Pensioni, cosa succede dopo Quota 100

"Aver deciso di non toccare Quota 100 non ha risolto il problema di nuovi interventi sulle pensioni, che certamente entreranno nell'agenda politica. La strada migliore sarebbe progettare subito un ammorbidimento dello scalone che arriverà tra il 2021 e il 2022" dice il presidente del'Inapp. C'è l'ipotesi di una legge delega

Foto: Ansa (repertorio)

Quota 100 non si tocca, almeno per quel che riguarda l'anno nuovo ormai alle porte, e molto probabilmente anche per il 2021. Ma il dibattito sul futuro della previdenza è già in atto. ''Aver deciso di non toccare Quota 100, allontanando lo spettro di nuovi esodati, non ha tuttavia risolto il problema di nuovi interventi sulle pensioni, che certamente entreranno nell'agenda politica. La strada migliore sarebbe progettare subito un ammorbidimento dello scalone che arriverà tra il 2021 e il 2022, ripristinando elementi di quella flessibilità tolta dalla riforma Fornero" commenta Stefano Sacchi, presidente dell'Inapp, l'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche in un'intervista a Formiche.net alla vigilia della presentazione del volume della Banca Mondiale Progress and Challenges of Nonfinancial Defined Contribution Pension Schemes, presentato oggi nell'Istituto da Robert Holzmann, governatore della Banca centrale d'Austria, l'ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero e Daniele Franco, vicedirettore generale di Bankitalia.

Pensioni, l'ipotesi: "Una legge delega per il riordino del sistema"

Non c'è tempo da perdere. ''Prima o poi, noi diciamo già subito dopo la manovra economica di fine anno - continua Sacchi - sarebbe il caso che la politica cominciasse a pensare a come riorganizzare l'intero sistema pensionistico visto che comunque Quota 100 terminerà nel 2021. Non sarebbe sbagliata, ad esempio, una legge delega per il riordino del sistema pensionistico, con una discussione aperta in Parlamento''.

Che cos'è una legge delega? L'art. 76 della Costituzione sancisce che l'esercizio della funzione legislativa, ordinariamente esercitata collettivamente dalle due Camere, possa essere delegato al governo, ma solo in certi casi ben definiti. Vanno rispettati tre espliciti vincoli: la determinazione di principi e criteri direttivi, un tempo limitato di validità della delega, entro il quale il Governo può esercitarla, e oggetti, cioè materie, definiti.

"Andare in pensione un poco prima, accettando una pensione più bassa"

''Le pensioni - continua il presidente dell'Inapp - devono essere eque e adeguate, e così rischiano di non essere, vista la diffusione del lavoro discontinuo e povero, e devono essere sostenibili, il che dipende da fattori demografici e dai tassi di occupazione. Un sistema moderno dovrebbe essere flessibile anche nell'uscita, introducendo dei parametri che possano consentire di andare in pensione un poco prima, accettando una pensione più bassa, a patto che questa pensione non sia poi così bassa da risultare inadeguata'' ha concluso Sacchi.

Pensioni, cosa succede nel 2020

Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, una fedelissima di Luigi Di Maio, ha assicurato che "il Governo è pronto ad aprire da gennaio tavoli con i sindacati per una riforma generale delle pensioni".

Sarà inevitabile affrontare anche il tema della pensione di garanzia per i giovani. L'esecutivo vorrebbe incrementare il fondo previdenziale integrativo pubblico per assicurare alle nuove generazioni con carriere discontinue una copertura previdenziale. Le politiche di welfare per gli under 35 oggi come oggi latitano. La pensione contributiva di garanzia, legata agli anni di contributi e all’età di uscita, avrebbe l'obiettivo di garantire l’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori (o comunque per gli assunti dal 1996) con redditi bassi e discontinui, a carico della fiscalità generale.

Pensionati in piazza 4 volte nelle prossime due settimane

''Vogliamo sollecitare Governo e Parlamento a tener conto delle rivendicazioni dei pensionati contenute nella piattaforma unitaria in merito alla rivalutazione delle pensioni, a una legge sulla non autosufficienza e a un fisco più equo per i pensionati. Servono modifiche alla legge di bilancio e nuovi impegni a favore della popolazione più anziana''. Questo il messaggio che il segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo, invia all'esecutivo in vista dell'approvazione della manovra alla vigilia di una lunga serie di presìdi che i pensionati di Cgil Cisl e Uil si apprestano a tenere, l'11, il 12 e il 19 dicembre e nel pomeriggio del 20 dicembre, davanti a Montecitorio.

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