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Martedì, 30 Novembre 2021
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In pensione a 63 anni con l'assegno mini: si riaffaccia l'Ape Contributiva

Nonostante il probabile varo di Quota 102 da parte del governo, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico non rinuncia a tenere viva la sua proposta di uscita anticipata dal lavoro a 63 o 64 anni con il solo regime contributivo

L'ipotesi di riscuotere solo la quota contributiva del proprio montante, posticipando l'incasso di quella retributiva al compimento dei 67 anni, quando cioè scatta la pensione di vecchiaia, non è ancora tramontata. Tridico ci crede ancora.

Sulle pensioni è probabile una raffica di proposte di modifica e di correzione rispetto alle misure annunciate e varate nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri con la legge di Bilancio, come sempre durante l’iter di approvazione della manovra che si conclude a dicembre. Anche quest'anno soltanto una Camera avrà però sostanzialmente la possibilità di ritoccare la legge di bilancio, che dovrebbe arrivare in Parlamento soltanto all’inizio della prossima settimana. Stavolta a occuparsi in prima battuta del restyling del testo sarà il Senato. C'è una non trascurabile novità rispetto al recente passato, evidenzia il Sole 24 Ore: Palazzo Madama esaminerà in simultanea anche il decreto "fisco-lavoro", che rappresenta una costola della manovra. Con il conseguente abbandono di quella che era ormai diventata la “tendenza” al "monocameralismo alternato", che nell'ultimo biennio ha visto il Ddl di bilancio modificato da un (solo) ramo del Parlamento e il cosiddetto decretone fiscale (esclusivamente) dall'altro. 

Pensioni 2022: ipotesi di uscita anticipata dal lavoro a 63 o 64 anni con il contributivo

Le principali modifiche quasi sicure riguarderanno un ulteriore allargamento alle donne e a nuove mansioni gravose del perimetro dell’Anticipo pensionistico sociale e di quello per le uscite anticipate dei dipendenti delle Pmi, che al momento è limitato a quelle in crisi. E poi c'è la ormai nota Quota 102. Possibile anche che vari gruppi parlamentari spingano per prolungare la durata di Opzione donna oltre il 2022 con l’obiettivo di renderla strutturale. Sulla “salvaguardia pensionistica” delle lavoratrici si sta formando infatti una maggioranza trasversale in Parlamento. Ancora: la Lega punta all’estensione a tutti i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti del Fondo per le uscite anticipate. Infine, ci potrebbe essere la proposta, sponsorizzata da Pd. Leu, M5S e sindacati, per introdurre una norma di principio per aprire la strada a una pensione di garanzia per i giovani. Ma la coperta è corta, poche centinaia di milioni disponibili.

Il dibattito è però ancora aperto. Nonostante il probabile varo di Quota 102 da parte del governo, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico non rinuncia a tenere viva la sua proposta di uscita anticipata dal lavoro a 63 o 64 anni con il solo regime contributivo. Tridico la chiama Ape Contributiva perché, appunto, si andrebbe a riscuotere solo la quota contributiva del proprio montante, rimandando l'incasso di quella retributiva al compimento dei 67 anni, quando cioè scatta la pensione di vecchiaia prevista dalla Fornero.  "La misura - sottolineava Tridico solo qualche ora fa - avrebbe il vantaggio di non gravare sulla fiscalità generale: sarebbe pagata dagli stessi lavoratori. E si coniuga bene con il modello che abbiamo scelto, quello contributivo". Proprio il fatto che non ci sia di fatto un peso sulla fiscalità non fa tramontare questa proposta che è, secondo molti osservatori, di buonsenso. Ma serve la volontà politica per un'eventuale accelerata.

"In Italia abbiamo 23 milioni di lavoratori su 60 milioni di cittadini. Troppo pochi: in un Paese simile al nostro, la Francia, i lavoratori sono 34 milioni. Il tasso di occupazione italiano è troppo basso e quindi è basso anche il montante contributivo" ha anche detto il presidente dell'Inps. "Questo è il nostro principale problema di politica economica.In particolare per due categorie che sono ai margini del mercato del lavoro: i giovani e le donne, soprattutto al Sud", prosegue. Che fare? Incentivi per gli investimenti privati combinati con investimenti pubblici. E poi politiche per l'emersione del lavoro nero", conclude.

Quota 102, rinnovo di Ape sociale e Opzione Donna nel 2022

Quota 102 "secca" ma soltanto per un anno, il 2022. È la ricetta del governo. In aggiunta alla quota transitoria di un solo anno, viene istituito un fondo per traghettare i lavoratori penalizzati dai nuovi requisiti. Opzione donna verrebbe inoltre prorogata al 2022 e Ape social allargata a nuove categorie di gravosi. Si va quindi verso la pensione dal 1 gennaio 2022 a 64 anni (anziché 67 se tornasse la Fornero con uno scalone) mantenendo 38 anni di contributi. In più, ci sarà un fondo ad hoc di 500 milioni per accompagnare alcune categorie all'uscita anticipata dal mondo del lavoro con le regole di quota 100. Da parte del governo c'è l'impegno per ragionare da gennaio con le parti sociali di una riforma organica delle pensioni dal 2023. Aprendo un tavolo per rivedere la legge Fornero, garantendo più flessibilità. E per rendere strutturali, anziché rinnovate di anno in anno, sia l'Ape Sociale allargata a più mansioni sia Opzione Donna.

C'è quindi anche il rinnovo di 12 mesi per l'Ape sociale per un altro anno e allargata ad altre 8 mansioni di lavori gravosi. Viene poi eliminato il requisito di accesso all’Ape dei tre mesi dalla fine della Naspi, il sussidio di disoccupazione. La lista dei cosiddetti lavori gravosi aumenta: da 15 diventano 23. In soldoni, una platea più ampia di contribuenti potrà ottenere l'anticipo pensionistico grazie all'assegno-ponte dell'Inps. I paletti sono i 63 anni di età anagrafica e i 36 di contributi: è previsto un importo massimo di 1500 euro che saranno erogati fino al raggiungimento dell'età pensionabile agli italiani che hanno svolto mansioni gravose per 6 degli ultimi 7 anni o 7 degli ultimi 10 anni.

Ecco quali sono le professioni incluse nella nuova lista:

1) Professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate; 
2) Tecnici della salute; 
3) Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate; 
4) Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali; 
5) Operatori della cura estetica; 
6) Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati; 
7) Artigiani, operai specializzati, agricoltori; 
8) Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali; 
9) Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli; 
10) Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati; 
11) Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta; 
12) Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica; 
13) Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
14) Conduttori di mulini e impastatrici; 
15) Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali; 
16) Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio; 
17) Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare; 
18) Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento; 
19) Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci; 
20) Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli; 
21) Portantini e professioni assimilate; 
22) Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca; 
23) Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Per quel che riguarda Opzione Donna, l’età di uscita viene alzata: potranno accedere le donne che entro il 2021 compiono 60 anni (se lavoratrici dipendenti) o 61 anni (se autonome) e hanno 35 anni di contributi. In questo caso il costo per lo Stato è solo un anticipo di cassa, perché la misura si autofinanzia grazie al ricalcolo di tutto l’assegno col contributivo e un taglio, stimato da Inps, del 33%.

Dopo Quota 102 quindi il piano dell’esecutivo per i prossimi anni è quello di estendere le uscite flessibili dal lavoro a tutti. Ma solo con il contributivo che permetterebbe di mantenere in ordine i conti dell’Inps.

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