Pensioni, sarà un giugno "amaro": scattano i tagli e il conguaglio

Al via il conguaglio conseguente al taglio della rivalutazione. Con un comunicato pubblicato sul proprio sito l'Inps spiega che a giugno verrà recuperata "la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019". Il "prelievo di solidarietà" riguarderà invece solo le pensioni d'oro

Foto di repertorio

Doppia tegola a giugno per i pensionati. Come avevamo già spiegato in un precedente articolo, il prossimo mese scatteranno i tagli alle così dette pensioni d’oro, ovvero a quei trattamenti pensionistici eccedenti l’importo di 100.000 euro lordi su base annua che saranno ridotti "di un'aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici". 

Il "prelievo di solidarietà" ad essere onesti non sarà così leggero: come annunciato da una circolare dell’Inps i trattamenti compresi tra 100mila e 130mila euro saranno ridotti del 15%. Il taglio sarà invece del 25% per le pensioni da 130mila a 200mila euro, del 30% per gli assegni compresi tra 200mila e 350mila euro, del 35% per chi percepisce tra 350mila a 500mila euro e del 40% per tutti gli assegni sopra i 500mila euro.

Pensioni, a giugno scatta il conguaglio

Si tratta comunque di una misura che riguarderà solo una ristretta platea di pensionati. Purtroppo però le cattive notizie non finiscono qui: a giugno scatterà infatti anche il conguaglio relativo alla mancata rivalutazione piena delle pensioni. In questo caso la platea dei pensionati interessati è decisamente più ampia dal momento che coinvolgerà tutti i trattamenti superiori a tre volte il minimo. "Nel mese di giugno 2019 - spiega l’Inps - viene recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019".

Pensioni, cosa succede a giugno 2019

Di cosa stiamo parlando? In poche parole, con la legge di bilancio il governo ha stabilito che l’adeguamento pieno delle pensioni all’inflazione sarebbe spettato solo a chi aveva un trattamento pari o inferiore a tre volte il minimo. Il ricalcolo però è avvenuto solo a partire da aprile e nei primi tre mesi del 2019 molti pensionati (non tutti) hanno ricevuto un assegno più favorevole rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio.

Chi percepisce una pensione compresa tra tre e quattro volte il minimo nei primi mesi del 2019 ha infatti preso meno di quanto gli spetterebbe. In questo caso il conguaglio dovrebbe essere positivo (si parla comunque di cifre minime). Chi ha una pensione superiore a 4 volte il trattamento minimo al contrario ha ricevuto più soldi del previsto (è possibile approfondire a questo link).

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La Cgil: "Conguaglio dopo le Europee, il governo ha beffato i pensionati"

I sindacati vanno all’attacco. "Lo avevamo denunciato da tempo e ora abbiamo la certezza" dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti commentando le disposizioni fornite dall'Inps in merito al conguaglio sulla rivalutazione delle pensioni. "Dopo averli definiti avari il governo beffa ancora 5,5 milioni di pensionati riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo per un totale di 100 milioni di euro. Ovviamente il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee. Fanno come e peggio degli altri. Alla faccia del cambiamento".

Per questo, spiega la Spi-Cgil,  "il1° giugno i pensionati saranno in migliaia alla manifestazione indetta dai Sindacati in piazza San Giovanni a Roma anche per denunciare questo ennesimo danno nei loro confronti".

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