Giovedì, 15 Aprile 2021

Divieto di cumulo, addio Ape social e finestre per le pensioni: tutti contro la quota 100

Dalla Uil al presidente dell'Inps Boeri,  è pioggia di critiche sulla riforma del sistema pensionistico: “Il termine Quota 100 è fuorviante”

Foto di repertorio

Il vicepremier Di Maio non perde giorno per confermare che Quota 100 e reddito di cittadinanza, i due punti chiave della manovra economica, non slitteranno e saranno operativi già nel 2019. Ma mentre il governo cerca di trovare l'accordo con Bruxelles dopo la bocciatura del documento economico, sono diverse le critiche che arrivano, soprattutto riguardo alla riforma del sistema previdenziale. Partendo dalla nomenclatura 'Quota 100', fino al divieto di cumulo e l'abolizione dell'Ape social, ecco i principali punti della riforma finiti nel mirino della Uil e di Tito Boeri, presidente dell'Inps. 

Uil: “Con finestre e stop ape social rischio peggioramento”

Se da un lato la Quota 100 dovrebbe aiutare i lavoratori italiani ad andare in pensione prima del limite di età attualmente in vigore, ossia raggiungendo il valore 100 sommando anzianità lavorativa (minimo 62 anni) ed età contributiva (minimo 38), dall'altro sono diversi gli effetti collaterali che potrebbero invece peggiorare la situazione di alcune categorie, come affermato da Domenico Proietti, presidente della Uil: “Se le indiscrezioni circolate in queste ore rispondessero al vero non solo non 'si smonterebbe la legge Fornero sulle pensioni', ma si peggiorerebbe quanto di buono fatto negli ultimi due anni per reintrodurre una flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 63 anni. La non proroga dell'ape sociale, infatti, priverebbe di una positiva risposta i lavoratori disoccupati, quelli con una grave disabilità, chi assiste familiari disabili e chi svolge una delle 15 categorie ritenute gravose”.

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“La reintroduzione delle finestre – prosegue il presidente dell'Unione Italiana del Lavoro - subordinata ad ulteriori requisiti, rappresenterebbe un ritorno al passato e ed archivierebbe, di fatto, quota 100. Poiché aumenta implicitamente il requisito necessario per andare in pensione e discrimina quei lavoratori che a parità di quota, ma con differenti rapporti tra età e contribuzione, si vedrebbero procrastinare nel tempo l'accesso alla pensione", prosegue invitando il Governo "ad aprire il confronto con le parti sociali onde evitare il ripetersi di errori marchiani che si sono fatti tutte le volte che non ci si è confrontati con i rappresentanti dei lavoratori".

Boeri contro il divieto di cumulo e il nome 'Quota 100'

A rincarare la dose di critiche alla riforma del sistema previdenziale ideata dal governo Lega-M5s ci ha pensato Tito Boeri, presidente dell'Inps: “La possibilità ventilata dalle indiscrezioni di inserire nella manovra un divieto di cumulo è un tema molto complesso e una strada credo molto difficile da perseguire, con un'attuazione molto complessa”. 

Il numero uno dell'Istituto di Previdenza ha espresso il suo parere durante gli Stati Generali delle Pensioni, a Milano: “Dovremmo investire ingenti risorse per impedire alle persone di questa fascia d'età di lavorare in un Paese in cui abbiamo problema molto serio di raccolta contributiva. Il divieto di cumulo sembra difficile da conciliare con la narrativa della controriforma delle pensioni, ovvero liberare posti di lavoro ai giovani”. 

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Secondo Boeri, "perché la gente vada in pensione e liberi posti devo permetterle di lavorare. Se io impedisco loro di lavorare, non andranno in pensione. E' un paradosso". L'ipotesi di una 'sanatoria contributiva' per i lavoratori autonomi è un'altra "scelta pericolosa" per il sistema pensionistico italiano, secondo il presidente dell'Inps, Tito Boeri.

"Bisogna porre molta attenzione sul lato contributivo" e tra le proposte che "lo indeboliscono" c'è, secondo Boeri, quella di dare la possibilità a un lavoratore autonomo a condizioni agevolate di versare contributi per i periodi in cui questi non sono stati versati. "Questo è quasi un condono, e condoni contribuitivi non sono mai stati fatti nel nostro Paese e non sono mai stati fatti con il lavoro autonomo perché hanno - sostiene Boeri - il doppio effetto negativo di indebolire la raccolta contributiva e aumentare la spesa". 

"Il termine Quota 100 è davvero fuorviante, dovremmo abolirlo. Rischia di alimentare illusioni tra chi ha 63 anni e 37 di contributi e così via" dice Boeri. "Dobbiamo soddisfare 38+62, ma i numeri sono incompatibili con i vincoli tecnici di spesa che sono già nella bozza di bilancio", sottolinea ancora Boeri, che ritiene sia questo uno dei motivi "dell'impasse" nel Governo sul tema, a maggior ragione ora che bisogna ridurre la spesa per la trattativa con la Commissione europea sulla Manovra. "L'idea di poter creare un meccanismo di salvaguardia o un 'rubinetto' non è fattibile sul piano giuridico ed è discriminatorio".

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