Mercoledì, 25 Novembre 2020
Pensioni

Pensioni, per la quota 100 bisognerà aspettare

E' molto difficile che la riforma previdenziale possa vedere la luce prima del prossimo autunno. E le incognite non mancano

Immagine d'archivio

L’attesa riforma delle pensioni non arriverà nel brevissimo periodo: chi spera di uscire dal lavoro con la quota 100 dovrà aspettare almeno il prossimo autunno, ma per ora non si può dare nulla per scontato.

Secondo Il Sole 24 ore, infatti, il governo potrebbe concentrarsi inizialmente su misure a costo zero o dal minore impatto sui conti pubblici: in ballo c’è ad esempio un pacchetto di semplificazioni per gli appalti e la riforma dei centri per l’impiego (misura propedeutica al reddito di cittadinanza). Slittano invece - ma d’altra parte era già noto - la flat tax e il sussidio per i disoccupati e gli inoccupati, bandiera del M5s in campagna elettorale.

Aggiornamento: Salvini rilancia la quota 100 "subito" (ma non indica tempi e coperture)

Pensioni, quando verra introdotta la Quota 100?

E le pensioni? Gli italiani sono molto sensibili al tema della previdenza (come peraltro dimostrano anche le ultime rilevazioni dei sondaggisti) e questo sia Lega che 5 Stelle lo sanno bene. È lecito allora aspettarsi che la riforma delle pensioni possa vedere la luce prima delle misure su fisco e welfare, anche perché le cifre necessarie a "correggere" la legge Fornero sono ben più basse di quelle che servirebbero per flat tax (50 miliardi) e reddito di cittadinanza (dai 15 ai 30 miliardi, a seconda delle stime) contro i 5 stimati dal governo per introdurre la quota 100.

Le ultime notizie sulle pensioni

È però vero, scrive il Sole 24 Ore, che la riforma delle pensioni, al pari di flat tax e sussidio di disoccupazione, ha bisogno "di un lungo lavoro preparatorio". Né va dimenticato che finora l’esecutivo non ha ancora affrontato il capitolo coperture, né stabilito tempi certi per l’approvazione delle riforme.

Bisogna infine considerare che la posizione del ministro dell’Economia Giovanni Tria su deficit e spesa sembra molto meno spregiudicata di quella di Lega e 5 Stelle. Domenica il neo ministro ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, spiegando che "l’obiettivo è la crescita e l’occupazione. Ma non puntiamo al rilancio della crescita tramite deficit spending". Tria si è detto inoltre  favorevole al "rilancio degli investimenti pubblici, decisivi per rafforzare la competitività complessiva del Paese" e ha confermato l'obiettivo di un calo del debito nel 2018 e 2019.

Considerate tutte le incognite elencate sopra è lecito dunque supporre che la riforma delle pensioni non arriverà prima del prossimo autunno. Si tratta ovviamente di ipotesi che vanno prese con il beneficio d’inventario, dal momento che il governo non ha ancora indicato tempi e costi delle principali misure contenute nel contratto di governo.

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