Martedì, 2 Marzo 2021
Italia

Pensioni, la mini riforma di Lega e M5s a rischio: "Incostituzionali i tagli ad personam"

Secondo l'analisi dell'ex ministro Renato Brunetta il ricalcolo come pensato dalla maggioranza penalizzerebbe solo una categoria di pensionati

La mini riforma delle pensioni presentata dalla maggioranza di governo è incostituzionale? Sul dibattito interviene a gamba tesa il responsabile economico di Forza Italia, il deputato Renato Brunetta. In un'analisi pubblicata su il Giornale,  l'ex ministro avanza critiche durissime contro il disegno di legge presentato dai capigruppo del Movimento 5 Stelle e della Lega alla Camera "per favorire l'equità del sistema previdenziale attraverso il ricalcolo, secondo il modello contributivo, dei trattamenti pensionistici superiori a 4.000 euro mensili"

Pensioni, ultime notizie

A finere sotto la "ghigliottina" dell'esponente forzista è la cosidetta riforma delle pensioni d'oro. Secondo Brunetta la misura che modifica la normativa del sistema pensionistico, si presenta come retroattiva ma "non si tratterebbe di un contributo di solidarietà". Diventando una misura permanente di modifica del sistema di calcolo passandosi dal retributivo al contributivo è viziata da "una palese incostituzionalità".

"Una modifica del criterio di calcolo - peraltro già ipotizzata in passato dal presidente dell'Inps, Tito Boeri - per rimanere nei limiti di costituzionalità dovrebbe però applicarsi in modo eguale e proporzionale a tutti i trattamenti pensionistici, a prescindere dall'importo, sotto e sopra la soglia dei 4.000 euro netti indicata dal progetto di legge, dovrebbe applicarsi a tutta la previdenza obbligatoria comprese le casse dei professionisti (giornalisti, avvocati, ingegneri, ecc.)"

Secondo l'analisi di Brunetta il ricalcolo come pensato dalla maggioranza di Governo sarebbe limitato - e penalizzerebbe - una categoria di pensionati, ovvero coloro che incassano dall'inps un assegno di oltre 4.000 euro netti mensili.

Il ricalcolo, in due parole, non può essere limitato alle pensioni più alte, pena l'incostituzionalità"

Pensioni, cosa cambia con il governo Lega-5stelle

"Il deputato Brunetta non si fa capace che ora al Governo c'è qualcuno che vuole davvero mettere fine alle ingiustizie e agli abusi dei più ricchi. Ma si metta l'anima in pace: con il taglio delle pensioni d'oro vogliamo cancellare le indecenze perpetrate e accettate per troppo tempo, riaffermando il principio per cui hai diritto a percepire tanto quanto hai versato. Questo significa riportare un po' più di equità sociale nel nostro Paese"

Pronta la replica del capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera: Francesco D'Uva spiega che la norma che M5s e Lega hanno intenzione di votare al rientro dopo le ferie stabilisce il principio per cui "hai diritto a percepire tanto quanto hai versato".

"La vera stangata è quella che subiscono oggi i contribuenti, pagando con le loro tasse pensioni privilegiate a chi nemmeno le merita".

Ma cosa dice davvero il progetto di legge depositato dai due capigruppo di Lega e M5S alla Camera, Riccardo Molinari e Francesco D’Uva.

Pensioni, ultime notizie: minime a 780 euro

Il testo del disegno di legge che vuole colpire le cosiddette "pensioni d’oro" è composto da sei articoli in tutto e prevede che i risparmi ottenuti finiscano in un "Fondo di scopo" istituito presso il ministero del Lavoro per essere usati per alzare le pensioni minime dei pensionati italiani. 

Se venisse approvata tale e quale entro sei mesi dall’entrata in vigore si dovranno adeguare al ricalcolo anche gli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale che erogano pensioni proprie.

Pensioni d'oro, la proposta di legge 

L’intervento di ricalcolo esclude le pensioni di invalidità, le reversibilità e i trattamenti riconosciuti alle vittime del dovere o di azioni terroristiche. Inoltre non potrà ridurre pensioni o vitalizi al di sotto della soglia degli 80mila euro lordi annui, perequazioni comprese.

Pensioni, cosa cambierà nei prossimi mesi

Secondo i proponenti, con i tagli alle pensioni d'oro, si potrebbero raggiungere minori spese previdenziali per circa 500 milioni annui. C’è  da superare il vaglio costituzionale come rilevato in una recente sentenza del consiglio di Stato: "L'intervento dovrà essere conforme ai principi di solidarietà, eguaglianza, proporzionalità e ragionevolezza"

Secondo stime di Tabula, la società di consulenza previdenziale di Stefano Patriarca il ricalcolo potrebbe toccare tra i 75mila assegni e i 100mila soggetti, e produrre tra i 300 e i 600 milioni di risparmi. 

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