Sabato, 8 Maggio 2021
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Pensioni, cosa può cambiare: tutto gira intorno a due numeri (62 e 41) e spunta "Quota mamma"

I sindacati indicano la via: "Pensione a 62 anni o con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età". Il piano è quella di abbandonare il sistema delle quote. Sul tavolo torna l'ipotesi di riconoscere 12 mesi per figlio per anticipare l'età della pensione. Il vero incubo è lo scalone a 67 anni dal 31 dicembre in avanti. Si torna anche a parlare della pensione contributiva di garanzia per i giovani con carriere discontinue

62 e 41. Sono i due numeri intorno ai quali gira la proposta di riforma delle pensioni dei sindacati. "Proponiamo la pensione a 62 anni. A questa età una persona può decidere di andare in pensione a prescindere dai contributi. Ma anche quando un lavoratore arriva a 41 anni di contributi, a prescindere dall'età, può andare in pensione. Pensiamo anche alla pensione di garanzia per i giovani" ha spiegato ieri Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

"La riforma delle pensioni ormai è inevitabile"

"Riformare le pensioni ormai non è più rinviabile", ha detto Landini. La riforma Fornero "più che una riforma fu un taglio chiesto allora dall'Europa e la cosa più immediata fu intervenire sulle pensioni. Da questo punto di vista - ha proseguito - lo stesso intervento di quota 100 che aveva permesso ad alcuni lavorarori di uscire, non è stato un intervento di riforma. Al suo interno aveva le sue contraddizioni". Secondo il leader sindacale sarebbe necessario "collocare una vera riforma del sistema pensionistico dentro un'idea di superamento della precarietà nel lavoro", in un momento in cui c'è anche "la possibilità di investimenti". I temi del lavoro non precario ma stabile e di combattere lavoro nero ed evasione contributivo "non sono scollegati dalla riforma delle pensioni", ha ricordato il leader della Cgil, secondo il quale l'obiettivo è un "sistema solidale fondato su un aumento del lavoro stabile, sicuro, garantito che paga i contributi e le tasse". Per ottenerlo, questo "non è il momento di fare riforme a pezzettino, perché riforme a pezzettini non esistono".

Pensioni: 62 anni di età o 41 anni di contributi

Ma andiano nel concreto. Il Ministero del Lavoro ha da tempo dato la sua disponibilità ad aprire un tavolo sulla previdenza, e per luglio potrebbe essere pronto un testo base per la riforma degli ammortizzatori sociali, tassello fondamentale nel multiforme mosaico del sistema del lavoro italiano. I sindacati propongono una ricetta secca, senza fronzoli: pensione a 62 anni di età o con 41 anni di contributi.

Sbarra (Cisl) aggiunge: "Per noi non sono accettabili penalizzazioni sulla parte retributiva della pensione come previsto anche da recenti proposte di legge che pretenderebbero di far pagare a una medesima generazione per la terza volta una misura peggiorativa attraverso la prospettiva di un ricalcolo interamente contributivo della pensione anche del periodo precedente al 1996. Per questo pensiamo che sia possibile ragionare di una flessibilità nell'accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età". E' in questa prospettiva che secondo i sindacati si deve collocare l'idea di una "pensione contributiva di garanzia" che tenga conto dei periodi di lavoro, ma anche dei periodi che potremmo definire "qualificanti": formazione, periodi di cura, disoccupazione involontaria. Insomma, un modello che riesca a garantire una pensione dignitosa anche a chi ha carriere di lavoro discontinue.

Addio quindi in ogni caso al concetto di "quota" e niente scalone a 67 anni dal primo gennaio 2022: la strada tracciata dalle sigle sindacali si base su questi due punti fermi. L'opzione Quota 102, che a molti sembra ancora la più probabile (64 anni di età e con almeno 38 anni di contributi) potrebbe essere evitata seguendo lo spunto indicato dal presidente dell'Inps Pasquale Tridico, che ritiene intelligente dividere la pensione in due quote: retributiva e contributiva. Come? In particolare si potrebbe prevedere un anticipo pensionistico con solo parte contributiva a 62/63 anni e 20 anni di contributi. Il resto (la quota retributiva) la si otterrebbe a 67 anni con un anno in meno per ogni figlio per madri lavoratrici, oppure con l'aumento del coefficiente di trasformazione corrispondente. In quest'ipotesi non sarebbe escluso un anno in meno di occupazione per ogni 10 anni di lavori usuranti/gravosi, oppure l'aumento del coefficiente di trasformazione relativo (semplificando però di molto la certificazione).

Bombardieri (Uil): "Separare previdenza da assistenza"

Non separare previdenza da assistenza è un "grossolano errore". L'ha ribadito ieri il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri intervenendo al webinar "Previdenza. Cambiare le pensioni subito" organizzato da Cgil-Cisl-Uil. "La riforma Fornero partiva dal principio di una sostenibilità economica che non guardava in faccia e non guardava i fatti concreti, le diverse esigenze e valutazioni. La Fornero ha trattato tutto allo stesso modo: ha trattato sistemi e lavori diversi e li ha considerati tutti sullo stesso piano. Ed è stato l'errore drammatico che abbiamo pagato in questi anni" ha affermato il sindacalista.

"Se torniamo all'idea della sostenibilità sociale,incominciamo a valutare che sulle pensioni c'è una grande verità che viene negata: possibile che in questo paese, dove si fanno commissioni d'inchiesta, è da quattro giorni che si parla di Fedez, invece di parlare di lavoro, non sia possibile verificare esattamente quanta è la parte di Pil che viene utilizzata per le pensioni e quanta per l'assistenza. Per noi è elementare", ha detto ancora il leader della Uil. "E' un errore grossolano, per il quale abbiamo insistito per istituire la commissione, è da quattro anni che insistiamo per costituire la commissione", ha detto ancora Bombardieri.

Quota mamma: 12 mesi per ogni figlio per andare in pensione prima

Riconoscere 12 mesi per figlio per anticipare l’età della pensione. E' la proposta lanciata dal segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in occasione dell’iniziativa di ieri di Cgil, Cisl, Uil sulle pensioni. "Secondo noi sarebbe necessario almeno un ulteriore intervento dedicato alle donne con figli: il riconoscimento di 12 mesi per figlio per anticipare l’età della pensione oppure a scelta della lavoratrice incrementare il coefficiente di calcolo della pensione", ha affermato in una nota.

Una proposta che trova totalmente d'accordo Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale. "La maternità è (anche) un lavoro da riconoscere: apprezzo l’idea dei sindacati di dare alle donne un anno di sconto sull’età pensionabile per ogni figlio. E’ la proposta di legge su ‘Quota mamma’ che presentai nel 2020, è arrivato il momento di discuterne sul serio", ha affermato su Twitter. Se ne riparlerà.

Pensioni, cosa succede dal 1 gennaio 2022

Quota 100 è ormai palesemente ai titoli di coda, non sarà rinnovata nemmeno per pochi mesi. Gli scenari per il futuro sono comunque tanti: dalla Quota 41 per cui spinge Salvini alla Quota 102, passando per la Quota 92. I sindacati puntano da tempo all'uscita flessibile dai 62 anni in avanti ma c'è anche chi chiede - con varie forme di anticipi più o meno convenienti - il pensionamento per determinate categorie a 60 anni o con 40 anni di contributi. Il vero incubo è lo scalone.

La pensione di vecchiaia (Legge Fornero) prevede infatti il ritiro dal lavoro a 67 anni e un'anzianità contributiva minima di anni 20. Quota 100 consente di anticipare la pensione a 62 anni di età con 38 di contributi fino al 31 dicembre 2021, dal primo gennaio si tornerebbe alle regole di prima e quindi allo "scalone" di cinque anni di età. Di colpo il pensionamento sarebbe accessibile solo a partire dai 67 anni di età (con pensioni dai 62 anni di età solo per le mansioni logoranti). Un intervento è inevitabile. Non c'è molto tempo. Pensare che dopo la fine di Quota 100 sia possibile tornare "senza colpo ferire" anche solo parzialmente al modello Monti-Fornero, con un salto anagrafico che per molti sarebbe di cinque anni, significa non essere sintonizzati con il paese reale. Il governo Draghi non se lo può permettere.

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