Sabato, 23 Gennaio 2021

Come arrivare alla pensione con contributi volontari

Cos'è la "prosecuzione volontaria" e chi può richiederla per andare in pensione. Tutto quello che c'è da sapere

Non è indispensabile avere un lavoro per arrivare alla pensione con versamenti contributivi che la assicurino di un lavoro. I contributi possono essere versati tramite la “prosecuzione volontaria”, una forma di polizza assicurativa che consente a chi per varie cause interrompe il versamento dei contributi, di non perdere quelli già versati e di raggiungere il diritto alla pensione. 

In pensione con contributi volontari: come funziona

La prosecuzione volontaria può essere richiesta da tutti gli iscritti all’Inps o ad altri fondi di previdenza (compresi quelli dei dipendenti pubblici, che in passato ne erano esclusi).

Per ottenere la prosecuzione occorre un versamento pari ad almeno 3 anni di contributi obbligatori effettivi nel quinquennio precedente la domanda. Chi non ha almeno 3 anni nei 5 che precedono la richiesta di autorizzazione può comunque essere ammesso alla prosecuzione volontaria, a condizione che abbia maturato un minimo di 5 anni di contributi, versati in qualsiasi epoca. La decorrenza dell’autorizzazione coincide col primo sabato successivo a quello di invio della domanda; dal primo giorno del mese della domanda per gli artigiani e commercianti. La contribuzione volontaria non può riguardare periodi temporali pregressi, con la sola eccezione del semestre precedente la data di autorizzazione.

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Pensioni e prosecuzione volontaria: quanto costa?

L’importo da versare dipende dalla retribuzione percepita nell’ultimo anno di lavoro che precede la domanda di autorizzazione. L’aliquota è la stessa prevista per la contribuzione obbligatoria. Chi decide di versare contributi volontari deve quindi pagare la stessa somma che avrebbe versato il suo datore di lavoro se avesse continuato a lavorare con uno stipendio pari alla media dell’ultimo anno. L’importo dei contributi volontari per artigiani e commercianti è determinato in base alla media del reddito di impresa dichiarato ai fini Irpef negli ultimi 3 anni di contribuzione. Per coltivatori diretti, mezzadri e coloni i contributi sono settimanali e l’importo da versare è invece determinato in base alla media settimanale dei redditi degli ultimi 3 anni, vale a dire delle ultime 156 settimane di lavoro. Non può essere inferiore a quello previsto per i lavoratori dipendenti.

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I contributi volontari vanno pagati per periodi trimestrali solari entro la fine del trimestre successivo: il numero delle settimane è quello corrispondente ai sabati compresi nel periodo. Al pari della contribuzione obbligatoria, la spesa sostenuta per i versamenti volontari è deducibile dall’imponibile Irpef.

Dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala

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