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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Pensioni: spunta "Opzione Tutti" per lasciare prima il lavoro

Il piano per evitare un ritorno secco alla Fornero nel 2023 guarda a uscite flessibili estese ma con il ricalcolo contributivo: si ipotizza una sorta di Opzione Tutti, l'estensione cioè a tutti i lavoratori delle caratteristiche di Opzione Donna

Pensioni, spunta l'ipotesi dell’anticipo per tutti. Ovvero: andare in pensione prima di quanto prevederebbe dal 2023 la legge Fornero, ma ricalcolando l’assegno col contributivo. È uno scenario a cui guarda il governo per il tavolo che aprirà con i sindacati nelle prossime settimane in vista dei prossimi anni. Ma non del prossimo anno, a meno di un'accelerazione improbabile.

Pensioni: arriva Quota 102 dal 1 gennaio

Tra due mesi c'è Quota 102 per tutto il 2022. Da gennaio a dicembre potrà fare domanda per andare in pensione in anticipo chi ha almeno 64 anni e 38 di contributi. In legge di Bilancio (l'approvazione definitiva in parlamento deve avvenire entro il 31 dicembre) non si cita mai l’espressione "Quota 102", ma solo la combinazione di età e contributi. C'è anche la proroga di un anno per Ape sociale e Opzione Donna, oltre al fondo chiesto e ottenuto dalla Lega e che sarà gestito dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (200 milioni all’anno per il triennio 2022-2024) per garantire uscita anticipata ai lavoratori delle piccole e medie imprese in crisi dai 62 anni.

Ed è proprio sulla struttura di Opzione Donna che si concentrano le attenzioni degli esperti: si ipotizza una sorta di Opzione Tutti, l'estensione cioè a tutti i lavoratori delle caratteristiche di Opzione Donna. Una flessibilità sostenibile per i conti pubblici. Tornare al contributivo, obiettivo esplicitato dal premier Mario Draghi, significa tornare al meccanismo in cui ciascuno riceve da pensionato quel che ha versato nella sua vita lavorativa. Opzione Donna è la formula agevolativa per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro riservata alle lavoratrici, introdotta in via sperimentale dalla Legge Maroni 243/04, riproposta dalla Riforma Pensioni Fornero e infine prorogata negli ultimi anni dalle diverse Manovre economiche, fino a quella 2022 del Governo Draghi.

Opzione Donna, ovvero la pensione anticipata con 58 o 59 anni di età e 35 di contributi col ricalcolo contributivo, non è stata considerato sempre conveniente: infatti ha comportato per le donne un taglio fino al 33% dell’assegno. Il governo per il 2022 l’ha rinnovata per un anno alzando l’età a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome. Chi sceglie Opzione Donna rinuncia al calcolo misto o retributivo (più vantaggioso) sulla quota di contributi eventualmente versati prima del 1996, ricevendo un assegno pensionistico calcolato esclusivamente ed interamente con il sistema contributivo. Il taglio raramente è del 33%, è un caso limite: dipende sempre dai contributi versati da ciascuno.

Il vantaggio di Opzione Tutti 

L'anno prossimo l’85% dei pensionati sarà nel sistema misto: una quota retributiva sempre più piccola maturata fino al 1995 e poi tutto contributivo. Questo si traduce in un assegno per il 65% calcolato secondo il metodo contributivo, senza prendere in considerazione dunque gli ultimi stipendi. Il taglio diventa sempre più "leggero" anno dopo anno. I sindacati continuano a chiedere flessibilità in uscita a 62 anni o 41 di contributi a prescindere dall’età, ma non potrebbero dire di no a uno schema, ad esempio, con uscita a 64 anni di età con 20 di contributi e ricalcolo contributivo dell’assegno. Il vantaggio di Opzione Tutti "sarebbe triplice - scrive oggi Repubblica -  concedere libertà di scelta - esco quando voglio, ma prendo quanto versato - , pesare sui conti solo come anticipo di cassa e non come spesa viva, appaiare vecchie e nuove generazioni". 

Il Governo "deve convocare subito il tavolo ed aprire il cantiere sulle pensioni e su una riforma fiscale che riduca sensibilmente il carico su lavoratori e pensionati" chiedono da settimane i sindacati: forse adesso c'è una traccia da seguire. Quota 102 viene definita da tutti "una soluzione ponte", che non risolve la questione della Fornero e per questo va cambiata nella direzione dell'equità e della flessibilità sostenibile. Avendo ben chiaro in mente che è arrivato il momento di pensare ai giovani, che rischiano di non avere mai una pensione.

In Europa siamo quelli che vanno in pensione più tardi (e l'Ue vuole che ci andiamo anche dopo)

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