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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Chi andrà in pensione prima dal 1º gennaio 2022: l’elenco completo

Oltre a Quota 102 e Opzione Donna, l'anno prossimo è prorogata anche l'Ape sociale, ampliata ad altre 8 mansioni di lavori gravosi. Eliminato il requisito di accesso dei tre mesi dalla fine della Naspi. Per evitare il ritorno della Fornero dal 2023 servirà molto altro

Pensioni: c'è Quota 102 nel 2022. Da gennaio a dicembre potrà fare domanda per andare in pensione in anticipo chi ha almeno 64 anni e 38 di contributi. In legge di Bilancio (l'approvazione definitiva in parlamento deve avvenire entro il 31 dicembre) non si cita mai l’espressione "Quota 102", ma solo la combinazione di età e contributi. C'è anche la proroga di un anno per Ape sociale e Opzione Donna, oltre al fondo chiesto e ottenuto dalla Lega e che sarà gestito dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (200 milioni all’anno per il triennio 2022-2024) per garantire uscita anticipata ai lavoratori delle piccole e medie imprese in crisi dai 62 anni.

Il rinnovo di Ape sociale e Opzione Donna nel 2022

Rinnovo di 12 mesi per l'Ape sociale per un altro anno e allargata ad altre 8 mansioni di lavori gravosi. Viene poi eliminato il requisito di accesso all’Ape dei tre mesi dalla fine della Naspi, il sussidio di disoccupazione. La lista dei cosiddetti lavori gravosi aumenta: da 15 diventano 23. In soldoni, una platea più ampia di contribuenti potrà ottenere l'anticipo pensionistico grazie all'assegno-ponte dell'Inps. I paletti sono i 63 anni di età anagrafica e i 36 di contributi: è previsto un importo massimo di 1500 euro che saranno erogati fino al raggiungimento dell'età pensionabile agli italiani che hanno svolto mansioni gravose per 6 degli ultimi 7 anni o 7 degli ultimi 10 anni.

Ecco quali sono le professioni incluse nella nuova lista:

  • 1) Professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate; 
  • 2) Tecnici della salute; 
  • 3) Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate; 
  • 4) Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali; 
  • 5) Operatori della cura estetica; 
  • 6) Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati; 
  • 7) Artigiani, operai specializzati, agricoltori; 
  • 8) Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali; 
  • 9) Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli; 
  • 10) Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati; 
  • 11) Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta; 
  • 12) Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica; 
  • 13) Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
  • 14) Conduttori di mulini e impastatrici; 
  • 15) Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali; 
  • 16) Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio; 
  • 17) Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare; 
  • 18) Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento; 
  • 19) Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci; 
  • 20) Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli; 
  • 21) Portantini e professioni assimilate; 
  • 22) Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca; 
  • 23) Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Rinnovo di un altro anno anche per Opzione Donna, ma l’età di uscita viene alzata: potranno accedere le donne che entro il 2021 compiono 60 anni (se lavoratrici dipendenti) o 61 anni (se autonome) e hanno 35 anni di contributi. In questo caso il costo per lo Stato è solo un anticipo di cassa, perché la misura si autofinanzia grazie al ricalcolo di tutto l’assegno col contributivo e un taglio, stimato da Inps, del 33%.

Allo stato attuale dei lavori, nel 2023 il ritorno alla legge Fornero in versione integrale diventerebbe automatico se, nel frattempo, non saranno state congegnate nuove forme di flessibilità in uscita. Il confronto tra governo e sindacati in tema pensioni finora è stato un fallimento su tutti i livelli. E' proprio in un’ottica di mediazione con i sindacati, che il governo non ha voluto fissare una "Quota" per il 2023 nella veloce transizione verso il ritorno alla "Fornero".

In Europa siamo quelli che vanno in pensione più tardi (e l'Ue vuole che ci andiamo anche dopo)

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