Mercoledì, 14 Aprile 2021
Pensioni

Pensioni, l'eredità di quota 100 e quello "scalone" che sa di beffa

Il rapporto tra spesa per pensioni e PIL è destinato a salire dal 15,5 al 15,9% in tre anni. La tanto attesa "staffetta generazionale" finora risulta non pervenuta e con la fine della sperimentazione ci sarà un aumento secco di 5-6 anni dei requisiti di pensionamento

Foto di repertorio

Secondo quanto riportato nella nota di aggiornamento al Def, il rapporto tra spesa per pensioni e PIL è destinato a salire dal 15,5 per cento del 2019 al 15,9 per cento nel 2022. Una percentuale molto alta, se consideriamo che in Paesi come Germania e Spagna si attesta intorno al 12% del Pil. I motivi di questo aumento sono da attribuire principalmente alla riforma voluta da Lega e M5s. "All’interno delle prestazioni sociali - si legge nella Nadef -, le previsioni della spesa pensionistica scontano il sensibile aumento del numero di soggetti che accedono al pensionamento anticipato in virtù dei recenti cambiamenti normativi introdotti con la Legge di Bilancio 2019 e altri provvedimenti attuativi, tra cui Quota 100". 

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Quota 100, la staffetta generazionale non c'è stata

Nonostante le domande pervenute si siano rivelate inferiori alle attese Quota 100 è comunque una riforma che avrà un impatto significato sul sistema pensionisitico e sulla spesa generale dello Stato.

A conti fatti poi la riforma delle pensioni non è servita a garantire quella "staffetta generazionale" che auspicavano Lega e 5 Stelle. C’è stata invece "solo una parziale sostituzione degli aderenti a quota 100" con nuovi occupati. "Nella seconda parte del 2019 - si legge ancora nel testo redatto dal Mef -, la dinamica del mercato del lavoro risente degli effetti ritardati della debole fase ciclica e di quelli, ridimensionati, delle adesioni al Reddito di Cittadinanza e a Quota 100".

Ricapitolando: nonostante il basso numero di adesioni (176mila le domande presentata al 6 settembre) Quota 100 avrà un impatto notevole sui conti pubblici, ma finora non è servita ad aumentare l’occupazione. Ciò nonostante la misura è stata confermata anche per i successivi due anni. Con ogni probabilità Quota 100 andrà dunque ad esaurimento al termine del triennio per cui è stata finanziata. 

Pensioni: scalone di 5 anni per esclusi da Quota 100 

Ciò significa però che senza un'armonizzazione, per gli esclusi da quota 100 (ovvero chi raggiungerà i requisiti dopo il 2022) ci sarà un aumento secco di 5-6 anni dei requisiti di pensionamento. Un super scalone superiore a quello della vecchia riforma Maroni del 2004, che come ricorda Il Sole 24 Ore introdusse una differenza di 3 anni lavorativi tra il 31 dicembre 2007 e 1* gennaio 2008. In pratica lo stop a quota 100 creerà dei pensionati di seria A e pensionati di serie B. Un problema di equità che probabilmente verrà risolto introducendo nuovi correttivi. Altra spesa da far pagare alle nuove generazioni. 

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