Martedì, 9 Marzo 2021

Pensioni d'oro, i tecnici della Camera spiegano come avverrà (davvero) il ricalcolo

Nelle note di lettura del Servizio Studi di Montecitorio al provvedimento presentato da Lega e M5s chiariscono su quali basi verranno tagliati gli asseggni per le cosiddette "pensioni d'oro"

Quello delle "pensioni d'oro" si avvia ad essere un altro "braccio di ferro" tra il governo e i tecnici, dopo le questioni spinosi riguardanti la Manovra e il decreto per Genova.  Il Servizi Studi della Camera si è espresso ieri sulla proposta di legge Lega-M5s sul taglio degli assegni più alti, a firma dei due capigruppo Francesco D'Uva e Riccardo Molinari. 

Secondo i tecnici, la proposta denominata "Disposizioni per favorire l'equità del sistema previdenziale attraverso il ricalcolo, secondo il metodo contributivo, dei trattamenti pensionistici superiori a 4.500 euro mensili" non prevede alcun ricalcolo secondo il metodo contributivo bensì un ricalcolo dell'assegno in base dell'età al momento del pensionamento. La penalizzazione prevista quindi dipenderebbe dalla differenza tra l'età di uscita prevista oggi e quella in vigore quando il pensionato ha lasciato il lavoro. 

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Repubblica fa notare che così viene meno il punto cardine attorno a cui il provvedimento era stato concepito. La nuova normativa sul ricalcolo, spiegano i tecnici della Camera, non interveniere per assicure che l'importo degli assegni rifletta quanto effettivamente versato. Adottando come criterio principale l'età di pensionamento, nel caso degli assegni più alti chi è andato prima in pensione rischia una maggiore penalizzazione. 

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“La proposta non distingue tra chi è andato in pensione (di anzianità) per scelta volontaria e chi è andato in pensione (di vecchiaia) per raggiunti limiti di età", si legge nel documento dei tecnici della Camera, che chiarisce: "Il meccanismo di rideterminazione introdotto, legando il ricalcolo all’età posseduta al momento del pensionamento, non considera l'età contributiva dei soggetti interessati e le differenze che possono sussistere tra singole situazioni contributive a parità di età”.

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Dai tecnici della Camera arrivano poi richieste di chiarimenti per quanto riguarda la rideterminazione dell'assegno con le tabelle di riferimento dei coefficienti di trasformazione ed emergono dubbi anche sui soggetti interessati dal taglio. Il comma 1 dell'articolo 1, scrive Il Fatto Quotidiano, parla di sforbiciate ai "trattamenti pensionistici pari o superiori a 90.000 lordi annui”, mentre il comma 5 dispone che la rideterminazione si applichi “alle quote retributive del reddito pensionistico complessivo lordo superiore a 90.000 euro annui”. In più il testo del comma 1 non distingue tra pensioni dirette e reversibilità, mentre il comma 2 applica la rideterminazione alle sole pensioni dirette.

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