Quota 100, in pensione da aprile e da luglio: ma la liquidazione in "stand-by" è un problema

La riforma delle pensioni partirà dal 1° aprile per i dipendenti privati e dal 1° luglio per gli statali. E' quanto si legge nella bozza del decreto legge. Ma sul trattamento di fine rapporto non ci sono buone notizie

Il governo accelera, non manca molto al decreto che dovrebbe fare piena chiarezza su reddito di cittadinanza e quota 100. La riforma delle pensioni, con l'introduzione di quota 100, partirà dal 1° aprile per i dipendenti privati e dal 1° luglio per gli statali. E' quanto si legge, apprende l'AdnKronos, in una bozza del decreto legge che giovedì dovrebbe essere varato dal Cdm. Inoltre, la bozza del dl prevede anche che l'Ape sociale sia estesa al 2019.

Quota 100 e Tfr: le novità

I lavoratori che decideranno di andare in pensione utilizzando quota 100 dovranno però aspettare per riscuotere il trattamento di fine rapporto, fino "al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione" con le vecchie regole, si legge nella bozza del decreto. Secondo i calcoli della Cgil per alcuni dei circa 140 mila dipendenti pubblici interessati potenzialmente dal provvedimento "c'è il rischio concreto che aspettino anche fino a 8 anni per avere ciò che gli spetta, la liquidazione". Si lavora a soluzioni su questo punto, quindi. Servirebbe però un complesso accordo quadro complessivo tra ministeri e banche per regolare l’erogazione anticipata del trattamento di fine servizio. Non bastano gli accordi bilaterali tra singole amministrazioni pubbliche e singoli istituti.

E ancora: le donne potranno continuare a utilizzare il sistema pensionistico ad hoc, che consente di andare in pensione con 35 anni di contributi. Nella bozza che riforma il sistema previdenziale è infatti previsto che "il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo" già previste venga riconosciuto anche "nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960 e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959".

Landini (Cgil): "Quota 100 crea iniquità"

Il pensionamento a quota 100 "crea iniquità" oltre a non riformare la legge Fornero se non per "piccole  modifiche". E' questo il giudizio del segretario confederale Cgil Maurizio Landini, candidato leader alla guida della confederazione. In questo modo "nello stesso posto di lavoro avrai chi ha avuto accesso a quota 100 e chi con 41 anni di contributi non potrà andare in  pensione", dice intervenendo all'assemblea di Lavoro e Società della Cgil.

"Una disparità intollerabile. Propagandavano la riforma della legge Fornero, hanno finito col peggiorare le norme relative ai dipendenti pubblici con un trattamento differenziato rispetto ai lavoratori del privato". Così la Fp Cgil Nazionale commenta le anticipazioni relative al provvedimento 'quota 100', e ai riflessi sul lavoro pubblico, che il governo dovrebbe approvare nel corso di questa settimana, annunciando che "sono già in corso verifiche sulla legittimità del provvedimento, in attesa di avere un testo definitivo, visto che il governo non discute con nessuno, tiene fuori il Parlamento e le parti sociali, agendo in maniera autoritaria".

Pensioni, dai 3 ai 6 mesi per uscire con quota 100. Assegni giù del 16%

Secondo quanto si apprende, infatti, osserva la categoria dei lavoratori dei servizi pubblici della Cgil, "'quota 100' sarà differita per chi lavora nel pubblico, con la prima finestra disponibile a luglio e con un preavviso, per chi vorrà usufruirne, di sei mesi. Ma soprattutto ai dipendenti pubblici che andranno in pensione con 'quota 100' o in pensionamento anticipato, il trattamento di fine rapporto verrà corrisposto 'al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione'. Tradotto: per alcuni dei circa 140 mila dipendenti pubblici interessati dal provvedimento c'è il rischio concreto che aspettino anche fino a 8 anni per avere ciò che gli spetta, la liquidazione".

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Per la Funzione Pubblica Cgil, inoltre, "c'è poi confusione sull'intervento delle banche per l'erogazione anticipata del Tfr. Gli oneri per gli interessi saranno o meno a carico dell'interessato? Da come pare essere scritta la norma, gli interessi saranno a carico dei lavoratori. E in ogni caso 'quota 100', correlata alla possibilità di farsi anticipare la liquidazione dalle banche, creerà un'evidente discriminazione verso tutti coloro che andranno in pensione ordinariamente e che continueranno a dover subire gli attuali, intollerabili, termini di pagamento. Dovevano cambiare la Fornero e dovevano valorizzare il lavoro pubblico e invece, senza ascoltare chi quei lavoratori rappresenta, non faranno altro che peggiorare le norme, con l'assurdità di far pagare alle lavoratrici e ai lavoratori gli interessi su ciò che spetta loro di diritto", conclude la Fp Cgil.

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