Domenica, 16 Maggio 2021

Opzione Donna, l'anticipo pensionistico per lavoratrici (con penalità): come funziona

Oltre a Quota 100, esiste un'altra misura previdenziale, rivolta alle donne lavoratrici, che il governo Conte vorrebbe inserire nella Riforma Pensioni: ecco come funziona e quali sono i requisiti per beneficiarne

Foto di repertorio

Tra Quota 100 e riforma della legge Fornero, c'è un'altra misura che ha che fare con le pensioni che il neo governo Conte dovrebbe ripristinare: l'Opzione Donna. Questa formula di pensione anticipata (con penalità) è stato uno dei provvedimenti più discussi nella Riforma Pensioni inserita in Legge di Stabilità 2017. Ma come funziona e a chi è rivolta l'Opzione Donna? La misura riguarda le donne lavoratrici, che possono andare in pensione con 35 anni di contributi e un requisito di età che per le dipendenti è pari a 57 anni e sale a 58 anni per le autonome. Dove sta la penalità? Deve essere accettato il calcolo interamente contributivo della pensione. 

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Tra i provvedimenti previsti nel contratto di governo Lega-M5s c'è anche la proroga di Opzione Donna, l'anticipo pensionistico per lavoratrici inserito nelle leggi di bilancio 2016 e 2017 ma non prorogata dall’ultima manovra.

Opzione Donna: come funziona

Come detto in precedenza, tra le prime mosse del governo Conte ci potrebbe essere il ritorno, anche in via sperimentale, di questa misura previdenziale che consente alle lavoratrici donne di andare in pensione con 57-58 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi accettando però che l’assegno pensionistico venga calcolato esclusivamente con il metodo contributivo e, quindi, accettando una penalizzazione economica.

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Una possibile novità sul ritorno di Opzione Donna potrebbe riguardare uno dei requisiti: i 35 anni di contributi potrebbero non essere abbastanza per accedere all'anticipo pensionistico, tale parametro potrebbe essere alzato a 36-37 anni. 

Opzione Donna: le coperture

Opzione Donna, insieme a Quota 100 e alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, fanno parte del grande quadro delle Riforme al sistema pensionistico che vogliono mettere in atto Salvini e Di Maio. Ma attualmente rimane il problema principale, quello delle coperture economiche. Resta da capire se riattivare Opzione Donna è una 'mossa' sostenibile per le casse dello Stato. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Inps, il costo non dovrebbe essere proibitivo: dall’inizio del 2016 sono state erogate con i requisiti di opzione donna poco meno di 28mila pensioni per un onere complessivo di poco superiore ai 118 milioni. Se dovessero servire altre risorse economiche, qualche misura attualmente in vigore potrebbe 'saltare'. La prima indiziata è l'Ape Sociale che, se venisse abolita, porterebbe un risparmio di 600 milioni di euro.

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