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Domenica, 25 Febbraio 2024
Economia

Pensioni, ecco di quanto aumenteranno nel 2019

Solo chi percepisce fino a tre volte il minimo avrà diritto ad una rivalutazione piena del trattamento previdenziale. Un pensionato con un lordo di 1300 euro dovrebbe riceverne circa 14 in più rispetto al 2018. Brutte notizie invece per chi ha un assegno superiore ai 2028 euro lordi

Come abbiamo già spiegato anche in altri articoli, nemmeno quest’anno ci sarà la rivalutazione piena dei trattamenti previdenziali rispetto all'inflazione stimata dall'ISTAT. Nella manovra si parla di un adeguamento del 100% solo per le pensioni fino a 1522 euro al mese. Chi percepisce una pensione compresa tra i 1522 euro e 2028 euro lordi invece avrà diritto ad un aumento del 97% rispetto al tasso di inflazione. Si tratta comunque di pochi euro. Secondo uno schema elaborato di recente dal sindacato Snals, gli aumenti dovrebbero essere i seguenti:

Aumento perequazione pensioni dall’1 gennaio 2019
Importo mensile lordo 2018
(euro)
Aumento lordo mensile 2019
(euro)
Importo mensile lordo con perequazione
(euro)
1.000 11,00 1.011,00
1.100 12,10 1.112,10
1.200 13,20 1.213,20
1.300 14,30 1.314,30
1.400 15,40 1.415,40
1.500 16,50 1.516,50

Insomma, un pensionato con un assegno di mille euro lordi riceverà circa 11 euro in più al mese per effetto della rivalutazione, mentre chi percepisce un importo di 1500 euro lordi ne prenderà 16,50. 

Brutte notizie invece per chi ha un assegno superiore ai 2028 euro lordi. Per gli importi compresi tra 4 e 5 volte il trattamento minimo la rivalutazione sarà infatti del 77%, dunque molto più bassa. Andrà peggio a chi percepisce una pensione ancora più alta. Salvo modifiche dell’ultima ora al Senato, la rivalutazione dovrebbe seguire il seguente schema:

52% per gli importi compresi tra 5 e 6 volte il trattamento minimo.

47% per gli importi compresi tra 6 e 8 volte il trattamento minimo.

45% per gli importi compresi tra 8 e 9 volte il trattamento minimo.

40% per gli importi superiori a 9 volte il trattamento minimo.

Pensioni, chi prende 6 volte il minimo perde 167 euro all'anno

Quanto perderanno questi pensionati rispetto a ciò che gli spetterebbe di diritto? Secondo il sindacato Uil, per una pensione lorda pari a 6 volte il minimo, la mancata ripresa dell'indicizzazione si traduce in una perdita di 167 euro annui dal 2019 e per il resto della vita del pensionato. Infatti, rileva la Uil, una pensione pari a 6 volte il minimo sarà aumentata per l'intero importo lordo del 52%, mentre a regime ordinario l'importo sarebbe stato rivalutato del 100% per la parte fino a tre volte il minimo, poi in misura ridotta per le quote di assegno superiori.

Pensioni, chi ci perde con la manovra

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