Nessuno tocchi la Fornero, appello dei giovani industriali: "Indebitate la nostra generazione"

No alla riforma delle pensioni: i giovani imprenditori di Confindustria rivolgono un appello al governo e bocciano anche la Flat Tax. "Serve una tassazione giusta non piatta". Poi ricordano: "Il Jobs act ha creato 850 mila posti di lavoro in più"

Il leader dei giovani di Confindustria Alessio Rossi

"Sì a Jobs act e alla legge Fornero sulle pensioni. "No grazie - se insostenibile per i conti pubblici - alla Flat Tax". Così Alessio Rossi, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, riassume la posizione degli under 40 di viale dell'Astronomia, sui punti di maggiore attenzione da parte del governo.

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"Il Jobs act ha creato 850 mila posti di lavoro in più, e questo per noi è un risultato positivo, un risultato importante", dice ricordando al governo come "non è lo Stato che deve creare lavoro , o reddito, a quello ci pensa l'impresa. Lo Stato deve essere abilitatore di crescita".

E prosegue, tra gli applausi: "La legge Fornero è un mattone della sostenibilità dei conti pubblici: perché non c'è giustizia nell'indebitare la nostra generazione già subissata dal debito".

Addio Fornero: come cambiano le pensioni con il nuovo governo

E sulla tax flat conclude: "Non vogliamo pagare meno degli altri, vogliamo essere trattati con equità dal fisco. E se la tax flat è insostenibile per le casse dello Stato diciamo no grazie: ci serve una tassazione giusta non piatta, sostenibile".

Tutti i rischi della Flat Tax: conviene davvero "a chi guadagna di più"

Quello che il giovane leader degli imprenditori italiani mette in evidenza e un vero e proprio scontro generazionale che è sotto gli occhi di tutti e causato da una coperta troppo corta: senza tournover nei posti di lavoro molti - troppi - giovani restano fuori dal mondo del lavoro dove - soprattutto nel comparto pubblico - l'età media è destinata ad aumentare e si avverte sempre più spesso una mancanza di competenze specifiche per un mondo in corsa.

"Stringiamo un patto generazionale che serva a contaminarci positivamente, attivandoci in modo reciproco". È questa l'offerta che il presidente dei Giovani imprenditori, Alessio Rossi, lancia alla politica dal palco di Rapallo. Un'agenda fatta di 6 punti complementari, 3 messi in atto dalle imprese, 3 dalla classe politica. E al governo chiede di "costruire un welfare sostenibile, una Pa 4.0 e infrastrutture sostenibili".

Il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Alessio Rossi giudica le primissime mosse del nuovo esecutivo: "Bene sulla sterilizzazione dell'Iva e sulle infrastrutture, più incerti invece sulle politiche industriali"

"In questo preciso momento siamo dentro una transizione - speriamo ordinata - La politica è radicalmente cambiata, nei riti e nei volti. Dicono che siamo al varo della Terza Repubblica: ci siamo chiesti come interpretare questo cambiamento e quale sarà il linguaggio delle nuove politiche industriali - premette - Per il momento , il silenzio. O comunque parole incerte".

"Parole positive, certo, quelle pronunciate dal Ministro Di Maio sulla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia e sulle infrastrutture. Eppure - osserva Rossi - i primi interventi in Parlamento del Presidente del Consiglio sono sembrati carenti riguardo alle politiche industriali".

Cosa ne sarà dell'Ilva di Taranto: "Non può chiudere"

"Non si scherza con 20mila posti di lavoro, non si scherza con l'1% del Pil del Paese. Con un'azienda che ha cassa ancora per un mese - spiega tra gli applausi Alessio Rossi, presidente dei giovani di Confindustria ammonendo su ipotesi alternative al rilancio dell'Ilva, la maggiore acciaieria del paese. "Dal 1 luglio Mittal entrerà in Ilva con 2,4mld di investimenti di cui 1,1 mld per risanamento ambientale", ricorda.

Capitolo importante anche le infrastrutture."Sette anni non sono molti, dobbiamo metterci subito al lavoro. Abbiamo bisogno di Tap, Terzo Valico e Tav perchè avere centinaia di camion che attraversano quotidianamente la Val di Susa non è sostenibile".

"Per essere un paese sostenibile l'Italia si è dotata della Strategia Energetica Nazionale che al 2030 prevede meno 40% di emissioni di gas serra, più fonti rinnovabili, l'uscita dal carbone nelle centrali elettriche nel 2025. Tuttavia per riuscirci servono investimenti , circa 175 miliardi, in infrastrutture", ricorda ancora Rossi che sollecita il governo.

"Le infrastrutture del futuro saranno ferrovie ultraveloci - spiega ancora Rossi - autostrade di dati, porti e retroporti collegati da snodi viari intelligenti e interconnessi".

Rossi, Confidustria: "Serve patto generazionale"

Un patto che nasce da una situazione unica, ragiona ancora Rossi. "L'età media di Montecitorio, oggi, è di circa 44 anni. È la più giovane assemblea della storia, per la prima volta sotto i 45 anni, con 243 deputati under 40".

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Allora domandiamoci, dice ancora:"non sarà arrivato il momento di allearci, imprenditori e parlamentari, per costruire insieme il futuro di questo Paese? Sono più le cose che ci accomunano rispetto a quelle che ci dividono. Ne siamo convinti". Da qui dunque l'impegno dei giovani imprenditori ad assumere altri giovani, "è un dovere morale"; a fare scelte industriali che salvaguardino l'ambiente, "non c'è un pianeta B"; e a investire in competenze digitali. Di contro al Parlamento e al governo chiedono "un welfare dedicato ai giovani", una P.a. moderna nei processi produttivi; infrastrutture sostenibili perché "senza non c'è sviluppo né insostenibile né sostenibile".

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