Giovedì, 25 Febbraio 2021

Pensioni, inevitabili i paletti per Quota 100: e il taglio a quelle "d'oro" è congelato

Tante voci e indiscrezioni "estive", ma solo quando la prossima Legge di Bilancio inizierà a delinearsi si saprà davvero cosa cambierà sul fronte pensioni 

Che il superamento della Legge Fornero sia argomento di discussione quotidiano all'interno del governo Conte è cosa nota. Tante voci, indiscrezioni, ma solo quando la prossima Legge di Bilancio inizierà a delinearsi si saprà davvero cosa cambierà sul fronte pensioni. 

Smantellare la Fornero costa, e costa tantissimo. Si procederà a tappe, questo è certo. Il punto di partenza è stato individuato nella cosiddetta Quota 100, ma con clausole e paletti di vario tipo, per evitare che ci sia un'adesione di massa alla pensione anticipata. 

Quota 100, serviranno dei paletti

Per Quota 100 si fa avanti l'ipotesi del requisito di età a 64 anni come limite di età minimo: negato quindi l'accesso alla pensione anticipata per coloro che possono "vantare" più anni di contributi ma età al di sotto della soglia. Esempio: chi ha 63 anni di età e 37 di contributi, non avrebbe i requisiti. Ma, lo ripetiamo, al momento si tratta soltanto di indiscrezioni, da confermare. 

Altro paletto possibile è quello del superbonus per i lavoratori che accetterebbero di rinunciare alla pensione per restare nel mondo del lavoro: per loro, secondo altre voci, il bonus in busta paga sarebbe rilevante, e ammonterebbe al 33 per cento in più sullo stipendio.

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Quota 41 si allontana (almeno per un anno)

Discorso diverso per la ormai nota Quota 41, che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica. Le risorse per una misura del genere non sembrano esserci, almeno nell'immediato. Facile pensare a uno slittamento di almeno 12 mesi, e non si può escludere che da Quota 41 si passi a Quota 42 per far quadrare i conti. Tutto da vedere.

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Pensioni "d'oro", il taglio divide Lega e M5s

Non sarà realizzato a breve poi l’intervento sulle pensioni sopra i 4 mila euro, che è una proposta del Movimento 5 Stelle su cui Luigi Di Maio ci ha messo la faccia. Alla Lega, racconta il Corriere della Sera, l'idea non è mai piaciuta. Alberto Brambilla, consulente del Carroccio in tema previdenziale e possibile successore di Tito Boeri all’Inps, lo ha criticato duramente parlando di «clima da Rivoluzione francese». La Lega sarebbe più propensa a una proposta alternativa, in realtà già praticata in passato, quella di un contributo di solidarietà temporaneo a carico delle pensioni più alte.

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