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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Pensioni: chi potrà fare domanda dal 1º gennaio 2022

I "ritardatari" di Quota 100, e poi Quota 102, Ape sociale, Opzione donna e infine il fondo lavoratori delle Pmi in crisi: ecco chi lascerà il lavoro

Ci siamo. Il Senato ha approvato con 215 sì la fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento alla Legge di Bilancio. I contrari sono stati 16, nessun astenuto. Ora il testo passa alla Camera per il via libero definitivo. Nella manovra viene certificato l'addio a Quota 100 dopo tre anni. Debutta Quota 102, ovvero pensionamento con 64 anni di età e 38 di contributi, una soluzione ponte in attesa di definire l'attesa riforma dal 2023.

Saranno approntati tre tavoli di discussione coi sindacati (su flessibilità in uscita, giovani/donne e previdenza integrativa) per correggere le distorsioni della legge Fornero. I tavoli partiranno a inizio anno ma il presidente del Consiglio Draghi ha già chiarito che non dovrà essere messa a repentaglio la sostenibilità delle pensioni nel medio e lungo periodo: leggasi contributivo per tutti.

Ma chi potrà fare domanda di pensionamento a breve? Oltre a Quota 102, Opzione donna è stata prorogata per un altro anno, lo stesso vale per l'Ape sociale cui avranno accesso molte altre categorie di lavoratori. Oltre a questo durante l'esame in Senato è stato poi inserito il taglio da 36 a 32 anni di contributo per accedere all'anticipo pensionistico da parte di edili e ceramisti.

Chi potrà fare domanda di pensione dal 1º gennaio 2022

Quota 100 va in soffitta, il 31 dicembre calerà il sipario ma non del tutto visto che chi ha maturato i requisiti prima della fine dell’anno potrà anche successivamente incamminarsi lungo questa via d’uscita: già nel 2024 gli "oneri pensionistici" si dovrebbero infatti ridurre di 1,8 miliardi.

Quota 102 permetterà dunque di anticipare il pensionamento ma avendo maturato almeno 64 anni d’età, due in più della soglia anagrafica attuale, e 38 di versamenti. La nuova Quota 102, che durerà solo per i prossimi 12 mesi, è la vera novità in tema di pensioni della manovra targata Draghi.

L'anticipo pensionistico sociale è poi al centro dei ritocchi apportati al testo, con la soglia contributiva d’accesso dei lavoratori edili che è scesa da 36 a 32 anni (mentre quella anagrafica è rimasta ferma a 63 anni) e con l’inserimento dei ceramisti nell’elenco dei lavori usuranti che possono utilizzare questo canale.

Importante la conferma per l'anno che sta per iniziare della possibilità per le lavoratrici di accedere a Opzione donna, ovvero a una pensione totalmente “contributiva” con almeno 35 anni di versamenti e 58 anni d'età (59 se ”autonome”). Opzione donna dovrebbe aprire la strada il prossimo anno a 17mila assegni anticipati (su un totale di 29.500 “addette” e “operatrici” che saranno in possesso dei requisiti richiesti), per un costo di 111,2 milioni. Un flusso che dovrebbe salire a 28.200 trattamenti nei dodici mesi successivi e raggiungere il picco di 29.100 assegni nel 2024 (con una spesa vicina ai 500 milioni) per poi cominciare a scemare.

Nel 2022 infine ci sono uscite anticipate per i lavoratori delle Pmi in crisi per i quali la manovra istituisce un apposito Fondo con 150 milioni nel 2022 e altri 200 milioni l’anno nel biennio seguente: ma su questo specifico punto non ci sono stime precise sul numero di lavoratori coinvolti.

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