Domenica, 29 Novembre 2020
Assegni erosi

Pensioni, la nuova beffa in arrivo con la manovra 2021

Slitta al 2023 il sistema di rivalutazione degli assegni pensionistici

Si profila l'ennesima beffa per i pensionati italiani con il prolungamento del blocco della rivalutazione degli assegni. A denunciarlo è lo Spi-Cgil dopo aver visionato la bozza della prossima legge di bilancio. ''Nello specifico l'articolo 61 prevede lo slittamento al 2023 del sistema di rivalutazione in vigore prima dei molteplici blocchi messi ripetutamente in atto dal 2011."

Il meccanismo doveva essere ripristinato dal 1° gennaio 2022 e avrebbe garantito un maggiore recupero del potere d'acquisto delle pensioni, fortemente eroso negli ultimi dieci anni.

''Ancora una volta - spiga l'organizzazione sindacale- si sceglie quindi di mettere le mani nelle tasche di una categoria che ha già dovuto pagare pesantemente le scelte politiche ed economiche dei vari governi che si sono succeduti. È un errore e una profonda ingiustizia, resa ancora più insopportabile perché fatta di nascosto e senza passare da alcun confronto con i Sindacati che rappresentano milioni di pensionati''.

Nella manovra 2021 previsto anche un'altra misura per le pensioni in ossequio alla recente sentenza della Corte costituzionale sui prelievi sugli assegni previdenziali. Il taglio delle pensioni d'oro passa da 5 a 3 anni. La disposizione, si spiega, ''mira a dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale, riducendo da cinque anni a tre anni l'ambito di applicazione delle riduzioni delle pensioni i cui importi sono superiori a 130.000 euro e prorogando le disposizioni in materia di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici introdotte dalla legge di bilancio 2020''.

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