mercato del settore: in breve, verrà consentito ai cittadini europei di mettere da parte risparmi a lungo termine con garanzie e condizioni standard a prescindere dal Paese di vendita del servizio.

PEPP, la prima pensione paneuropea

Obiettivo del progetto di regolamento è offrire una maggiore scelta a coloro che desiderano risparmiare in vista della pensione e, al tempo stesso, rilanciare il mercato delle pensioni individuali. Stando alla Commissione, solo il 27% dei cittadini europei tra i 25 e i 59 anni ha sottoscritto un prodotto pensionistico.

"I PEPP avranno inoltre l'enorme vantaggio di mettere in comune, in un unico schema pensionistico individuale, tutti i risparmi, ovunque siano stati accantonati in Europa" spiega Eugen Teodorovici, ministro delle finanze della Romania, Paese che attualmente preside il Consiglio Ue.

Tra le novità previste dal regolamento c’è la portabilità dello schema pensionistico: permetterà al cittadino che si trasferisce in un altro Paese Ue di continuare a contribuire alla pensione paneuropea sottoscritta. I risparmiatori avranno anche diritto di cambiare fornitore - in genere si tratta di compagnie di assicurazione o banche - sia a livello interno che transfrontaliero, dopo almeno cinque anni dalla conclusione del contratto o dall'ultimo cambio di fornitore, con un massimale stabilito per i costi di trasferimento. 

Una parte del regolamento disciplina inoltre la protezione dei consumatori, assicurando a tutti i risparmiatori una piena consapevolezza delle caratteristiche riguardanti lo schema pensionistico. Si prevede infatti che l’armonizzazione europea aprirà la strada a una vasta gamma di fornitori PEPP in un contesto più competitivo, con la possibilità di scegliere tra opzioni standard di investimento sicuro e opzioni alternative con diversi profili di rischio/rendimento.

Pensioni, una nuova opportunità

Il tema della spesa pubblica in trattamenti previdenziali è di particolare interesse per l’Italia, il Paese che - in percentuale rispetto al Pil - spende più di tutti in Europa per le pensioni pubbliche. Si stima che nel 2020 il Belpaese spenderà il 15,3% del Pil in pensioni, seguito dalla Francia (14,6%). Si spera quindi di stimolare il mercato dei trattamenti previdenziali integrativi, che da un volume d’affari attuale di 700 miliardi crescerà fino a 1.400 miliardi entro il 2030 a prescindere dalle nuove norme. Grazie all’accordo sottoscritto, la Commissione europea prevede che il valore di mercato triplicherà, superando il 2mila miliardi di euro entro il 2030.

Mentre il testo finale del regolamento è in fase di redazione, Consiglio e Parlamento hanno reso pubblico il testo dell’accordo raggiunto dalle due assemblee che governano l’Ue.

Pensioni europee: tutte le novità

Secondo le nuove norme, i PEPP avranno le stesse caratteristiche standard indipendentemente dal luogo di vendita e rientreranno nell'offerta di un'ampia gamma di fornitori, principalmente compagnie di assicurazione, banche, fondi pensionistici aziendali o professionali, imprese di investimento e gestori di patrimoni.

Oggi, in Europa, il mercato delle pensioni individuali è frammentato a causa di una grande varietà di norme che impedisce lo sviluppo di un mercato a livello dell'UE. Per quanto riguarda i prodotti basati su strumenti del mercato dei capitali, la scelta è spesso limitata, il che comporta costi più elevati per i risparmiatori e una carenza di liquidità sui mercati.

vantaggi dei PEPP per i risparmiatori sarebbero:

  • una scelta più ampia. I risparmiatori avrebbero a disposizione una vasta gamma di fornitori PEPP in un contesto più competitivo, con la possibilità di scegliere tra un'opzione standard di investimento sicura e opzioni alternative con diversi profili di rischio/rendimento
  • protezione dei consumatori. Il regolamento assicurerà che i risparmiatori siano pienamente consapevoli delle caratteristiche principali dei PEPP
  • cambio di fornitore. I risparmiatori avrebbero il diritto di cambiare fornitore, sia a livello interno che transfrontaliero, dopo almeno cinque anni dalla conclusione del contratto o dall'ultimo cambio (o anche con maggiore frequenza se il fornitore PEPP lo consente), con un massimale per i costi di trasferimento
  • portabilità. I risparmiatori potrebbero continuare a contribuire al PEPP già concluso se si trasferiscono in un altro Stato membro

Per i fornitori di piani pensionistici, il regolamento offrirà le seguenti opportunità:

  • economie di scala. I fornitori avranno la possibilità di sviluppare PEPP in diversi Stati membri e di aggregare attività più efficacemente
  • maggiore portata. I canali di distribuzione elettronica permetteranno ai fornitori di raggiungere i consumatori in tutta l'UE
  • distribuzione transfrontaliera. Con un "passaporto dell'UE" i fornitori potranno vendere PEPP in diversi Stati membri

In aggiunta, quando un prodotto arriva a scadenza, fornitori e risparmiatori avranno a disposizione diverse opzioni di erogazione.

PEPP, le prossime tappe

Il testo sarà ora messo a punto dai giuristi-linguisti. Il Parlamento e il Consiglio saranno poi invitati ad adottare il testo definitivo.

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