Pensioni, tutte le ipotesi della nuova riforma (e una brutta sorpresa, parola di Fornero)

Come e quando si potrà andare in pensione dal 2022? Il governo ha in programma un importante incontro con le parti sociali ma già da ora ci sono alcune certezze riguardo ai futuri assegni pensionistici. L'ex ministro Fornero lancia l'allarme

Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel governo Monti (FOTO ARCHIVIO ANSA)

A che età si va in pensione e come andare in pensione in anticipo: l'agognato assegno è croce e delizia degli italiani che ad ogni cambio di governo si trovano a dover far di conto per capire come organizzare la propria vita lavorativa. Se l'Istat in un ultimo report spiega che la presenza di un pensionato in casa aiuti a supportare le spese familiari (l’importo medio delle prestazioni pensionistiche è salito del 70%, contro un aumento dei salari fermo al 35%, ndr), la particolare attenzione riservata alla condizione degli inattivi a portato ad un aumento della spesa pensionistica, tornata a bruciare punti di Pil ancora al netto dell'effetto di quota 100. 

Negli ultime settimane il governo ha fatto intuire come il 2020 possa prefigurarsi come l'anno dell'ennesima riforma delle pensioni. La proposta dei sindacati di una maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro ha trovato sponda nel presidente dell'Inps, l'economista Pasquale Tridico che già lo scorso anno aveva tenuto a battesimo il reddito/pensione di cittadinanza.

La principale ipotesi allo studio è un radicale ripensamento della cosiddetta riforma Fornero per evitare di costringere i lavoratori ad aspettare i 67 anni per lasciare il lavoro. L'altro punto fermo è che ad un abbassamento dell'età pensionabile sarà ricalcolato l'assegno con metodo contributivo, come peraltro avverrà per tutti dal 2036.

Ipotesi di modifiche che suscitano perplessità. E a parlare ora è proprio l'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero che boccia l'idea di introdurre una flessibilità pensionistica che consenta di lasciare volontariamente il lavoro prima degli attuali 67 anni ma sottoponendo intero l'assegno al ricalcolo contributivo.

"Indurrà le persone in condizioni più difficili ad uscire dal lavoro, creando dei nuovi poveri - spiega Fornero conversando con l'agenzia di stampa Adnkronos - Perché quello che oggi può essere considerata una pensione appena adeguata, domani si rivelerà una pensione bassa". 

"Sotto il profilo finanziario questa proposta, ovviamente, considerato che opta per un calcolo interamente contributivo, non addossa oneri alla collettività nel senso che ciascuno prende la pensione che si è pagata con i propri contributi ma è chiaro però che comporterebbe pensioni molto più basse di quelle che i lavoratori si attendono"

Secondo Fornero la proposta Tridico si traduce in sostanza in una sorta di "Opzione donna" generalizzata a chi ha un'età maggiore dei 58 anni richiesti oggi alle donne per lasciare anticipatamente il lavoro.

Da quota 100 all'Ape sociale: come andare in pensione oggi (e cosa succederà poi)

Il ragionamento è semplice: se si vuole offrire a tutti i lavoratori la possibilità di andare in pensione in anticipo, si dovrà ricalcolare tutte le pensioni dall'inizio della carriera lavorativa, con conseguenti riduzioni anche molto forti negli assegni a venire.

Per Fornero, la strada da imboccare per rilanciare il Paese e aumentare il potere d'acquisto dei lavoratori comunque è diversa e non contempla ulteriori modifiche al sistema previdenziale.

"Dovremmo smettere di pensare sempre ad anticipare pensionamenti generalizzati e invece dovremmo concentrarci di più su come favorire il lavoro di tutte le persone che possono farlo, che si tratti di giovani, oggi precari, o donne, considerate sempre in secondo piano, o ancora di uomini non più giovani ma che hanno ancora la capacità di lavorare".

Pensioni, Catalfo: "Risparmi di quota 100 per nuova riforma previdenziale"

Dal canto suo il ministero del Lavoro studia la possibilità di introdurre significativi sgravi contributivi per favorire le donne e l'occupazione al Sud. Lo ha annunciato lo stesso ministro Nunzia Catalfo a margine della Giornata per il digitale. "Ci stiamo lavorando con il ministro per la Coesione e il Sud Provenzano", ha detto Catalfo, "il target saranno i territori con più disoccupati e donne".

"Il Jobs act va ribilanciato introducendo maggiori tutele per i lavoratori. Se da una parte con gli esoneri contributivi ha trasformato molto lavori a tempo determinato in indeterminato, dall'altra ha meno tutele".

"Il governo - ha sottolineato Catalfo - ha iniziato un percorso per pensare a una riforma della flessibilità in uscita più stabile e duratura. Mi auguro che i risparmi di quota 100 restino alla previdenza per usarli per le prossime opportune proposte''. Sulle ipotesi per la flessibilità in uscita, allo scadere del piano triennale di quota 100 introdotto dalla Lega nel precedente governo, Catalfo ha ribadito che quota 100 durerà fino alla fine del 2021. 

Il Governo vuole cambiare il congedo famigliare e renderlo "condiviso"

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