Mercoledì, 19 Maggio 2021
Doppio binario

Pensioni, due quote e doppio binario: cosa può cambiare dal 1º gennaio 2022

L'ipotesi formulata da Tridico (Inps) prevede un anticipo pensionistico solo per la parte contributiva: 62/63 anni di età e 20 anni di contributi. Il resto (la quota retributiva) lo si ottiene a 67 anni. Quota 100 verso le 300mila domande

Dopo settimane di ipotesi da più parti, parla l'Inps. Una ipotesi di riforma del sistema pensionistico che vada incontro al problema di assegni destinati a diventare sempre più bassi potrebbe essere quella di una "divisione della quota pensione in due quote: retributiva e contributiva". Lo ha spiegato il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico nel suo intervento al seminario 'Pensioni, 30 anni di riforme'. Le idee per il superamento di Quota 100, che scadrà a fine anno, iniziano a farsi concrete. Il cantiere pensioni è aperto, spalancato.

Pensioni: dopo Quota 100 ipotesi due quote, retributiva a 67 anni

L'ipotesi prevede un "anticipo pensionistico solo per la parte contributiva: 62/63 anni e 20 anni di contributi. Il resto (la quota retributiva) lo si ottiene a 67 anni".

In pratica si potrebbe prevedere "1 anno in meno per ogni figlio per madri lavoratrici, oppure aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente e 1 anno in meno per ogni 10 anni di lavori usuranti/gravosi, oppure aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente (semplificando la certificazione)". Inoltre il "blocco delle aspettative di vita per coorti".

L'anticipo pensionistico per la parte contributiva si potrebbe quindi dare a 62-63 anni mentre il resto (la quota retributiva) la si otterrebbe solo anni dopo, a 67 anni. 

Tridico quindi punta su finestre di uscita per i lavoratori fragili, facilitazioni per i disoccupati anziani, in situazione di particolare vulnerabilità; e lavori gravosi, ad esempio edili addetti a lavorazioni acrobatiche e ponteggi (dove alta è l'incidenza degli infortuni). Tra i capitoli di una riforma di lungo periodo,invece, la pensione di garanzia per i giovani, l'incremento della flessibilità strutturale in uscita e gli incentivi per la formazione (riscatto pieno/gratuito per la laurea).

Come è andata Quota 100 fino a oggi

Sono ammontate a 286.226 le domande per accedere a Quota 100 al marzo scorso. Così il presidente dell'Inps Pasquale Tridico all'evento online "Pensioni: 30 Anni di riforme". Ad accedere al pensionamento anticipato (62 anni di età e 38 di contributi) 58.976 lavoratori autonomi; 141 mila 237 dipendenti privati ; 86.000 dipendenti pubblici. In particolare 203.832 uomini, 82.394 donne. La classe di età con maggiore concentrazione di domande per gli uomini è stata a 63 anni, per le donne a 62 anni. Secondo le previsioni iniziali il provvedimento sarebbe dovuto costare circa 19 miliardi in 3 anni, mentre ad oggi secondo l'ultimo monitoraggio la spesa non avrebbe superato i 10 miliardi.

Pensioni, Nannicini: "L'intervento deve essere organico"

"Intervento organico sulle pensioni, lasciando perdere le sperimentazioni che avvantaggiano i soliti noti e rispondere a domanda di equità più che di flessibilità". A chiederlo nelle scorse ore è stato il Presidente della Commissione parlamentare Controllo Enti previdenza e assistenza sociale del Senato, Tommaso Nannicini. "Quota 100, ad esempio, è una sperimentazione che ci lascia in eredità nella prossima legge di bilancio uno scalone di 5 anni, con un ritorno di una domanda di flessibilità", prosegue. Nella prospettiva di Nannicini occorre mettere al centro la grande questione dell'equità tra generazioni e entro le generazioni, intervenendo su fasce deboli, giovani e invecchiamento attivo.

"La spesa assistenziale finanziata dalla fiscalità generale deve coprire disoccupati, disabili e persone che assistono disabili e chi fa lavori usuranti, persone esposte ai costi sociali dell'allungamento dell'età pensionabile" continua Nannicini, mentre "la legittima domanda di flessibilità non può che avere un costo individuale". Sui giovani Nannicini ribadisce l'esigenza di "una pensione contributiva di garanzia che dia un minimo modulato sugli anni di contributi per andare incontro all'adeguatezza delle pensioni delle giovani generazioni su cui si è scaricato tutto il peso della sostenibilità finanziaria perseguita nelle riforme degli ultimi anni". Cruciali poi le politiche di invecchiamento attivo che secondo Nannicini dovrebbero includere una "pensione attiva, una sorta di limbo tra lavoro e pensione, per cui si riduce l'orario del 50% ma si ha uno stipendio dell'85% del netto, mettendo in busta paga contributi previdenziali totali e il Tfr. Si tratta solo di uno degli strumenti pensabili per consentire un'uscita graduale dal mercato del lavoro, ma bisogna pensarci. La risposta all'aumento dell'età pensionabile non può essere quella della fuga, ma piuttosto di rendere il lavoro meno faticoso e soprattutto di favorire il passaggio intergenerazionale dei saperi e delle competenze", conclude Nannicini.

Pensioni: serve un anno bianco?

"Al sistema pensionistico serve un anno bianco, un anno di tregua per disegnare il welfare del futuro una volta capito cosa succederà all'economia dopo il Covid" dice oggi il sottosegretario all'Economia, Claudio Durigon, spiegando come "una prospettiva futura" può essere "quota 41. Ma ora c'è da affrontare uno spartiacque, l'impatto del Covid sul lavoro. Le stime vanno da 500mila e un milione di posti in meno, anche se io sono ottimista sull'effetto Pnrr. Ma è chiaro che se, in un momento come questo, si pensa di tornare a una norma punitiva come la legge Fornero, la Lega non ci sta. E Quota 102 è del tutto insufficiente, vale poco di più dell'Ape social".

"Il cantiere delle pensioni è molto aperto: penso comunque che ci siano dei "punti di condivisione" come la necessità "di tenere conto delle difficoltà dei lavori usuranti e del corso dell'intera carriera". Lo dice il sottosegretario al Mef Maria Cecilia Guerra a Radio Anch'io, sul futuro delle pensioni allo scadere di Quota 100 alla fine di quest'anno. Oltre alla necessità di considerare schemi di "uscite flessibili", afferma "teniamo anche conto che probabilmente avremo bisogno di processi di pensionamento forse anticipato in settori che saranno coinvolti da ristrutturazioni molto pesanti".

Pensioni, cosa succede dal 31 dicembre 2021

Quota 100 è ai titoli di coda (e scompare qualsiasi riferimento dalla bozza del Recovery plan). Gli scenari per il futuro sono tanti: dalla Quota 41 per cui spinge Salvini alla Quota 102, passando per la Quota 92. I sindacati puntano da tempo all'uscita flessibile dai 62 anni in avanti. Ma c'è anche chi chiede il pensionamento a 60 anni o con 40 anni di contributi. Il vero incubo è lo scalone.

La pensione di vecchiaia (Legge Fornero) prevede il ritiro dal lavoro a 67 anni e un'anzianità contributiva minima di anni 20. Quota 100 consente di anticipare la pensione a 62 anni di età con 38 di contributi fino al 31 dicembre 2021, dal primo gennaio si tornerebbe alle regole di prima e quindi allo "scalone" di cinque anni di età. Di colpo il pensionamento sarebbe accessibile solo a partire dai 67 anni di età (con pensioni dai 62 anni di età solo per le mansioni logoranti). Un intervento è inevitabile. Non c'è molto tempo.

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