Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia

Quota 100 e il coraggio (che non c'è): pagano i giovani

Pensioni, tema caldo. Secondo Della Vedova "bisognava avere il coraggio di disfare: non si tocca Quota 100 e si fa più debito a carico delle generazioni future". Il governo lavora al passaggio dell’Ape sociale a misura strutturale e al rinnovo di Opzione donna

Pensioni, argomento perennemente attuale, soprattutto quando si avvicina a grandi passi la stesura della legge di bilancio per l'anno prossimo. Secondo qualcuno il governo giallorosso dovrebbe agire con coraggio, anche andando a toccare alcune misure del precedente esecutivo. Non dovrebbe succedere, Quota 100 non sarà modificata per l'anno prossimo, ma la polemica non si è mai sopita. Intanto si lavora ancje sul fronte di Opzione donna e Ape social: per chi ha individuato queste opportunità per andare in pensione nel 2020 ci potrebbero essere presto buone nuove.

Quota 100, +Europa: "Bisogna avere il coraggio di disfare qualcosa"

"Una maggioranza che si è dimostrata meno coesa di quanto speravano alcuni, ha dato alla luce delle linee di politica economica che dimostrano come il Conte Bis stia pagando il conto del Conte Uno. Per evitare l'aumento dell'Iva si fa deficit e debito: pagheranno i giovani" dice a Skytg24 il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. "Bisognava avere il coraggio di disfare qualcosa: invece, non si tocca reddito di cittadinanza, non si tocca Quota 100 e si fa più deficit e debito a carico delle generazioni future. E non per fare investimenti su scuole, strade, banda larga. Per non aumentare le tasse oggi - ha concluso Della Vedova - si aumentano le tasse agli italiani di domani. Troppo facile così".

Sul fronte pensioni Quota 100 sarà confermata, ma solo fino alla sua scadenza prevista, il 2021. Quindi - proprio come hanno promesso sia il premier Conte sia il ministro Gualtieri - i fondi sono confermati anche per il 2020, consentendo a chi lo vorrà di anticipare l’uscita dal lavoro di qualche anno. Il Governo, sulla scorta dei numeri registrati finora, prevede di non dover spendere tutti i fondi stanziati, che verrebbero quindi utilizzati in futuro per altre misure.

Quota 100 e il coraggio (che non c'è): pagano sempre i giovani

Il problema del peso di Quota 100 sulle prossime generazioni non è nuovo. Tito Boeri a inizio 2019 aveva spiegato a suon di numeri come  il grosso del costo di Quota 100 "graverà sulle generazioni future. L’introduzione della riforma può portare ad un aumento del debito pensionistico che può raggiungere, per effetto sia del nuovo canale di uscita anticipata che del congelamento degli adeguamenti della speranza di vita per le pensioni anticipate, fino a 90 miliardi (dato che si frenerebbe a circa 38 miliardi se non le si dovesse rendere strutturali dopo il periodo di sperimentazione)".  

La spesa per "Quota 100" e i pensionamenti anticipati senza adeguamento dei requisiti alla speranza di vita si è fermata infatti a 2 miliardi e 14 milioni a metà settembre. Con un risparmio di 1,767 miliardi rispetto a quanto previsto dal primo governo Conte a gennaio. Con queste cifre il governo non ha motivo di andare a toccare quella che a livello di percezione è stata vista dall'opinione pubblica come una misura che ha permesso di superare la Legge Fornero, da più parti considerata iniqua per determinate categorie. Certo, Quota 100 non è una misura strutturalmente equa perchè non favorisce l'occupazione (il turnover auspicato non c'è stato): ma poiché costa meno del previsto nessun governo che tenga agli ormai onnipresenti sondaggi avrebbe alcun vantaggio immediato dal modificarla o cancellarla.

Durigon: "Quota 100, non rinnovarla sarebbe da irresponsabili"

Bordate al governo arrivano come ogni giorno dalla Lega. "Non rinnovare Quota 100 sarebbe da irresponsabili". Lo dice all'Adnkronos il deputato della Lega Claudio Durigon, già sottosegretario al Lavoro nel precedente governo sullo schema per l'anticipo pensionistico che scade nel 2021. Inoltre accanto a Quota 100 ci sono altre "due misure fondamentali come Opzione donna e l'Ape social, si rinnovano annualmente e ancora il governo non ha chiarito come procederà", sottolinea.

Per quel che riguarda la manovra, "siamo di fronte ad una manovrina che non dara risultati soddisfacenti - osserva Durigon -. C'è bisogno di una shock fiscale - aggiunge - e invece si prevede un taglio del cuneo da poco più di 2 miliardi, mi sembra sia una strada irrisoria" per rilanciare la crescita. Sul rischio di un aumento dell'Iva "sono preoccupato perché il premier Conte dice che non ci saranno rialzi, mentre il ministro dell'Economia Gultieri parla di possibili rimodulazioni" spiega il leghista, sollecitando il governo a chiarire sul tema delle clausole di salvaguardia.

E sull'ipotesi di recuperare 7 miliardi di risorse dalla lotta all'evasione "è impensabile - incalza Durigon - e fa un po' paura perché non vorrei che siano sempre stessi a pagare. Mi sembra una somma gettata li, non reale, che - se disattesa - rischia pure di fare un buco nel bilancio". L'esponente leghista inoltre boccia gli sconti sui pagamenti elettronici: "non è lo strumento principale per la lotta all'evasione, inoltre crea una situazione imbarazzante anche per le persone anziane. Ritengo il cash back un freno a economia, in un momento crescita 'zero', è una misura che punta alla decrescita felice", invece di stimolare i consumi.

Manovra e pensioni: le possibili novità del 2020

Il governo intanto lavora al passaggio dell’Ape sociale a misura strutturale (scade a fine anno, al momento ) e a una nuova proroga di Opzione donna, già annunciata dal governo: sarebbero questi due, oltre al rinnovo di Quota 100, i provvedimenti sul fronte pensionistico più pesanti che potrebbero confluire nella prossima legge di bilancio.

Altro che quota 100, la verità di Tria sulle pensioni

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