Sabato, 25 Settembre 2021
Pensioni

Pensioni, legge Fornero e bonus di 80 euro: cosa dobbiamo aspettarci con il Pd al governo

Renzi apre alla possibilità di rivedere al rialzo la quattordicesima ai pensionati, nessun passo indietro invece sulla Fornero. E sugli 80 euro precisa: "Il contributo sarà esteso sulla base del numero dei figli". Il programma dei dem su tasse e previdenza

In tema di fisco e pensioni il Pd persegue la "politica dei piccoli passi". Così è stata ribattezzata da Matteo Renzi, ospite ieri a Domenica Live su Canale 5, la linea da tenere nel prossimo mese di campagna elettorale. Nessuna rivoluzione in vista in caso di vittoria alle elezioni: l’ex premier si gioca la carta della responsabilità, da contrapporre alle promesse spregiudicate degli altri partiti, Lega e M5s su tutti. 

Cosa dobbiamo aspettarci dunque con il Partito Democratico di nuovo a palazzo Chigi? Come abbiamo spiegato di recente, per i pensionati non cambierà molto. Renzi ieri ha accennato alla possibilità di rivedere al rialzo la quattordicesima sulle pensioni, che il suo governo ha esteso anche agli over 64 anni con redditi tra 1,5 e due volte il minimo. In materia di fisco e conti pubblici è necessario fare "un pezzettino alla volta", ha spiegato l'ex premier in tv. "Ci vuole una sana politica dei piccoli passi. La quattordicesima l’abbiamo data ma si può alzare: bisogna fare un passo in più e abbassare le tasse, ma non ai ricchi".

Insomma, nessuna promesse ufficiale né ufficiosa: solo un accenno alla possibilità di rivedere un domani la platea dei beneficiari; così pure era stato per il canone Rai. Il Pd non ha mai confermato in via ufficiale la volontà di volerlo abolire, ma su Facebook Renzi ha fatto cenno alla possibilità di intervenire di nuovo sull’imposta.

Legge Fornero ed età pensionabile

In tema di pensioni si prosegue sulla strada già tracciata nella passata legislatura. Sul proprio sito il Pd rivendica le scelte fatte: non si è fatto ricorso, si legge, "a forme generalizzate di riduzione dell’età di pensionamento, incompatibili sia con condizioni di equità che di finanza pubblica. Inoltre, non si è gravato il costo sulle giovani generazioni", ma si è affermato, per la prima volta, il principio "che è possibile sostenere scelte di flessibilità di uscita dal mercato del lavoro per i lavoratori anziani in modo socialmente selettivo". E la sostenibilità in uscita è stata garantita, secondo il Pd, sia attraverso lo stop all’aumento dell’età pensionabile per 15 categorie di lavori usuranti (prima erano 11), sia con gli strumenti dell’Ape sociale e dell’Ape volontaria.

Pensioni, perché gli aumenti promessi sono una chimera

Se ci sarà qualche aggiustamento avverrà in questa direzione, ma da parte del Pd non c’è nessuna volontà di rivedere la Fornero. E del resto è notizia delle ultime ore che anche Berlusconi, nonostante nel programma di centrodestra venga affermato il contrario, sia orientato a seguire questa linea: "Anticipare l'accesso alla pensione rispetto agli attuali 67 anni sarà possibile solo in alcuni casi, individuati con equità, e per un periodo di tempo limitato", ha affermato nei giorni scorsi l’ex Cavaliere.

Berlusconi gela Salvini sulla legge Fornero: non sarà abolita

Boeri: "Sulle pensioni promesse da marinai"

Che sulle pensioni ci siano pochi spazi di manovra è opinione condivisa anche dal presidente dell’Inps Tito Boeri, che nei giorni scorsi ha puntato il dito contro i politici: "Molte promesse che si sentono anche oggi fare su trattamenti pensionistici più generosi e non contributivi o che promettono alle persone di poter andare in pensione prima, senza riduzione dell’importo delle loro pensioni" non sono altro che "promesse da marinaio" che "metteranno a gioco il funzionamento del sistema pensionistico nel suo complesso trasferendo un peso ancora più pesante sulle spalle dei giovani".

Secondo Boeri "se le persone capissero come funziona il sistema pensionistico capirebbero anche che queste sono delle promesse da marinaio. Chi dice si può andare in pensione prima con lo stesso importo, chi dice si possono garantire i trattamenti più generosi non contributivi, come se questo non avesse effetto sulle tasse e sul lavoro sta dicendo delle cose non vere".

Bonus di 80 euro anche alle famiglie con figli

 A Domenica Live Renzi ha parlato anche della possibilità di allargare la platea di coloro che hanno diritto agli 80 euro. "Si potrebbe inserire il numero dei figli come elemento per avere uno sconto fiscale - ha detto l’ex premier - Non faccio promesse, ma un contributo esteso, sulla base del numero dei figli. Lasciamo gli 80 euro a chi li prende, ormai da 4 anni, ma non dimentichiamo i figli".

Si tratta di una proposta a cui l’ex premier ha già accennato più volte, prima alla Leopolda e poi a Porta a Porta. Si tratterebbe, anche se il Pd non ha mai chiarito fino in fondo le sue intenzioni, di assegnare un bonus di 80 euro al mese alle famiglie per ogni figlio minore. Un provvedimento dal costo di 6-7 miliardi di euro, secondo le prime stime, anche se ora Renzi  pare voler fare parziale marcia indietro: non si parla più di 80 euro per ogni figlio a carico, ma di uno sconto fiscale non meglio precisato sul numero dei figli. Staremo a vedere.

Bonus di 80 euro per ogni figlio: il focus sulla proposta Pd

Tasse e fisco, la ricetta del Partito Democratico

In materia fiscale lo slogan del Pd è "pagare meno, pagare tutti", anche se non è ben chiaro in che modo questo principio sarà declinato nei fatti. Nel manifesto dell’assemblea programmatica di Napoli si legge: "Il costo del lavoro a tempo indeterminato deve essere tagliato stabilmente, proseguendo anche nella costruzione di ammortizzatori sociali universali legati alla riqualificazione dei lavoratori". Per ora però manca un programma ufficiale, dei punti fermi messi nero su bianco che possano fare presa sull’elettorato.

Cosa non convince nel programma del Pd  

Ma la linea del Pd ha anche un altro punto difetto, forse anche più evidente. I dem sembrano infatti voler riproporre le stesse misure della passata legislatura, "nonostante l’impatto sia stato ben inferiore alla attese". Lo scrive Veronica De Romanis sul Foglio prendendo ad esempio l’idea di estendere gli 80 euro anche alle famiglie con figli. "Se lo scopo è quello di aumentare i consumi, bisogna ricordare che il precedente bonus da 80 euro non ha ottenuto il successo sperato: studi della Banca d’Italia rilevano come a fronte di una spesa totale di oltre 10 miliardi di euro, l’incremento dei consumi sia stato poco più di 3 miliardi. Se, invece, come sembrerebbe, l’obiettivo è quello di incentivare la natalità, anche questa volta si rischia di ottenere un risultato modesto".

Renzi: "Con me non ci sarà la Flat tax"

L’ex premier però insiste e rivendica la distanza da M5s, Forza Italia e Lega. "Le tasse vanno abbassate, ma non ai ricchi. Non ho niente contro i ricchi, ma la flat tax considera allo stesso modo miliardari e operai. Finchè ci sono io non ci sarà", ha detto ieri stroncando la proposta di centrodestra sull'aliquota unica. "Giù le tasse a chi non arriva a fine del mese, non a chi è multimiliardario" ha promesso l'ex premier. Secondo Renzi "le proposte del centrodestra valgono 200 miliardi, 120 miliardi quelli del M5s. Io ho fatto il premier, vi dico che questi soldi non si trovano: 200 miliardi non si trovano. Chi vi dice il contrario vi prende in giro. Io voglio discutere di proposte, senza fare Vanna Marchi, quando si diceva compra la pomata e poi dimagrisci".

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