Pensioni, soglia d'età e importo: chi paga il conto della Quota 100

Il governo sta vagliando la possibilità di finanziare (almeno in parte) la riforma con i fondi solidarietà ed esubero. Ma occhio all'assegno: l'uscita anticipata potrebbe costare molto cara ai pensionati

Foto d'archivio

La Quota 100 a 62 anni? Si può fare, ma a finanziarla dovranno essere anche le aziende. E’ quanto si evince dalla dichiarazioni di Alberto Brambilla, esperto di previdenza vicino alla Lega e presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali. Secondo Brambilla, l’allargamento della platea può essere compensato "facendo operare i fondi di solidarietà ed i fondi esubero". 

Brambilla ha detto all’Ansa che sul tema delle pensioni si confronta "non spesso ma almeno settimanalmente" con il vicepremier Matteo Salvini,  e ha spiegato che l’esecutivo "sta lavorando sul fronte fondi di solidarietà e esubero che potrebbero dare una mano a tutto il sistema". I fondi di solidarietà sono attualmente previsti per determinati settori sprovvisti di ammortizzatori sociali e forniscono strumenti di integrazione al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa.

Secondo La Stampa, sarebbe in sostanza l’azienda stessa a pagare (almeno in parte) il pensionamento anticipato di quei dipendenti che hanno maturato i requisiti "attraverso fondi alimentati anche da un contributo obbligatorio del lavoratore in busta paga".

Questo sempre ovviamente che il lavoratore manifesti l’intenzione di andare in pensione perché secondo quanto ha calcolato Il Sole 24 Ore smettere di lavorare a 62 anni potrebbe costare caro ai neo pensionati. Un lavoratore che dichiara un reddito di 35mila euro lordi l’anno riceverebbe in busta paga circa 16mila euro, mentre con l’uscita a 67 anni e 11 mesi il suo assegno si attesterebbe sopra i 21.100 euro. Insomma, una differenza importante (per approfondire la questione rimandiamo all’articolo del Sole che fornisce molti dettagli interessanti).

Chi avrà diritto alla Quota 100 a 62 anni

Quanto alla platea, potrebbero essere circa 660mila i pensionati interessati dalla Quota 100 nel primo anno della sua applicazione. Ma anche sui potenziali beneficiari c’è più di un dubbio. E’ infatti lapalissiano che la Quota 100 con 38 anni di contributi e 62 di età minima premierebbe chi ha iniziato a lavorare in modo stabile fin dalla giovane età.

Pensioni, le ultime news: i dubbi della Cgil

Secondo il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, una riforma così concepita “lascerebbe fuori quasi del tutto i giovani, le donne, il lavoro discontinuo, intere aree geografiche del Paese, per i quali, non essendo in grado di raggiungere quei livelli di contribuzione, le condizioni rimarrebbero quelle previste dalla legge Fornero. A maggior ragione – aggiunge – se venisse superata l’Ape sociale, che, per alcune categorie più deboli di lavoratori, prevede un minimo di contributi che può andare dai 28 ai 36 anni”.

"È necessario inoltre – sostiene la Cgil – affrontare e risolvere definitivamente il tema esodati, la proroga di opzione donna e la questione dei 41 anni. E va garantita agli attuali pensionati l’effettiva tutela del valore della loro pensione, scongiurando anche i rischi di illegittimi ricalcoli o contributi di solidarietà da prelevare anche dalle pensioni di importo medio".

I costi della Quota 100

Secondo le prime stime della società di ricerca Tabula, guidata da Stefano Patriarca, la Quota 100 a 62 anni avrebbe un costo pari nel 2019 a 13 miliardi di euro al lordo delle tasse e 9 miliardi al netto. A regime il costo salirebbe a circa 20 miliardi al lordo delle tasse e oltre 13 miliardi al netto.

Le pensioni di cittadinanza? "Così spacchiamo il sistema"

I dubbi sulle coperture riguardano ovviamente anche l’introduzione della così detta pensione di cittadinanza, che dovrebbe partire già a gennaio come annunciato dal viceministro dell’Economia Laura Castelli (M5s). Con quali soldi? Questo resta un mistero, considerato il fatto che secondo i calcoli di Itinerari Previdenziali, il conto potrebbe essere molto salato: oltre i 16 miliardi di euro. E non è tutto. La riforma potrebbe avere anche un effetto indesiderato: aumentare l'elusione dei contributi. Sul tema delle pensioni di cittadinanza Brambilla è stato categorico: "Se fossi un artigiano, un commerciante, un imprenditore, non verserei più, tanto se poi devo prendere 780 euro... Spacchiamo il sistema".

Di Maio: "Pensioni al centro, Brambilla parla a titolo personale"

Immediata la replica del vicepremier Luigi Di Maio. Sulle pensioni "dev'essere chiaro che vogliamo mantenere ogni promessa", compresa quella sulla pensione di cittadinanza.  Alberto Brambilla, ha precisato Di Maio, "parla a titolo personale". Secondo il ministro del Lavoro, "superare la Fornero significa svecchiare la pubblica amministrazione mettendo nuove energie nella macchina della Pa. Quindi la riforma delle Pensioni è al centro".

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