Sabato, 15 Maggio 2021

Pensioni, quota 100 'a sua insaputa': "Ora non posso più lavorare, ci rinuncio"

Il caso di un pensionato con Quota 100 senza averne fatto richiesta (a suo dire). "Avevo i requisiti per andare in pensione di anzianità lavorativa con 43 anni di contributi. Ora come faccio?"

Che succede se, per un pasticcio burocratico, ci si ritrova pensionati con quota 100 mentre si avevano tutti i requisiti per la pensione anticipata di anzianità? La vicenda, singolare, è riportata da Repubblica: un lavoratore racconta che a giugno ha scoperto di essere titolare di pensione quota 100 pur avendo 43 anni di contributi da lavoro autonomo e tutti i requisiti per andare in pensione anticipata di anzianità. “Evidentemente il patronato ha commesso un errore nella presentazione della domanda di pensione” ipotizza il lavoratore, chiedendo se si può rinunciare allo scivolo di quota 100 per (ri)presentare domanda per quello di anzianità anticipata. "La mia intenzione - spiega - era di proseguire con l'attività e nel contempo godermi la pensione". 

Pensione Quota 100 e attività lavorativa: cosa sapere

“Quota 100” è il meccanismo, introdotto in via sperimentale a partire dal 2019 e fino al 2021, che consente di accedere anticipatamente alla pensione ai dipendenti che hanno raggiunto i 62 anni di età e i 38 di contributi dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti se lavorano per il settore privato e dopo sei mesi se lavorano per quello pubblico. Con quota 100 sicuramente il montante contributivo si riduce, con ripercussioni sull’ammontare dell’assegno pensionistico.  Fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione ordinaria di vecchiaia (67 anni), inoltre - ed è il caso del lavoratore riportato da Repubblica - la legge stabilisce la non cumulabilità della pensione Quota 100 con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di soli 5.000 euro lordi annui.

La questione è di non poco conto per tantissimi lavoratori. Tra l'altro l'Inps ha già attivato apposite procedure di verifica e controllo per individuare eventuali “furbetti”, consapevoli o meno, dello scivolo: per chi avrà violato il divieto di cumulo è prevista infatti la sospensione temporanea della pensione. Diverso è invece il caso delle pensioni di anzianità, di vecchiaia o anticipate, tranquillamente cumulabili con i redditi da lavoro, senza rischi di penalizzazioni o sanzioni.

Indipendentemente dall’età anagrafica, in particolare, l’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per la pensione anticipata scattato il 1° gennaio 2019, consente di “scivolare” fuori dal mercato del lavoro dopo 3 mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne e non impone paletti per l'attività lavorativa. 

L’errore dell'intermediario salva lo scivolo

Alla domanda del lavoratore ha risposto la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, spiegando che per risolvere la questione dovrà essere presentata apposita istanza di riesame all’Inps, allegando documenti idonei a dimostrare che il lavoratore aveva conferito delega al patronato per presentare domanda di pensione anticipata e non per Quota 100.  

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