Sabato, 27 Febbraio 2021

Pensioni, il governo sta lavorando ad una nuova ipotesi

Il piano è quello di concedere forti agevolazioni a chi si trasferisce al sud così da rimettere in moto l'economia. Intanto sulla Quota 100 il governo tira dritto

Foto d'archivio

Detassare le pensioni in alcune regioni del sud. L’ipotesi era circolata tempo fa per poi cadere nel dimenticatoio, ma a quanto pare il governo ci sta pensando davvero. Ospite ad Agorà, su Rai Tre, Matteo Salvini ha infatti ammesso che quella di detassare le pensioni in alcune regioni del mezzogiorno è una proposta su cui l’esecutivo sta lavorando.

Ma che cosa prevede a grandi linee il piano della Lega? Salvini per ora non l’ha spiegato, ma l’idea di cui si è parlato qualche settimana addietro è la seguente: concedere cospicue agevolazioni fiscali a quei pensionati che si trasferiscono nei paesi spopolati di Sardegna, Sicilia e Calabria (qui i dettagli), sulla falsa riga di quanto fatto anni fa dal governo portoghese.

Secondo le varie indiscrezioni circolate, i pensionati potrebbero beneficiare di un’esenzione totale per un periodo di dieci anni. L’obiettivo è ovviamente quello di aiutare il Pil del sud a crescere, evitando al contempo che i nostri anziani vadano a godersi la pensione alle Canarie o nello stesso Portogallo. Ma la speranza è anche quella di convincere i pensionati stranieri a trasferirsi in Italia. Per ora, è bene ribadirlo, si tratta di una ipotesi di lavoro nulla di più. 

Una proposta simile è stata già depositata in Parlamento da Fratelli d’Italia. L’idea di Fdi è quella di concedere una sorta di Flat tax a chi sposta la propria residenza nel meridione, tramite il versamento di un'imposta sostitutiva dell'Irpef di 6mila euro per ciascun periodo di imposta (per complessivi 10 periodi d'imposta). Si tratta dunque di una proposta rivolta a chi ha una pensione piuttosto ricca.

Pensioni, le ultime notizie sulla Quota 100

Quanto alla riforma delle pensioni, ad Agorà Salvini ha ribadito anche che sul superamento della legge Fornero il governo tirerà dritto, incurante dei moniti di Bruxelles così come dell’impennata dello spread. Intanto il ministro dell'Economia Giovanni Tria in un’audizione sulla Nadef alla Camera, ha fatto sapere che il costo del reddito di cittadinanza e delle modifiche della Fornero per la finanza pubblica è pari a 16 miliardi in ciascuno dei tre anni. Nel complesso secondo il ministro "questi interventi si tradurrebbero in un incremento del tasso di variazione del pil di 0,3 pp nel 2019 e di 0,2 pp nel 2020 e 2021, rispetto al tendenziale".

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