Mercoledì, 14 Aprile 2021
Pensioni

Pensioni, dagli importi all'età: cosa cambierà nel 2019

Scatta l'adeguamento delle soglie previdenziali all'aspettativa di vita, mentre a causa del "coefficiente di trasformazione" gli assegni saranno un po’ più bassi. Le cose da sapere

Foto d'archivio

Se l’introduzione di Quota 100 e Quota 41 è tutt’altro che scontata, è invece una certezza l'adeguamento dell'età per andare in pensione all’aspettativa di vita che avverrà a partire da gennaio 2019. I requisiti per andare in pensione subiranno infatti una variazione al rialzo con l'aumento di 5 mesi già previsto dalla legge Fornero.

Nel dettaglio, l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni. Stesso discorso per l’assegno sociale che oggi è concesso a chi ha 66 anni e 7 mesi di contributi: a partire dal 2019 ce ne vorranno 67. Per la pensione di vecchiaia contributiva sarà richiesta un’età pari a 71 anni, oltre a 5 anni di contributi.

Pensioni anticipata, i requisiti dal 1° gennaio 2019

L’anzianità contributiva per la pensione anticipata passerà invece a 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Gli stessi anni di contributi sono richiesti anche per la pensione anticipata contributiva per cui, invece, l’età anagrafica diventa 64 anni visto l’incremento di 3 mesi.

Lavoratori precoci

L’adeguamento all’aspettativa di vita non risparmierà neppure i lavoratori precoci, che oggi possono andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Nel 2019 l’asticella sarà spostata più in là di 5 mesi, e per uscire dal lavoro ci vorranno dunque 41 anni e 5 mesi di contributi versati, di cui almeno uno prima del compimento della maggiore età.

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Assegni più bassi

Le novità non finiscono qui. Nel 2019 gli assegni pensionistici subiranno infatti una lieve flessione. La diminuzione degli assegni è un effetto collaterale della Legge Fornero: l'adeguamento automatico del coefficiente di trasformazione per le pensioni.

La normativa prevede che per rendere sostenibile il sistema previdenziale debbano variare a scadenze fisse i parametri alla base della formula che serve a calcolare la pensione sulla base dei contributi versati (oltre all'età del ritiro). Ve lo spiegavamo in questo articolo: con un decreto legge approvato il 15 maggio scorso, la legge ha fissato un nuovo adeguamento che comporterà un taglio medio dell'1,2% per chi andrà in pensione nel 2019.

Quanto perderanno i pensionati nel 2019

Per capire quanto sarà meno conveniente la pensione dal 2019 basta un semplice esempio pratico: un lavoratore che andrà in pensione a 67 anni, il 2 gennaio 2019, riceverà un trattamento annuo lordo di 13.411 euro, ben 268 euro in meno di un lavoratore che, a parità di montante contributivo e di età anagrafica, andrà in pensione il 31 dicembre 2018.

Ecco i coefficienti pubblicati in Gazzetta Ufficiale:

pensioni coefficienti-3

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