Sabato, 27 Febbraio 2021
Italia

Pensioni, la rivoluzione dovrà attendere: le casse sono vuote, eppur qualcosa si muove

Le notizie non sono positive per chi si aspettava una rivoluzione: ancora per un po' la legge Fornero condizionerà chi attende la propria finestra pensionistica. E il Governo ha nuove grosse difficoltà

Salvini promette di "smontare pezzo per pezzo" la riforma delle pensioni che prende il nome di Legge Fornero partorita dal governo Monti, ma le reali intenzioni dell'esecutivo potrebbero essere però meno bellicose tenendo conto anche degli attuali conti pubblici.

La legge Fornero subirà sì delle correzioni, ma non quelle che molti pensionati auspicavano.

Dopo la pausa estiva, il governo intende portare avanti la cosiddetta Quota 100, cioè la possibilità di lasciare il lavoro con almeno 64 anni di età e 36 di contributi. A conti fatti, un impegno finanziario per i conti pubblici dello Stato di 4 miliardi di euro.

Niente "pensione in anticipo" invece per chi ha iniziato a lavorare da molto giovani o che potrebbero riscattare la laurea: chi aveva "fatto la bocca" sulla cosidetta quota 41 dovrà attendere tempi migliori per le casse pubbliche. Prima della prossima legge di bilancio occorre ancora trovare i 12 miliardi che servono per scongiurare l'aumento dell'Iva.

A complicare tutto poi ci si è messo il crollo di Genova che rischia di distrarre fondi pubblici per la grande opera di ristrutturazione delle infrastrutture annunciata dall'esecutivo legastellato. Senza dimenticare l'impegno per la prima fase della flat tax e del reddito di cittadinanza.

Nel gioco degli annunci il rischio è di vedere aumentare le tasse. La revisione del sistema delle agevolazioni fiscali non promette nulla di buono per le tasche degli italiani. 

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E come trovare tutti questi soldi? Se la coperta è corta poche sono anche le alternative. Dal taglio delle pensioni d'oro arriveranno solo briciole di risparmi, mentre prende quota la proposta di un contributo di solidarietà richiesto ad un’ampia platea di pensionati: dallo 0,35% per gli assegni superiori ai duemila euro, per arrivare fino al 15% per gli assegni più alti.

Ma quando si potrà andare in pensione?

Tenendo presente che dal 2019 il meccanismo di calcolo dell'età pensionabile si adeguerà ogni due anni all'andamento delle aspettative di vita, a partire dal primo gennaio 2019 l'età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni (71 per l'opzione contributiva), mentre per la pensione anticipata saranno necessari 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Tra due anni probabilmente l'età pensionabile aumenterà ancora e chi si affacciano adesso al mondo del lavoro si dovrà rassegnare ad andare in pensione ad almeno 70 anni.

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