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Martedì, 28 Maggio 2024
La previdenza

Pensioni: chi avrà un aumento a dicembre 2023, tra rivalutazione e bonus tredicesima

L'assegno del prossimo mese sarà un po' più alto per i pensionati, per l'adeguamento degli importi al costo della vita e per il bonus tredicesima di 154,94 euro (che non è per tutti). E nel cedolino saranno assenti le ritenute addizionali comunali e regionali. Tutto quello che c'è da sapere

Dicembre 2023 sarà un mese di (piccoli) aumenti per i pensionati. Gli assegni pensionistici degli italiani saranno un po' più alti per effetto della perequazione dei loro trattamenti all'inflazione del 2022 (la cosiddetta rivalutazione delle pensioni, ovvero l'adeguamento degli importi al costo della vita). A questo si aggiunge anche la tredicesima, che quest'anno sarà un po' più corposa per chi ha un trattamento pensionistico minimo. Non solo, perché nei cedolini di dicembre saranno assenti le ritenute addizionali comunali e regionali, già dilazionate sui precedenti mesi dell'anno. Tradotto: qualche soldo in più nelle tasche di chi percepisce la pensione. Ma andiamo con ordine.

Le pensioni con gli aumenti a dicembre, tra rivalutazione e bonus tredicesima

Il decreto Anticipi, approvato dal governo Meloni il 16 ottobre scorso, indicava novembre come mese nel quale i pensionati avrebbero ricevuto l'anticipo del conguaglio dell'adeguamento degli assegni, solitamente effettuato dall'Inps nel mese di gennaio. Alla fine, il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 ottobre scorso ha spostato la data al 1° dicembre 2023. Ecco perché il prossimo mese gli assegni saranno un po' più alti. Ma a quanto ammontano gli aumenti, nel dettaglio? L'aumento per aggiustare l'inflazione effettiva del 2022 sarà dello 0,8% sulla pensione di dicembre, per compensare parzialmente l'inflazione aumentata dell'8,1%. È previsto l'arrivo anche di tutti gli arretrati del 2023, da gennaio fino a novembre. Anche la tredicesima sarà aumentata dello 0,8%.

Quando arriva la tredicesima a dicembre

Per effetto della legge di bilancio approvata a fine 2022, però, la rivalutazione piena del 100%, con annesso conguaglio, è garantita soltanto a coloro che percepiscono pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo Inps, cioè pari a 2.101,52 euro lordi mensili. Per quanto riguarda le altre fasce, invece:

  • la rivalutazione sarà dell'85% per i trattamenti tra 4 e 5 volte il minimo (fino a 2.626,90 euro);
  • del 53% tra 5 e 6 volte il minimo (fino a 3.152,28 euro);
  • del 47% tra 6 e 8 volte il minimo (fino a 4203.04 euro);
  • del 37% tra 8 e 10 volte il minimo (fino a 5.253,80 euro);
  • del 32% oltre 10 volte il minimo Inps (dai 5.254 euro lordi in su).

Per quest'ultima fascia è già prevista una novità importante a partire dal 2024: la rivalutazione il prossimo anno sarà soltanto del 22%.

Rivalutazione delle pensioni: chi avrà meno soldi del previsto nel 2024

A questo va aggiunto il cosiddetto bonus tredicesima. Entro certi limiti e con determinati requisiti, alcuni pensionati hanno diritto ad una somma aggiuntiva di 154,94 euro che si riceve nel mese di dicembre oltre alla tredicesima. L'importo aggiuntivo viene attribuito d'ufficio, nel caso in cui realmente spetti: significa che non c'è bisogno di fare una richiesta. Inoltre, il bonus in questione non costituisce reddito e, pertanto, non viene tassato. Il bonus tredicesima non è per tutti. È infatti necessario soddisfare un requisito economico: l'importo della pensione lorda annua non deve superare quello del trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti, pari a 7.327,32 euro nell'anno 2023.

L'importo aggiuntivo, quindi, è un'erogazione supplementare alla pensione, pari a 154,94 euro, introdotta dalla legge finanziaria del 2001 e riconosciuta a chi percepisce una o più pensioni con un importo complessivo non superiore al trattamento minimo e che si trovi in determinate condizioni reddituali. Spetta ai titolari di tutte le pensioni erogate dall'Inps, con l'esclusione dei trattamenti assistenziali (pensioni e assegni sociali, prestazioni agli invalidi civili), delle pensioni dei dipendenti degli enti creditizi, dei dirigenti d'azienda e dei trattamenti non aventi natura di pensione.

La modalità di "funzionamento" del bonus varia a seconda del reddito disponibile e dei limiti reddituali propri e dell'eventuale coniuge presente. Spetta, invece, un importo parziale a coloro che hanno un reddito superiore a 7.327,32 euro, ma comunque inferiore a 7.482,26 euro, ossia il trattamento minimo annuo al quale viene applicato il bonus tredicesima. La soglia però non basta: il reddito complessivo (quindi non solo quello da pensione) assoggettabile all'Irpef non deve infatti superare di 1,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo. Per il 2023, quindi, la soglia da non superare è pari a 10.990,98 euro.

I requisiti cambiano nel caso del pensionato coniugato. In questo caso, infatti, si avrà diritto al bonus tredicesima se si soddisfano due diverse condizioni: il non superamento del reddito complessivo personale, che non deve andare oltre i 10.990,98 euro, e il non superamento di tre volte del trattamento minimo, fissato per il 2023 a 21.981,96.

Quando avverranno i pagamenti? Le cifre verranno pagate venerdì 1° dicembre tramite bonifici, sia in banca che in posta, mentre si concluderanno martedì 5 dicembre i pagamenti in contanti presso gli uffici postali.

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