Martedì, 1 Dicembre 2020

Pensioni: il rinvio della salvaguardia taglierà gli importi di chi vuole il ritiro nel 2021?

Secondo i tecnici del Mef l'attuale regola non eviterebbe la penalizzazione ma la rinvierebbe al 2023, visto che chi andrà in pensione nel 2022 farebbe in tempo a subirle

Il meccanismo di salvaguardia delle pensioni rischia di essere rimandato per almeno un anno a causa dei costi, che potrebbero arrivare fino a 3 miliardi. Il Sole 24 Ore oggi spiega che l'intervento annunciato nei giorni scorsi dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo è tornato in discussione e la prospettiva oggi è quella di un congelamento della misura garantita ai sindacati per sterilizzare gli effetti della caduta del Pil sull'ammontare totale. 

Pensioni: il rinvio della salvaguardia taglierà gli importi?

Secondo i tecnici del Mef l'attuale salvaguardia non eviterebbe la penalizzazione ma la rinvierebbe al 2023, visto che chi andrà in pensione nel 2022 farebbe in tempo a subirle. Quindi non c'è necessità di agire subito. La legge 109 di conversione del dl 65 che risale al 2015 e che prevede la salvaguardia da un effetto recessione sul coefficiente di rivalutazione del montante contributivo sarebbe valida anche per chi uscirà dal lavoro nel 2021. 

Dopo l'introduzione della moneta unica, il Pil quinquennale è andato in negativo solo nel 2015 in termini nominali, ovvero quelli validi per il calcolo contributivo, mentre in termini reali, al netto del deflatore, l'episodio si è verificato cinque volte: dal 2012 al 2015 e poi nel 2018. L'ipotesi di spostare il momento della "messa a regime" di questa salvaguardia alla manovra 2022, determinerebbe una coincidenza con le nuove misure di flessibilità allo studio per il dopo"Quota 100", in vigore fino al 2021.

Mentre per il requisito di "vecchiaia" dal 1° gennaio 2021 e fino a tutto il 2022 la soglia rimarrà invariata a 67 anni, sulla base delle stime sulla speranza di vita comunicate da Istat al ministero del Lavoro lo scorso anno. Anche su questo parametro nel 2017 sono state introdotti ritocchi al criterio di calcolo per superare la "turbolenza statistica" determinata dall'eccesso di mortalità registrata nel 2015.

Quindi per ora niente intervento. Fino alla prossima puntata. Con il rischio che alla fine il rinvio della salvaguardia tagli davvero gli importi di chi vuole andare in pensione nel 2021. 

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