Sabato, 23 Ottobre 2021
ECONOMIA

"La tua pensione": per 10 milioni di italiani arriva la busta Inps

Dopo anni di annunci e rinvii, il mese di maggio dovrebbe essere la volta buona per la “busta arancione”, il sistema che consentirà di simulare la pensione futura sulla base di quanto finora versato

ROMA - Dieci milioni di italiani riceveranno direttamente a casa le informazioni dell'Inps su quando potranno andare in pensione e soprattutto quanto prevedibilmente percepiranno una volta lasciata l’attività lavorativa. E' la cosiddetta operazione "busta arancione", il sistema che consentirà di simulare la pensione futura sulla base di quanto finora versato, della retribuzione attesa e della data di ritiro dal lavoro.

Si tratta di conteggi che per loro natura hanno una certa dose di incertezza, in particolare per chi ha davanti ancora parecchi anni di carriera lavorativa: serviranno però agli interessati ad avere un’idea per quanto approssimativa e a fare di conseguenza le proprie scelte. Ad esempio aderire ad una forma di previdenza complementare (o a rafforzare i versamenti se già iscritti) oppure considerare una polizza assicurativa, sempre con l’obiettivo di irrobustire i redditi attesi per il futuro. I dati indicati includeranno la data prevista di pensionamento secondo le regole vigenti (che tengono già conto dell’evoluzione dell’aspettativa di vita) e l’importo stimato del trattamento previdenziale, in base naturalmente di ipotesi sulla prosecuzione dell’attività lavorativa e sullo scenario economico.

A margine di un convegno sul lavoro organizzato da Confapi industria a Milano, è stato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a tracciare la nuova road map: l'obiettivo è far partire lo strumento, che si chiamerà "la tua pensione" nel mese di maggio. Come informa il Sole24Ore, l'operazione dovrebbe aiutare anche "a fare in modo che i contributi non vengano percepiti come tassa, ma come una forma di risparmio forzosa", oltre che rendere più consapevoli i lavoratori italiani dell'assegno previdenziale su cui potranno contare durante la loro vecchiaia.

Lo strumento, più volte annunciato, diventerà operativo presumibilmente dal mese di maggio. Nel dettaglio, la maggior parte dei lavoratori interessati avrà accesso ai dati che li riguardano attraverso il codice pin dell’istituto, mentre una quota di 2,8 milioni di persone riceverà invece a domicilio una vera e propria busta cartacea, anche se non di colore arancione (come avviene per esempio in Svezia). Si tratta di coloro che sono sprovvisti del codice di accesso e verosimilmente non hanno la possibilità di utilizzarlo.

Ecco una simulazione riportata da Il Gazzettino:

Un dipendente che ha iniziato l’attività a 25 anni e ha avuto una crescita del reddito dell’1,5 per cento l’anno, “buchi” contributivi di un anno ogni 10, con un’ultima retribuzione netta pari a 2.000 euro in termini reali (stabile), dopo 40 anni di contributi raggiungerà il traguardo della pensione tra i 68 anni e 3 mesi e i 70 e 11 mesi di età. Avrà allora un importo di pensione di 1.243 euro, pari al 62 per cento dello stipendio in caso di scenario economico stagnante e di 1.451 (73 per cento) se invece il ciclo economico si rimetterà in moto, ad un ritmo dell’1 per cento l’anno.

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