Sabato, 17 Aprile 2021
Pensioni

Pensioni, nuovi aumenti in vista: così cambierà l'importo dell'assegno

Dal 2019 le pensioni subiranno un lieve aumento per effetto della rivalutazione

Immagine d'archivio

Pensioni più alte dal prossimo anno per effetto della perequazione. Di cosa stiamo parlando? Dello strumento con cui l’assegno percepito dai pensionati viene adeguato al costo della vita: un meccanismo che era stato bloccato nel 2011 con la riforma Fornero, per poi essere reintrodotto con la legge 174/2013. Si tratta - è bene premetterlo - di un aumento che sarà condizionato al tasso di inflazione calcolato dall’ISTAT. Più bassa sarà l’inflazione, più bassi saranno gli aumenti.

Come abbiamo visto, anche all’inizio del 2018 - dopo due anni di stop - le pensioni sono state ritoccate leggermente all’insù: le più basse fino all’1,1%, le più alte in misura pari allo 0,485%.

A partire dal 1° gennaio 2019 tornerà però in vigore il meccanismo previsto dalla legge di bilancio del 2001: la rivalutazione verrà calcolata su tre scaglioni di reddito, e non più su cinque scaglioni, com’è avvenuto nella fase transitoria prevista dalla legge del 2013. Ma soprattutto, contrariamente a quanto avvenuto finora, a guadagnarci (non molto, intendiamoci) saranno le pensioni più alte.

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Così saranno rivalutate le pensioni

Come si legge nel testo di legge, l'indice di rivalutazione automatica delle pensioni sarà il seguente:

  • nella misura del 100 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a tre volte il trattamento minimo INPS;
  • nella misura del 90 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo INPS;
  • nella misura del 75 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il predetto trattamento minimo.

Il regime transitorio in vigore fino al 2018 prevedeva invece altre percentuali:

  • 100%: se l’importo è inferiore a tre volte il trattamento minimo;
  • 95%: se l’importo è compreso tra 3 e 4 volte il trattamento minimo;
  • 75%: importo compreso tra 4 e 5 volte il trattamento minimo;
  • 50%: importo compreso tra 5 e 6 volte il trattamento minimo;
  • 45%: importo superiore a 6 volte il trattamento minimo.

Pensioni e aumenti, cosa cambia in poche parole

Rispetto a ciò che avviene oggi, dunque le pensioni più alte saranno leggermente avvantaggiate. O meglio: saranno rivalutate in misura maggiore rispetto a quanto sarebbe avvenuto con il meccanismo in vigore fino al 2018. La buona notizia - per tutti - è che in ogni caso le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo (dunque 1.505 euro al mese) subiranno una rivalutazione piena.

Secondo alcune stime, nel 2019 l’inflazione dovrebbe crescere dell’1,6%, dunque in ogni casi gli aumenti previsti saranno molto bassi, non più di qualche euro.

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