Sabato, 16 Ottobre 2021
Scenari

Pensioni: come sarà risolta la grana Quota 100 e chi potrà lasciare il lavoro in anticipo

Sembra allontanarsi sempre più l'ipotesi di una nuova quota "fissa" che vada a sostituire Quota 100: niente Quota 41, niente Quota 102, tantomeno Quota 92. Se ne parla da un anno ormai, ma la soluzione non può che essere un flessibile mix di misure ad hoc e scivoli per la pensione anticipata. Ma per ora il rischio scalone c'è ed è concreto

"Il problema di quota 100 è una questione che va risolta, bisogna intervenire e il modo migliore credo sia allargare la platea dei lavori gravosi o usuranti sulla base di dati oggettivi che fornisce l'Istat e a quel punto lì si può creare e rinforzare lo strumento". Così il presidente del M5S Giuseppe Conte a margine di un appuntamento a Napoli affronta lo spinoso tema pensioni. Posizione molto, molto simile a quella del segretario del Pd Enrico Letta, secondo cui "per il superamento Quota 100 si deve partire dal concetto di lavoro usurante. Io sono d'accordo che a 65, 66 anni si vada in pensione prima, ma soprattutto se chi lavora deve stare su ponteggi, inseguire dei rapinatori o lavorare in condizioni usuranti. E' un tema che va affrontato, ma non con la logica attuale, va affrontato mettendo al centro il concetto di lavoro usurante, e credo sia importante che governo e sindacati ne parlino per trovare una soluzione che superi Quota 100", ha detto Letta.

C'è il rischio scalone dopo Quota 100

A oggi, 25 settembre 2021, il rischio scalone c'è ed è concreto. Lo scalone comporterebbe un aumento dei requisiti per il pensionamento di ben sei anni nella notte fra il 31 dicembre 2021 e il 1 gennaio 2022, come quello introdotto nel 2011 dal governo Monti. Ma al momento non vi è una emergenza economica paragonabile a quella del 2011 per giustificare in qualche modo una disparità di trattamento immediata e pesante.

Di colpo il pensionamento sarebbe accessibile solo a partire dai 67 anni di età. Si andrebbe verso scenari molto complessi. Dal 31 dicembre 2021, senza un’eventuale armonizzazione, per gli esclusi ci sarà un aumento secco di cinque o sei anni dei requisiti di pensionamento. Ecco un caso limite: Mario e Giovanni hanno lavorato 38 anni nella stessa azienda solo che il primo è nato nel dicembre del 1959 e il secondo nel gennaio del 1960. Mario andrà in pensione (se lo vorrà) a 62 anni, mentre Giovanni dovrà optare tra un pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi nel 2026 o il pensionamento di vecchiaia con 67 anni e nove mesi, addirittura nel 2029. Tale scalone andrebbe persino oltre quello della vecchia riforma Maroni (legge 243/2004), quando fu introdotta una differenza di tre anni lavorativi tra chi avrebbe maturato il diritto alla pensione il 31 dicembre del 2007 e chi lo avrebbe fatto il primo gennaio del 2008.

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Senza la possibilità di uscita anticipata con almeno 62 anni d'età e 38 di contributi garantita da Quota 100, è altamente probabile che si procederà potenziando e rendendo strutturali strumenti ben noti e già esistenti, come l'Ape sociale, Opzione donna o i contratti d'espansione. Si va verso nuove forme di flessibilità in uscita.

Tutte le indiscrezioni più credibili indicano che ci sarà un vero potenziamento dell'Ape sociale (attualmente prevista in scadenza il 31 dicembre), che dovrebbe essere utilizzabile anche da altre categorie di lavoratori impegnati in attività considerate gravose o usuranti. Decisivo sarà  l'allargamento della platea. La flessibilità in uscita non può infatti che essere affiancata da misure mirate e già rodate come Opzione donna, Ape sociale o come i contratti di espansione, se si intende passare dalle parole ai fatti dopo mesi di dibattito stantìo.

Con Opzione donna le lavoratrici possono uscire dal mondo del lavoro a 35 anni netti di contribuzione e 58 anni di età anagrafica, per le subordinate, 59 anni per le lavoratrici autonome. L’Ape sociale è invece un sussidio erogato mentre si attende il raggiungimento dell’età pensionabile rivolto ai contribuenti di entrambi i sessi che hanno compiuto 63 anni e con 30-36 anni di contributi versati. Dovrebbero essere rinnovate entrambe anche per i prossimi anni, non ci sono particolari dubbi in tal senso, ma dovrebbero essere anche rafforzate strutturalmente. Si va decisamente in quella direzione.

Lavori usuranti 2022

Ma quali sono i lavori usuranti o considerati tali? Il presidente della commissione lavori usuranti, Cesare Damiano, ha comunicato che la lista comprende 92 categorie di lavoratori. Una estensione notevole rispetto ai 15 attuali. Per redigere il nuovo elenco sono stati utilizzati i parametri Inail che individuano il grado e la frequenza di infortuni e malattie professionali. Al primo posto ci sono i minatori, la cui professione è caratterizzata da un indice elevato di malattie e infortuni professionali. Nell’allargamento delle mansioni gravose sono stati inseriti lavori come quello dei bidelli, dei saldatori, dei tassisti, dei falegnami, dei conduttori di autobus e tranvieri, dei benzinai, dei macellai, dei panettieri, degli insegnanti di scuole elementari, dei commessi e dei cassieri, degli operatori sanitari qualificati, dei magazzinieri, dei portantini, dei forestali, dei verniciatori industriali. Ma attenzione: ora tutte le categorie saranno vagliate dai ministeri dell’Economia e del Lavoro: decide il governo Draghi quali e quante nuove categorie includere.

La pensione in due quote (l'ipotesi di Tridico)

Altra ipotesi di riforma è quella di una divisione della quota pensione in due quote: retributiva e contributiva. Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico lo ribadisce da mesi. La prima volta illustrò il suo piano in primavera in un intervento al seminario 'Pensioni, 30 anni di riforme'. L'ipotesi prevede un anticipo pensionistico solo per la parte contributiva: 62/63 anni e 20 anni di contributi. Il resto (la quota retributiva) lo si ottiene a 67 anni. In pratica si potrebbe prevedere, parola di Tridico, "1 anno in meno per ogni figlio per madri lavoratrici, oppure aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente e 1 anno in meno per ogni 10 anni di lavori usuranti/gravosi, oppure aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente (semplificando la certificazione)". Inoltre il "blocco delle aspettative di vita per coorti".

L'Ape sociale diventa "super" per andare in pensione prima?

L'anticipo pensionistico per la parte contributiva si potrebbe quindi dare a 62-63 anni mentre il resto (la quota retributiva) la si otterrebbe solo anni dopo, a 67 anni.  Tridico quindi punta in sintesi su finestre di uscita per i lavoratori fragili, facilitazioni per i disoccupati anziani, in situazione di particolare vulnerabilità; e lavori gravosi, ad esempio edili addetti a lavorazioni acrobatiche e ponteggi (dove alta è l'incidenza degli infortuni). Tra i capitoli di una riforma di lungo periodo,invece, la pensione di garanzia per i giovani, l'incremento della flessibilità strutturale in uscita e gli incentivi per la formazione (riscatto pieno/gratuito per la laurea).

In pensione a 71 anni

Sembra allontanarsi sempre più l'ipotesi di una nuova quota "fissa" che vada a sostituire Quota 100: niente Quota 41, niente Quota 102, tantomeno Quota 92. Se ne parla da un anno ormai, ma la soluzione non può che essere un flessibile mix di misure ad hoc e scivoli per la pensione anticipata.

Pensioni, le date dei pagamenti dal 27 settembre

Poste Italiane comunica che le pensioni del mese di ottobre verranno accreditate a partire da lunedì 27 settembre per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 8.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. In continuità con quanto fatto finora e con l'obiettivo di evitare assembramenti, il pagamento delle pensioni in contanti avverrà secondo la seguente turnazione alfabetica che potrà variare in base al numero di giorni di apertura dell`Ufficio Postale di riferimento: Pertanto:

  • i cognomi dalla A alla C lunedì 27 settembre.
  • dalla D alla G martedì 28 settembre.
  • dalla H alla M mercoledì 29 settembre.
  • dalla N alla R giovedì 30 settembre.
  • dalla S alla Z venerdì 1° ottobre.

Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

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