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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Assegni erosi

Pensioni da fame e importi sempre più bassi, l'appello: "Ripristinare il contributo di solidarietà"

A che età si va in pensione? E quanto vale l'assegno? Gli ultimi dati Inps aiutano a fare chiarezza

Oltre un terzo dei pensionati italiani percepisce una pensione inferiore ai 1.000 euro al mese mentre chi percepisce assegni superiori ai 4mila euro assorbe il 13,2% degli emolumenti dell'Inps. Questa la fotografia tracciata dai dati diffusi dall'istituto di previdenza che tracciano il disegno delle disparità economiche e sociali esistenti in Italia.

Differenze abissali non solo tra pensionati ricchi e poveri, ma anche sul fronte territoriale: al Nord gli importi medi delle pensioni sono più elevati del 7,1% rispetto alla media nazionale mentre nel Mezzogiorno addirittura il 13,8% delle pensioni è inferiore ai 500 euro mensili, cifra al di sotto della soglia di povertà.

Età pensionabile: i dati Inps

Chi è andato in pensione nell'ultimo anno (tra gennaio e settembre 2021) ovvero 617.357 persone, percepisce in media 1.219 euro al mese, in calo rispetto a chi benefici di pensioni con decorrenza nel 2020, ovvero 861.070 persone che beneficiano di un assegno medio di 1.240 euro.

In particolare, per quanto riguarda le singole categorie:

  • le pensioni con decorrenza 2020 sono state: 271.459 pensioni di vecchiaia (compresi gli assegni sociali), 292.012 pensioni anticipate, 44.736 pensioni di invalidità e 252.863 pensioni ai superstiti.
  • Nei primi nove mesi del 2021: 199.837 vecchiaia, 214.409 anticipate, 30.284 invalidità e 172.827 superstiti.
  • L'età media di uscita dal mondo del lavoro nel settore privato è stata di 61,3 anni, in calo rispetto ai primi 9 mesi del 2020 (61,5). Il dato risente dell'uscita non solo con Quota 100 ma anche con i 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne) e di Opzione donna. 
  • L'età media di uscita con la pensione anticipata nei primi 9 mesi del 2021 è stata 62,8 anni in calo dai 63,2 dei primi nove mesi 2020. 

Ad oggi il gruppo più numeroso di pensionati è quello dei titolari di pensioni di vecchiaia: essi sono 11.168.031. I pensionati titolari di invalidità previdenziale sono circa 1 milione; poco meno della metà (il 49,6%) cumula pensioni di tipo diverso da quelle di invalidità previdenziale. I titolari di pensioni ai superstiti sono 4.305.860; circa un terzo (il 32,6%) percepisce solo pensioni ai superstiti, mentre il restante 67,4% percepisce anche pensioni di altro tipo. I beneficiari di prestazioni di tipo assistenziale sono circa 3,6 milioni; il 50,7% è titolare anche di prestazioni diverse da quelle assistenziali. Sono principalmente i beneficiari di indennità di accompagnamento che percepiscono anche pensioni di tipo previdenziale.

Pensioni, a quanto ammonta l'assegno Inps

  • Per 5,3 milioni di pensionati meno di 1.000 euro 
  • 1,8 milioni di persone ìpercepiscono un assegno fino a 500 euro 

I pensionati che nel 2020 hanno avuto un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro sono oltre 5,3 milioni, oltre un terzo dei pensionati Inps. 

Sono invece 1,8 milioni le persone che percepiscono un assegno fino a 500 euro e 3,5 milioni quelle comprese nella fascia tra 500 e mille euro.

Sono invece 586 mila i pensionati d'oro (il 3,7% del totale), con redditi superiori a 4.000 euro al mese che "costano" la bellezza di 40,358 miliardi di euro, il 13,1% della spesa complessiva

 "È evidente che, fatti salvi i diritti acquisiti, va ripristinato, anche se in via temporanea visto il pronunciamento della Consulta, il contributo di solidarietà per le pensioni d'oro oltre i 4000 euro" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. Va ricordato infatti che secondo una recente pronuncia della Corte Costituzionale è stato fissato il 31 dicembre 2021 come limite per il prelievo fissato dalla legge sulle pensioni d'oro (e non sino al 31 dicembre 2023 come originariamente previsto). 

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