Venerdì, 25 Giugno 2021
Pensioni

Pensioni, per Quota 100 spunta l'ipotesi di una mini-proroga: cosa cambia nel 2022

L'indiscrezione del "Sole 24 Ore": la riforma potrebbe restare in vigore per i primi mesi del nuovo anno. L'altra possibilità sul tavolo resta "Quota 102"

Foto di repertorio

Che fine farà quota 100? La riforma approvata dal governo “Conte I” andrà a scadenza a fine 2021, ma complice anche la pandemia il dibattito con le parti sociali si è arenato. Il risultato è che i futuri pensionati non sanno ancora se e a quali condizioni potranno lasciare il lavoro a partire dal prossimo anno. Insomma il tempo stringe e nei prossimi mesi il nuovo esecutivo dovrà trovare per forza di cose una quadra. A questo punto però non è escluso che si arrivi ad un colpo di scena in extremis.

Pensioni, mini-proroga per Quota 100?

A riportare l’indiscrezione è “Il Sole 24 ore”, che scrive: “Con il trascorrere del tempo, comincia a circolare con sempre più insistenza l’ipotesi di una mini-proroga [di Quota 100], almeno fino ai primi mesi del 2022”. Finora sia il Pd che Italia Viva si sono sempre spesi affinché la riforma venga superata, ma a quanto pare anche la possibilità di una proroga, benché per un breve periodo, è sul tavolo. Anche questa strada però è tutta in salita. Se dal punto di vista “politico” rinnovare “Quota 100” permetterebbe alla maggioranza di avere più tempo per far decollare il cantiere della nuova riforma, dall’altro l’Ue non sarebbe affatto felice di vedere di nuovo dilatati i tempi per arrivare ad una gestione più oculata della spesa previdenziale. “Anche perché - spiega ancora il quotidiano di Confindustria - la Commissione Ue, che ha nel mirino ‘Quota 100’ fin dal suo concepimento così come lo stop fino al 2026 dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita dei trattamenti anticipati, considera di fatto il ritorno al solco della riforma Fornero come una delle condizioni implicite per gestire in autonomia i 209 miliardi di aiuti europei”.

Cosa prevede l'ipotesi Quota 102

Insomma, Quota 100 resta nel mirino di Bruxelles. In realtà a conti fatti la riforma si è rivelata meno costosa del previsto a causa, o per merito, del numero tutto sommato contenuto di domande accolte. Ma non è detto che la Commissione europea accetti una nuova dilazione. Resta ovviamente in piedi la possibilità che “Quota 100” venga sostituita da una riforma con un impianto analogo, ma meno costosa. Prima della pandemia si era parlato con insistenza di “Quota 102”, partendo da un minimo di 64 anni d'età e 38 di contributi con l’adozione del metodo di calcolo contributivo sugli anni mancanti al raggiungimento della soglia di vecchiaia dei 67. In tal caso per chi sceglie di andare in pensione prima scatterebbe una penalizzazione pari secondo le stime al 2,8-3% per ogni anno d’anticipo.  

Secondo questo schema la riforma delle pensioni punta a un intervento dagli oneri decisamente inferiori agli stanziamenti previsti a suo tempo dal “Conte 1”. Ma per ora si tratta solo di ipotesi. Il cantiere della riforma è ancora in alto mare.

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