Pensioni, si va verso quota 100mila (e occhio al conguaglio)

Oltre 96mila le domande presentate all'Inps, ad aprile al via i primi assegni. Nel prossimo mese dovrebbero scattare anche i nuovi importi per chi non ha diritto alla rivalutazione piena

Foto di repertorio

Ad aprile al via i primi assegni per chi va in pensione con quota 100. "Sono state accolte 25.000 domande e 5.000 invece sono state respinte – ha spiegato il direttore generale dell'Inps, Gabriella Di Michele -. Le 25.000 andranno in pagamento il 1° aprile. E, poi, altre 23.000 domande con decorrenza al 1° aprile sono attualmente in giacenza".

Verso quota 100mila

Secondo l’Inps sono 96.263  le domande per poter accedere a quota 100 presentate fino alle 17 di ieri, 19 marzo. Le domande presentate dai dipendenti pubblici sono le più numerose 34.535, quelle dei lavoratori dipendenti 33.703.

Gabriela Di Michele ha poi aggiunto che probabilmente il taglio alle pensioni d'oro, arriverà a giugno, insieme al "conguaglio dei mesi precedenti".

Pensioni, c'è una novità importante sugli assegni in pagamento ad aprile

Rivalutazione pensioni, ecco i nuovi importi (e il conguaglio)

Quanto ai tagli dovuti alla mancata (o parziale) rivalutazione delle pensioni all’inflazione non c’è ancora nulla di certo. Alcuni quotidiani tra cui Il Messaggero scrivono che il nuovo meccanismo partirà ad aprile, ma la comunicazione ufficiale dell’Inps non è ancora arrivata.

Di cosa parliamo? In poche parole nei primi tre mesi del 2019 i pensionati hanno ricevuto un assegno più favorevole rispetto a quanto previsto dalla Legge di Bilancio, per cui a breve oltre a vedersi ridurre l’assegno (di poco) dovranno restituire anche ciò che hanno incassato in più. Si tratta comunque di pochi euro per cui è inutile farsi prendere dal panico.

Come cambiano dunque gli importi nel 2019? Solo i pensionati che hanno una pensione pari o inferiore a 3 volte il minimo avranno diritto alla rivalutazione piena delle pensioni: A questi pensionati spetterà un incremento dell'1,1%, ovvero il tasso di inflazione stimato dall’Istat. Gli altri dovranno accontentarsi di qualcosa in meno, anche se chi ha una pensione compresa tra tre e quattro volte il minimo avrà diritto ad una rivalutazione del 97%, percentuale che si abbassa sensibilmente per gli importi più alti.

Rivalutazione pensioni, i nuovi importi

Pensioni, l’Italia seconda tra i Paesi Ocse per spesa pubblica

L’Italia si conferma come un Paese che quando si parla di pensioni non bada a spese. Secondo una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro, realizzata sugli ultimi dati OCSE disponibili, la spesa pubblica italiana per pensioni in percentuale al Pil è invece pari al 16,3%, un valore doppio rispetto alla media OCSE (8,2%) e inferiore solamente a quello della Grecia (17,4%). Anche Portogallo, Francia e Austria spendono per la previdenza una quota significativa del reddito nazionale, nello specifico tra il 14% e il 13,4%. I Paesi che destinano invece la minor quota di Pil alla spesa pensionistica sono l'Irlanda (4,9%), i Paesi Bassi (5,4%) e il Regno Unito (6,1%).

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