Martedì, 18 Maggio 2021

Pensioni, novità sull'assegno Inps: arrivano gli aumenti (ma occhio al vostro reddito)

La rivalutazione delle pensioni (che dovrebbe debuttare a febbraio) ha scontentato molti ex lavoratori, ma anche per ottenere la pensione di cittadinanza ci sono dei requisiti da rispettare. E c'è un grosso punto interrogativo: basteranno le risorse stanziate in bilancio?

Foto di repertorio

Tra pensione di cittadinanza e rivalutazione dei trattamenti previdenziali, nei prossimi mesi ci saranno delle novità importanti per chi percepisce un assegno pensionistico. In sostanza gli importi saranno ritoccati all’insù: ma se la rivalutazione delle pensioni sulla base dell’inflazione riguarderà tutti (anche se con percentuali diverse a seconda delle soglie di reddito), altrettanto non si può dire della pensione di cittadinanza che invece spetterà solo a chi ha determinati requisiti.

Pensioni, aumenti in vista (ma non per tutti)

È questo un aspetto di cui si è parlato poco, eppure è così: come viene spiegato in un video realizzato dal Movimento 5 Stelle, la pensione di cittadinanza spetterà solo a chi ha un ISEE familiare inferiore a 9.360 euro all’anno, un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa non superiore ai 30.000 euro e patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro - 8.000 euro nel caso di una coppia. In sostanza si tratta degli stessi requisiti (o quasi) che danno diritto al reddito di cittadinanza. Insomma, le pensioni minime verranno sì aumentate, ma non a tutti.  

Pensioni di cittadinanza: gli importi

Quanto agli importi, di norma chi ha diritto alla pensione di cittadinanza riceverà un assegno di 630 euro al mese. Se però la casa in cui abita il richiedente è in affitto, l’assegno sarà di 780 euro. Ma potrà essere anche più alto. Il M5s fa alcuni esempi: 

"Nonna Lucia vive da sola e riceve solo la pensione di invalidità, anche lei avrà un aumento e al posto della sua pensione. Riceverà la pensione di cittadinanza che, con una casa di proprietà, è di 630 euro al mese, di 780 euro se la casa è in affitto. La famiglia Brambilla è una coppia di pensionati. Vivono in un appartamento in affitto e con la pensione di cittadinanza avranno una maggiorazione che porterà la loro pensione a 1.032 euro al mese".

A chi spetta la pensione di cittadinanza: il video del M5s

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Pensioni, se i soldi non bastano l'assegno di riduce

Ma c’è un grosso punto di interrogativo che riguarda sia le pensioni che il reddito di cittadinanza. Basteranno le risorse? Nel decreto si legge che sono autorizzati limiti di spesa "nella misura di 5.894 milioni di euro nel 2019, di 7.131 milioni di euro nel 2020, di 7.355 milioni di euro nel 2021 e di 7.210 milioni di euro a decorrere dal 2022". Insomma, reddito e pensione di cittadinanza saranno erogati fino ad esaurimento scorte. E se non ci fossero soldi a sufficienza? In caso di esaurimento delle risorse, si legge ancora nel testo, "è ristabilita la compatibilità finanziaria mediante rimodulazione dell’ammontare del beneficio" che però colpirà solo chi ha fatto domanda successivamente "all’esaurimento delle risorse non accantonate".

In sostanza chi tardi arriva, male alloggia e percepirà un assegno più basso. Ma su questo aspetto non è stata fatta molta chiarezza. Ne sapremo di più solo quando la misura entrerà a regime. A proposito: secondo i 5 Stelle i nuovi importi diventeranno realtà ad aprile 2019. 

Rivalutazione delle pensioni, aumenti da febbraio 2019

Veniamo ora alla rivalutazione delle pensioni, un tema che abbiamo già trattato e che nelle scorse settimane ha fatto discutere non poco. Di cosa parliamo? In sostanza - come forse in molti già sapranno - a partire dal prossimo mese gli importi pensionistici saranno adeguati al tasso di inflazione stimato dall'ISTAT. Il governo ha però deciso di non rivalutare al 100% i trattamenti superiori ai 1522 euro lordi: si tratta di pochi euro al mese, certo, ma molti ex lavoratori non l’hanno affatto presa bene. 

pensioni, gli aumenti del 2019-2

I trattamenti pensionistici saranno rivalutati secondo le seguenti percentiali:

  • 100% per gli importi fino a tre volte il minimo.
  • 52% per gli importi compresi tra 5 e 6 volte il trattamento minimo.
  • 47% per gli importi compresi tra 6 e 8 volte il trattamento minimo.
  • 45% per gli importi compresi tra 8 e 9 volte il trattamento minimo.
  • 40% per gli importi superiori a 9 volte il trattamento minimo.

Il mese scorso l'Inps ha annunciato che alle pensioni in pagamento a gennaio non è stato possibile applicare i nuovi criteri sul sistema di rivalutazione. Salvo sorprese però le pensioni in pagamento a partire da febbraio 2019 dovrebbero essere rivalutate secondo la norma voluta dall’attuale governo. 

Pensioni, ecco gli aumenti in arrivo: lo schema

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